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	<title>Tutte le sezioni &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Meteo Italia, fine ottobre con alta pressione: prima vento e piogge, poi tempo più stabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:52:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ITALIA, 23 ottobre 2026 – Un veloce passaggio di aria fredda porterà un po’ di instabilità sull’Italia, ma senza una vera svolta autunnale. Dopo questo breve cambiamento, infatti, il tempo tornerà in gran parte stabile grazie al rinforzo dell’alta pressione. Resta invece ancora incerta l’evoluzione degli ultimi giorni di ottobre, quando potrebbe entrare in gioco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ITALIA, 23 ottobre 2026 –</strong> Un veloce passaggio di aria fredda porterà un po’ di instabilità sull’Italia, ma senza una vera svolta autunnale. Dopo questo breve cambiamento, infatti, il tempo tornerà in gran parte stabile grazie al rinforzo dell’alta pressione. Resta invece ancora incerta l’evoluzione degli ultimi giorni di ottobre, quando potrebbe entrare in gioco il cosiddetto blocco scandinavo.</p>
<p>È questa, in sintesi, la tendenza indicata da <strong>Luca Lombroso, meteorologo e redattore di Meteored Italia</strong>.</p>
<h2>Sabato 24 ottobre: vento forte e locali piogge</h2>
<p>Sabato sarà la giornata più movimentata. Su Alpi e Appennini sono attese forti raffiche di vento. Soffieranno anche maestrale in Sardegna e tramontana tra Liguria e Tirreno.</p>
<p>Al Nord il föhn favorirà schiarite soprattutto in Pianura Padana, mentre le ultime piogge insisteranno sul Friuli-Venezia Giulia. Al Centro il tempo sarà in prevalenza buono sui versanti tirrenici, mentre lungo l’Adriatico ci saranno venti orientali e qualche rovescio tra Marche, Abruzzo e Molise.</p>
<p>In serata il peggioramento raggiungerà il Sud, con temporali sulla Puglia nord-occidentale e piogge tra Campania e coste calabre.</p>
<p>Le temperature minime scenderanno in modo netto al Nord e al Centro, con valori tra 2 e 6 gradi al mattino. Durante il giorno le massime si fermeranno in media tra 17 e 20 gradi. Al Sud il clima resterà più mite, con minime tra 13 e 15 gradi e massime tra 23 e 25.</p>
<h2>Domenica 25 ottobre: più nuvole, ma poche piogge</h2>
<p>Domenica il tempo sarà in generale più tranquillo. Lungo i confini alpini con Svizzera e Austria resteranno nubi e nevicate, ma a poca distanza torneranno ampie schiarite grazie al föhn.</p>
<p>Nel resto del Nord e al Centro-Sud prevarranno velature e nubi medio-alte. Si vedranno spesso anche scie di condensazione, con ventilazione ancora presente, ma senza fenomeni significativi.</p>
<p>Le temperature cambieranno poco al Nord e al Centro, mentre al Sud si avrà un lieve calo dei valori massimi.</p>
<h2>Da lunedì torna l’alta pressione</h2>
<p>Tra lunedì 26 e martedì 27 ottobre il tempo sarà stabile e asciutto su gran parte del Paese. Saranno quindi giornate in prevalenza serene, con clima tranquillo e notti più fredde.</p>
<p>Mercoledì 28 ottobre qualche nube in più potrà interessare il Nord e parte del Centro, con deboli piovaschi locali. Al Sud, invece, il tempo dovrebbe restare variabile ma senza piogge di rilievo.</p>
<p>Le minime si manterranno basse soprattutto nelle ore del mattino, ma senza gelate diffuse. Le massime resteranno abbastanza in linea con il periodo, con valori attorno ai 18 gradi al Nord.</p>
<h2>Fine mese: il nodo del blocco scandinavo</h2>
<p>La parte più incerta riguarda gli ultimi giorni di ottobre, tra il 29 e il 31. Secondo Lombroso, i modelli mostrano scenari diversi, ma uno dei più interessanti è quello del <strong>blocco scandinavo</strong>.</p>
<p>In parole semplici, si tratterebbe di una disposizione dell’alta pressione verso il Nord Europa capace di modificare il percorso delle correnti. Questo assetto potrebbe aprire la strada a un cambiamento del tempo anche sull’Italia nei primi giorni di novembre.</p>
<p>Per ora, però, lo scenario più probabile resta quello di un’Italia ancora in gran parte stabile, con temperature in graduale diminuzione e un clima più autunnale, soprattutto sulle regioni adriatiche. Non ci sono invece segnali chiari di un arrivo anticipato dell’inverno.</p>
<h2>Cosa aspettarsi nei prossimi giorni</h2>
<p>Il quadro, quindi, è abbastanza chiaro nella prima parte della settimana: il peggioramento sarà breve e lascerà presto spazio a una fase più stabile. Più difficile, invece, capire con precisione cosa accadrà a fine mese.</p>
<p>Molto dipenderà dalla posizione dell’alta pressione e dall’eventuale conferma del blocco scandinavo. Per sapere se questa configurazione porterà effetti concreti anche sull’Italia bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti.</p>
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		<title>Detenuti e volontari ripuliscono 24 città italiane: il 24 ottobre l&#8217;ambiente diventa occasione di reinserimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 10:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Plastic Free]]></category>
		<category><![CDATA[Reinserimento sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Plastic Free e Seconda Chance promuovono una mobilitazione in dieci regioni. È il primo appuntamento nazionale dopo il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Coinvolti anche giovani degli istituti penali minorili. Sabato 24 ottobre 2026, detenuti, persone in esecuzione penale esterna e volontari saranno impegnati insieme nella pulizia di 24 città italiane, distribuite in dieci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Plastic Free e Seconda Chance promuovono una mobilitazione in dieci regioni. È il primo appuntamento nazionale dopo il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Coinvolti anche giovani degli istituti penali minorili.</strong></p>
<p>Sabato 24 ottobre 2026, detenuti, persone in esecuzione penale esterna e volontari saranno impegnati insieme nella pulizia di 24 città italiane, distribuite in dieci regioni. Una mobilitazione che unisce tutela dell&#8217;ambiente e reinserimento sociale, offrendo a chi sta affrontando un percorso penale la possibilità di contribuire concretamente alla cura degli spazi pubblici.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è promossa da Plastic Free Onlus e Seconda Chance APS e rappresenta il primo appuntamento nazionale successivo alla sottoscrizione del protocollo d&#8217;intesa con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia.</p>
<h2>Un accordo per rendere continuative le iniziative</h2>
<p>La novità riguarda soprattutto la prospettiva del progetto. Il protocollo prevede almeno due mobilitazioni annuali, con l&#8217;obiettivo di trasformare le giornate di volontariato in appuntamenti continuativi dedicati alla responsabilizzazione e all&#8217;inclusione sociale.</p>
<p>La collaborazione tra le due associazioni, infatti, non nasce oggi. Nel marzo 2026 una precedente mobilitazione aveva coinvolto oltre 100 detenuti e centinaia di volontari in più di quindici località italiane, secondo i dati diffusi da Plastic Free.</p>
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<p>Il nuovo accordo punta a dare maggiore stabilità a queste esperienze attraverso il coinvolgimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria.</p>
<h2>Da Nord a Sud: le 24 città coinvolte</h2>
<p>Il programma interessa Campania, Calabria, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Sicilia.</p>
<p>Tra le località coinvolte figurano Napoli, Salerno, Bacoli, Castel Volturno e Mondragone in Campania; Crotone, Palmi e Corigliano-Rossano in Calabria; Pofi, Sermoneta e Viterbo nel Lazio.</p>
<p>In Emilia-Romagna parteciperanno Castelfranco Emilia, Reggio Emilia, Parma e Ferrara. Sono inoltre previsti interventi a Monza, Varese, Livorno, Prato, Padova, Venezia, Trieste, Bari e Catania.</p>
<p>Le attività interesseranno aree urbane, strade e altri spazi pubblici individuati dagli organizzatori.</p>
<h2>Coinvolti anche detenuti minorenni e persone in affidamento</h2>
<p>Uno degli aspetti più significativi della mobilitazione è la partecipazione di persone inserite in percorsi penali differenti.</p>
<p>A Sermoneta saranno coinvolti 21 detenuti della Casa circondariale di Frosinone, impegnati nella pulizia delle strade attorno al borgo medievale. La giornata proseguirà con un pranzo e una visita guidata organizzati in collaborazione con il Comune.</p>
<p>A Palmi parteciperanno cinque detenuti provenienti da diversi istituti calabresi e dieci persone affidate all&#8217;Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria.</p>
<p>A Bari e Catania è prevista anche la partecipazione di giovani degli istituti penali per minorenni, mentre a Trieste le attività di pulizia si svolgeranno sia a terra sia in mare.</p>
<p>A Venezia è stato sottoscritto un ulteriore protocollo con l&#8217;UEPE per favorire il coinvolgimento delle persone in affidamento in prova. L&#8217;appuntamento del 24 ottobre si terrà a Mestre, nell&#8217;area commerciale di via Maderna, dalle 9.30 alle 12.30.</p>
<p>A Ferrara le attività inizieranno alle 14.30 da Porta Paola, con interventi nelle aree delle mura cittadine.</p>
<h2>Il reinserimento attraverso un impegno utile alla comunità</h2>
<p>«<em>Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti</em>», dichiara Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus.</p>
<p>Secondo Maiani, la cura dell&#8217;ambiente può diventare un&#8217;occasione per esercitare responsabilità, recuperare fiducia nelle proprie capacità e costruire relazioni al di fuori del contesto detentivo.</p>
<p>Anche Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance APS, sottolinea l&#8217;importanza della continuità: «Il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti».</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è affiancare alle attività ambientali occasioni di partecipazione sociale che possano accompagnare il percorso di reinserimento.</p>
<h2>La sfida dopo il 24 ottobre: misurare i risultati</h2>
<p>L&#8217;efficacia dell&#8217;iniziativa non dipenderà soltanto dalla quantità di rifiuti raccolti.</p>
<p>Per comprendere il valore del progetto sarà importante conoscere anche il numero complessivo dei partecipanti, gli istituti coinvolti e soprattutto la possibilità di proseguire con nuove esperienze di volontariato.</p>
<p>Il protocollo nazionale costituisce un impegno organizzativo, ma i risultati concreti potranno essere valutati soltanto attraverso le attività effettivamente realizzate.</p>
<p>Il calendario è ancora in aggiornamento e gli organizzatori non escludono l&#8217;aggiunta di altre località. Le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Plastic Free.</p>
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		<title>Italia divisa in due dal meteo: piogge torrenziali al Nord-Ovest, clima quasi estivo al Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 14:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Lombroso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anticiclone sulla Scandinavia potrebbe bloccare una depressione sul Mediterraneo occidentale. Il meteorologo Luca Lombroso avverte: precipitazioni molto intense tra Piemonte, Liguria e Lombardia, mentre gran parte d&#8217;Italia resterà asciutta e con temperature miti. 16 ottobre 2026 – Due situazioni meteorologiche completamente diverse potrebbero dividere l&#8217;Italia nei prossimi giorni. Da una parte il Nord-Ovest, dove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un anticiclone sulla Scandinavia potrebbe bloccare una depressione sul Mediterraneo occidentale. Il meteorologo Luca Lombroso avverte: precipitazioni molto intense tra Piemonte, Liguria e Lombardia, mentre gran parte d&#8217;Italia resterà asciutta e con temperature miti.</em></p>
<p><strong>16 ottobre 2026</strong> – Due situazioni meteorologiche completamente diverse potrebbero dividere l&#8217;Italia nei prossimi giorni. Da una parte il Nord-Ovest, dove le previsioni indicano il rischio di piogge molto intense, con accumuli localmente superiori ai 200 millimetri. Dall&#8217;altra gran parte della Penisola, dove continueranno a prevalere temperature miti, schiarite e condizioni prevalentemente asciutte.</p>
<p>A delineare questo scenario è Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia, che nell&#8217;analisi pubblicata venerdì 16 ottobre segnala una possibile situazione di blocco atmosferico tra un potente anticiclone sulla Scandinavia e una depressione sul Mediterraneo occidentale.</p>
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<div>Il risultato potrebbe essere una perturbazione quasi stazionaria, capace di scaricare grandi quantità di pioggia sulle stesse zone per un periodo prolungato.</div>
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<h2>Perché il maltempo potrebbe fermarsi sul Nord-Ovest</h2>
<p>Il meccanismo alla base delle previsioni è legato alla disposizione dei grandi sistemi di pressione sull&#8217;Europa.</p>
<p>Sabato 17 ottobre l&#8217;anticiclone dovrebbe rafforzarsi sull&#8217;Irlanda, superando i 1035 hPa, ed estendersi verso la Scandinavia.</p>
<p>Contemporaneamente, una depressione dovrebbe spostarsi verso Francia e Penisola Iberica, incontrando ostacoli alla sua normale evoluzione verso est.</p>
<p>Questa configurazione potrebbe favorire l&#8217;arrivo di correnti umide di Scirocco, con precipitazioni persistenti sulle aree maggiormente esposte.</p>
<p>Non sarebbe quindi soltanto l&#8217;intensità dei singoli temporali a preoccupare, ma soprattutto la possibilità che le piogge insistano ripetutamente sugli stessi territori.</p>
<h2>Domenica 18 ottobre, possibili nubifragi tra Piemonte e Liguria</h2>
<p>Secondo lo scenario illustrato da Lombroso, domenica 18 ottobre il peggioramento dovrebbe interessare soprattutto Piemonte, Valle d&#8217;Aosta e Liguria.</p>
<p>Particolare attenzione viene riservata alle zone dei laghi d&#8217;Orta e Maggiore, dove alcuni scenari modellistici prospettano accumuli superiori ai 200 millimetri.</p>
<p>Si tratta di quantità importanti: 200 millimetri di pioggia equivalgono a 200 litri d&#8217;acqua su ogni metro quadrato.</p>
<p>Un dato che, qualora si concretizzasse su terreni già saturi o in bacini particolarmente vulnerabili, potrebbe aumentare il rischio di criticità idrogeologiche e piene dei corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>I 200 millimetri rappresentano però una previsione localizzata, non una quantità attesa uniformemente su tutto il Nord-Ovest. Non equivalgono neppure a un&#8217;allerta ufficiale già emessa per quei territori.</p>
<h2>Centro e Sud, ancora temperature fino a 28 gradi</h2>
<p>Mentre le regioni nordoccidentali potrebbero affrontare precipitazioni intense, buona parte del Centro-Sud resterà interessata da condizioni decisamente più miti.</p>
<p>Domenica 18 ottobre le temperature massime previste potranno raggiungere i 21-23 gradi al Nord, i 22-24 gradi al Centro e i 26-28 gradi al Sud, con differenze legate alle singole località.</p>
<p>Lungo il versante adriatico e sulla Puglia dovrebbe prevalere il tempo asciutto, mentre tra Maremma e Lazio saranno possibili temporali pomeridiani.</p>
<p>Qualche pioggia potrebbe interessare anche l&#8217;interno della Sicilia.</p>
<p>L&#8217;assenza di freddo sarà una delle caratteristiche principali di questa fase: le correnti meridionali contribuiranno infatti a mantenere temperature elevate per la seconda metà di ottobre.</p>
<h2>Martedì 20 ottobre, nuova fase di piogge intense</h2>
<p>Il peggioramento potrebbe conoscere una nuova intensificazione martedì 20 ottobre.</p>
<p>Le aree maggiormente esposte sarebbero ancora Liguria, alto Piemonte e Lombardia occidentale, dove Lombroso prospetta il rischio di precipitazioni torrenziali e nubifragi.</p>
<p>Situazione diversa sul Nord-Est, dove il tempo potrebbe rimanere relativamente più asciutto.</p>
<p>Al Centro saranno possibili piogge sulle coste di Toscana e Lazio, mentre sul resto delle regioni centrali prevarranno condizioni più variabili.</p>
<p>Al Sud aumenterà l&#8217;incertezza. Potrebbero arrivare precipitazioni in Campania e rovesci anche intensi tra Sicilia e Calabria, con venti di Scirocco e possibile trasporto di polvere desertica.</p>
<p>La Puglia dovrebbe invece mantenere condizioni prevalentemente asciutte, senza un significativo calo delle temperature.</p>
<h2>Da mercoledì 21 ottobre il maltempo potrebbe estendersi</h2>
<p>La seconda parte della settimana rappresenta la fase più incerta dell&#8217;evoluzione meteorologica.</p>
<p>Secondo le proiezioni descritte da Meteored, il blocco atmosferico potrebbe gradualmente indebolirsi, consentendo alle perturbazioni di spostarsi verso altre regioni.</p>
<p>Le precipitazioni potrebbero così estendersi al resto del Nord e a buona parte del Centro, raggiungendo anche il Sud con temporali localmente intensi.</p>
<p>La tempistica e la distribuzione dei fenomeni restano però da confermare.</p>
<p>Non emerge, almeno da queste previsioni, l&#8217;arrivo di una vera ondata di freddo. Il cambiamento riguarderebbe soprattutto l&#8217;aumento della nuvolosità, delle precipitazioni e dell&#8217;instabilità atmosferica.</p>
<h2>Previsioni e allerte meteo: perché è importante distinguerle</h2>
<p>Il rischio di precipitazioni molto abbondanti segnalato da un modello meteorologico non costituisce automaticamente un&#8217;allerta della Protezione Civile.</p>
<p>Le previsioni descrivono gli scenari atmosferici possibili, mentre i bollettini ufficiali valutano anche le conseguenze potenziali sul territorio, secondo specifiche procedure di allertamento.</p>
<p>Per questo motivo, soprattutto nelle aree del Nord-Ovest indicate come maggiormente esposte, sarà importante seguire l&#8217;evoluzione dei bollettini regionali e nazionali.</p>
<p>Il Centro Funzionale della Toscana, nel bollettino del 16 ottobre, segnala per domenica possibili precipitazioni localmente forti e un&#8217;incertezza ancora elevata sulla loro localizzazione.</p>
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		<title>Papa Leone XIV, scoperto un nodulo al polmone durante i controlli: domani il ricovero al Gemelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 10:18:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[notizie nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[nodulo polmonare]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Leone XIV]]></category>
		<category><![CDATA[Policlinico Gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[salute del Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pontefice, 71 anni, sarà operato per rimuovere una lesione individuata in fase molto precoce. Prevista una settimana di degenza. Resta da chiarire la natura del nodulo. CITTÀ DEL VATICANO, 12 ottobre 2026 – Papa Leone XIV sarà ricoverato da martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per un intervento chirurgico al polmone. Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/tutte-le-sezioni/vaticano/2026/10/12/papa-leone-xiv-scoperto-un-nodulo-al-polmone-durante-i-controlli-domani-il-ricovero-al-gemelli/">Papa Leone XIV, scoperto un nodulo al polmone durante i controlli: domani il ricovero al Gemelli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Pontefice, 71 anni, sarà operato per rimuovere una lesione individuata in fase molto precoce. Prevista una settimana di degenza. Resta da chiarire la natura del nodulo.</em></p>
<p><strong>CITTÀ DEL VATICANO, 12 ottobre 2026</strong> – Papa Leone XIV sarà ricoverato da martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per un intervento chirurgico al polmone. Un nodulo circoscritto, individuato durante alcuni controlli medici, ha spinto i sanitari a consigliare l&#8217;operazione. Il Pontefice ha accettato di intervenire senza attendere, mentre dal Vaticano arrivano rassicurazioni sulle sue condizioni generali.</p>
<p>La notizia, annunciata personalmente dal Papa domenica 11 ottobre al termine dell&#8217;Angelus, ha suscitato attenzione in tutto il mondo cattolico, anche in Puglia, dove le comunità diocesane seguono gli sviluppi delle condizioni di salute del Santo Padre.</p>
<h2>La scoperta durante i controlli medici</h2>
<p>Non sarebbero stati sintomi particolari a portare alla scoperta del nodulo polmonare. Secondo quanto riferito dalla Sala Stampa vaticana, la lesione è emersa durante controlli di routine.</p>
<p>È un elemento importante: il problema è stato individuato quando, secondo le informazioni diffuse, risultava ancora circoscritto e in una fase molto precoce.</p>
<p>Lo stesso Leone XIV ha voluto spiegare pubblicamente la situazione ai fedeli riuniti in piazza San Pietro.</p>
<p>«<em>Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato</em>».</p>
<p>Il Papa ha poi confermato di aver seguito il consiglio dei medici, decidendo di sottoporsi all&#8217;intervento.</p>
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<div><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Operazione al Gemelli, prevista una settimana di ricovero</span></div>
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<p>Il ricovero è atteso per martedì 13 ottobre al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma.</p>
<p>L&#8217;intervento sarà effettuato nei primi giorni della degenza, mentre la permanenza in ospedale dovrebbe durare circa una settimana, salvo variazioni legate al decorso postoperatorio.</p>
<p>Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha comunicato che il Pontefice continua a svolgere gli impegni previsti prima del ricovero.</p>
<p>Leone XIV ha compiuto 71 anni lo scorso settembre e conduce una vita fisicamente attiva. È noto per la passione per il tennis e per l&#8217;attenzione all&#8217;esercizio fisico.</p>
<p>Le sue condizioni generali rappresentano un elemento favorevole, ma saranno i medici a valutare l&#8217;effettivo recupero dopo l&#8217;operazione.</p>
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<div><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Cosa si sa della malattia e cosa resta da chiarire</span></div>
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<p>Un aspetto richiede particolare attenzione: la presenza di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore.</p>
<p>Al momento non è stata resa pubblica una diagnosi istologica definitiva, né sono stati diffusi dettagli sufficienti per stabilire con certezza la natura della lesione.</p>
<p>La decisione di operare è stata comunicata dal Pontefice come una scelta concordata con i medici.</p>
<p>Sarà quindi importante conoscere gli esiti degli accertamenti e dell&#8217;eventuale esame istologico, che potranno fornire informazioni più precise sulla natura del nodulo e sull&#8217;eventuale necessità di ulteriori trattamenti.</p>
<p>È questa la principale questione medica ancora aperta.</p>
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<div><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">Gli impegni del Papa e il viaggio di novembre</span></div>
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<p>L&#8217;intervento arriva in un periodo particolarmente intenso per il Pontefice.</p>
<p>Tra gli appuntamenti internazionali figura il viaggio apostolico in Sudamerica previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Perù, Argentina e Uruguay.</p>
<p>Al momento il Papa ha manifestato l&#8217;intenzione di mantenere l&#8217;impegno, ma il programma delle prossime settimane dipenderà anche dall&#8217;andamento del recupero.</p>
<p>Nel frattempo sono arrivati messaggi di vicinanza da parte delle istituzioni italiane e del mondo ecclesiale.</p>
<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la partecipazione e l&#8217;affetto del popolo italiano. Anche la Conferenza episcopale italiana ha manifestato sostegno e preghiera per il Pontefice.</p>
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<div><span style="color: #111111; font-family: Roboto, sans-serif; font-size: 27px;">L&#8217;attesa per l&#8217;intervento e i prossimi aggiornamenti</span></div>
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<p>La giornata di martedì 13 ottobre segnerà l&#8217;inizio del ricovero e della fase clinica più delicata.</p>
<p>I prossimi aggiornamenti ufficiali dovranno chiarire la data dell&#8217;operazione, l&#8217;esito dell&#8217;intervento e i tempi effettivi della ripresa.</p>
<p>Per ora, il dato confermato è che il nodulo è stato individuato precocemente e che il Papa ha deciso di seguire le indicazioni dei medici.</p>
<p>La sua richiesta ai fedeli, pronunciata durante l&#8217;Angelus, resta il messaggio più personale di queste ore: «Mi affido alla vostra preghiera».</p>
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		<title>Meteo, arriva la prima vera perturbazione autunnale: temporali forti e crollo delle temperature</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2026 08:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
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		<category><![CDATA[temperature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il caldo anomalo degli ultimi giorni, una perturbazione atlantica attraverserà progressivamente l’Italia. Possibili nubifragi al Centro-Nord, poi il maltempo raggiungerà anche il Sud. Dopo giorni caratterizzati da temperature ancora superiori alle medie stagionali, sull’Italia sta per arrivare la prima intensa perturbazione autunnale, con rovesci, temporali anche forti, vento e un deciso calo termico. A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo il caldo anomalo degli ultimi giorni, una perturbazione atlantica attraverserà progressivamente l’Italia. Possibili nubifragi al Centro-Nord, poi il maltempo raggiungerà anche il Sud.</strong></p>
<p>Dopo giorni caratterizzati da temperature ancora superiori alle medie stagionali, sull’Italia sta per arrivare la <strong>prima intensa perturbazione autunnale</strong>, con rovesci, temporali anche forti, vento e un deciso calo termico.</p>
<p>A delineare lo scenario è 3B Meteo nel bollettino diffuso martedì 6 ottobre. Secondo il meteorologo Manuel Mazzoleni, il Paese sarà interessato dapprima da una circolazione depressionaria e successivamente da una più intensa perturbazione proveniente dall’Atlantico.</p>
<h2>Il maltempo parte dal Nord e dall’alto Tirreno</h2>
<p>Una prima fase di instabilità sta già interessando parte del Centro-Sud, in particolare i versanti tirrenici.</p>
<p>Da mercoledì, però, la perturbazione più organizzata raggiungerà progressivamente il Nord e l’alto Tirreno, con <strong>rovesci e temporali localmente intensi</strong>.</p>
<p>Giovedì il maltempo dovrebbe insistere sulle regioni settentrionali ed estendersi al Centro, per poi raggiungere entro la fine della giornata anche <strong>Campania e Puglia settentrionale</strong>.</p>
<p>Ad accompagnare il peggioramento sarà anche una forte ventilazione meridionale.</p>
<h2>Rischio nubifragi in alcune zone</h2>
<p>Uno degli elementi osservati con maggiore attenzione dai meteorologi è la temperatura ancora molto elevata del Mediterraneo.</p>
<p>Secondo 3B Meteo, in alcuni settori tra bacino provenzale e alto Tirreno le temperature superficiali del mare risultano anche <strong>5-6 gradi superiori alle medie del periodo</strong>.</p>
<p>Una quantità di energia che potrebbe favorire precipitazioni particolarmente intense.</p>
<p>Le aree indicate come maggiormente esposte sono <strong>Levante Ligure, alta Toscana, Prealpi centro-orientali e zone a ridosso dell’Appennino centro-settentrionale</strong>, dove nelle 48 ore gli accumuli potrebbero raggiungere o superare i <strong>100-150 millimetri</strong>.</p>
<h2>Venerdì il peggioramento raggiungerà il Sud</h2>
<p>Venerdì persisteranno condizioni di instabilità al Centro e su parte del Nord, mentre il maltempo dovrebbe entrare maggiormente nel vivo sulle regioni meridionali.</p>
<p>Nel corso del fine settimana il sistema perturbato tenderà poi a spostarsi verso l’Europa sud-orientale.</p>
<p>Tra sabato e domenica resteranno tuttavia possibili temporali sul versante adriatico e al Sud, con fenomeni localmente intensi indicati anche <strong>tra Salento e basso Tirreno</strong>.</p>
<h2>Temperature in brusco calo</h2>
<p>Il passaggio della perturbazione segnerà anche la fine dell’attuale fase particolarmente mite.</p>
<p>L’ingresso di correnti settentrionali più fresche determinerà infatti un sensibile abbassamento delle temperature da Nord a Sud.</p>
<p>Le minime potranno avvicinarsi o scendere sotto i <strong>10 gradi al Nord e nelle zone interne del Centro</strong>, mentre al Sud dovrebbero attestarsi indicativamente tra <strong>12 e 17 gradi</strong>.</p>
<p>Anche le massime subiranno un netto ridimensionamento, portandosi generalmente tra <strong>19 e 24 gradi al Centro-Nord</strong>, con valori soltanto leggermente superiori all’estremo Sud e sulle Isole maggiori.</p>
<p>Il passaggio, dunque, non rappresenterà soltanto una fase di maltempo: secondo le previsioni segnerà un vero cambio di scenario, con il passaggio dalle temperature sopra la media degli ultimi giorni a condizioni decisamente più autunnali.</p>
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		<title>Meteo Italia, ottobre parte con caldo e stabilità: possibile svolta dall’8 ottobre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 09:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
		<category><![CDATA[ECMWF]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[meteo italia]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[previsioni meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’anticiclone frena le perturbazioni atlantiche e mantiene condizioni ancora miti su gran parte del Paese. Tra l’8 e il 9 ottobre i modelli mostrano anche l’ipotesi di un ciclone tirrenico, ma lo scenario resta ancora incerto. L’Italia entra in ottobre con un clima ancora lontano da una vera svolta autunnale. Un robusto anticiclone continua infatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’anticiclone frena le perturbazioni atlantiche e mantiene condizioni ancora miti su gran parte del Paese. Tra l’8 e il 9 ottobre i modelli mostrano anche l’ipotesi di un ciclone tirrenico, ma lo scenario resta ancora incerto.</strong></p>
<p>L’Italia entra in ottobre con un clima ancora lontano da una vera svolta autunnale. Un robusto anticiclone continua infatti a ostacolare l’avanzata delle perturbazioni atlantiche, favorendo giornate prevalentemente stabili, soleggiate e con temperature ancora elevate per il periodo.</p>
<p>Il quadro potrebbe però cambiare nel corso della prossima settimana. Nelle ultime elaborazioni del modello ECMWF compare anche la possibilità della formazione di un <strong>ciclone sul Tirreno tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre</strong>, con piogge e maltempo potenzialmente estesi a diverse regioni italiane.</p>
<p>Al momento, tuttavia, si tratta ancora di uno scenario da confermare.</p>
<h2>Un ciclone atlantico fermato dall’anticiclone</h2>
<p>Secondo l’analisi di <strong>Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia</strong>, sull’alto Atlantico è presente un profondo ciclone extratropicale, con un minimo di pressione di circa <strong>960 hPa a sud dell’Islanda</strong>.</p>
<p>La perturbazione associata tenta di avanzare verso il Mediterraneo, ma trova sulla propria strada un solido anticiclone esteso tra l’Europa orientale e l’Italia.</p>
<p>Il risultato è una sorta di blocco atmosferico: i fronti atlantici faticano a raggiungere la Penisola e riescono, almeno nella prima parte di ottobre, a produrre solo effetti limitati.</p>
<h2>Temperature ancora elevate per ottobre</h2>
<p>Il mese si apre quindi con condizioni prevalentemente stabili.</p>
<p>Su molte regioni italiane le temperature massime possono raggiungere valori compresi tra <strong>26 e 30 gradi</strong>, con un clima dalle caratteristiche ancora tardo estive. Più fresche le ore del mattino e della sera, con minime generalmente comprese tra 12 e 18 gradi.</p>
<p>Anche il primo fine settimana di ottobre dovrebbe mantenere caratteristiche favorevoli alle attività all’aperto, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali.</p>
<p>In quota lo zero termico resterà inoltre molto elevato, attorno ai <strong>3.800-4.000 metri</strong>, un valore significativo per il periodo.</p>
<h2>Prima instabilità tra il 5 e il 6 ottobre</h2>
<p>Un primo cambiamento potrebbe arrivare tra lunedì 5 e martedì 6 ottobre.</p>
<p>Una depressione potrebbe indebolire l’anticiclone e favorire rovesci e temporali soprattutto sulle regioni centrali e sulla Sardegna, con maggiore coinvolgimento delle aree tirreniche di Toscana e Lazio.</p>
<p>Il Nord dovrebbe essere interessato soprattutto da nuvolosità e velature, mentre il Sud potrebbe rimanere in gran parte ai margini delle precipitazioni.</p>
<p>Non si tratterebbe quindi ancora di una vera e propria svolta autunnale generalizzata.</p>
<h2>La possibile svolta dall’8 ottobre</h2>
<p>L’elemento più interessante emerge però nelle proiezioni successive.</p>
<p>Nelle elaborazioni ECMWF compare infatti la possibilità della formazione di un <strong>ciclone tirrenico tra l’8 e il 9 ottobre</strong>, capace di portare maltempo e precipitazioni su una parte significativa dell’Italia.</p>
<p>Lo scenario deve però essere interpretato con prudenza.</p>
<p>I cluster probabilistici mostrano infatti diverse possibili evoluzioni: alcune prevedono una configurazione ciclonica più netta, altre una perturbazione più debole, più aperta oppure spostata rispetto all’Italia.</p>
<p>La probabilità di una vera svolta atlantica viene indicata attorno al <strong>30-40%</strong>, dunque ancora insufficiente per considerare il peggioramento come una previsione consolidata.</p>
<h2>Perché i modelli cambiano</h2>
<p>Le variazioni osservate nelle mappe meteorologiche a diversi giorni di distanza non significano necessariamente che i modelli “cambino idea”.</p>
<p>Le previsioni a medio termine vengono elaborate attraverso numerosi scenari possibili, chiamati cluster, che permettono di valutare le diverse evoluzioni dell’atmosfera.</p>
<p>Più aumenta la distanza temporale, maggiore diventa il margine di incertezza.</p>
<p>Per questo l’eventuale ciclone dell’8-9 ottobre deve essere seguito nelle prossime emissioni prima di poter definire con maggiore precisione le regioni coinvolte, l’intensità delle piogge e la traiettoria del minimo depressionario.</p>
<p>Il dato più solido, per ora, resta dunque questo: <strong>l’Italia comincia ottobre con temperature ancora miti e poche precipitazioni diffuse. La possibile svolta della prossima settimana esiste, ma deve ancora essere confermata.</strong></p>
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		<title>Ghiacciai polari, persi oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio: il mare è salito di più di 3 centimetri</title>
		<link>https://newsitalynews.it/tutte-le-sezioni/ambiente/2026/09/17/ghiacciai-polari-persi-oltre-11mila-miliardi-di-tonnellate-di-ghiaccio-il-mare-e-salito-di-piu-di-3-centimetri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 08:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[Antartide]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[INGV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo studio internazionale ricostruisce oltre mezzo secolo di cambiamenti in Groenlandia e Antartide. L’INGV tra gli enti coinvolti. La perdita accelera dagli anni Novanta, mentre il rallentamento osservato tra il 2020 e il 2023 non indica un’inversione della tendenza. Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio, contribuendo ad [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/tutte-le-sezioni/ambiente/2026/09/17/ghiacciai-polari-persi-oltre-11mila-miliardi-di-tonnellate-di-ghiaccio-il-mare-e-salito-di-piu-di-3-centimetri/">Ghiacciai polari, persi oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio: il mare è salito di più di 3 centimetri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Il nuovo studio internazionale ricostruisce oltre mezzo secolo di cambiamenti in Groenlandia e Antartide. L’INGV tra gli enti coinvolti. La perdita accelera dagli anni Novanta, mentre il rallentamento osservato tra il 2020 e il 2023 non indica un’inversione della tendenza.</em></p>
<p data-pm-slice="1 1 []">Groenlandia e Antartide hanno perso complessivamente <strong>oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio</strong>, contribuendo ad aumentare di <strong>31,4 millimetri il livello medio globale del mare</strong>. Il dato emerge da una nuova ricostruzione scientifica che estende l’osservazione delle calotte polari fino agli anni Settanta e mostra soprattutto un fenomeno: <strong>la perdita di ghiaccio ha accelerato nettamente a partire dagli anni Novanta</strong>.</p>
<p>Lo studio, <em>Mass balance of the Greenland and Antarctic ice sheets from the 1970s to 2023</em>, è stato pubblicato nel 2026 su <em>Scientific Data</em> ed è frutto della collaborazione internazionale dell’Ice Sheet Mass Balance Inter-comparison Exercise (IMBIE). Tra gli autori figura anche <strong>Daniele Melini dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)</strong>. La pubblicazione scientifica e il relativo dataset risultano verificabili attraverso Northumbria University e il British Antarctic Survey.</p>
<h2>Oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio perdute</h2>
<p>La ricostruzione copre la Groenlandia a partire dal 1972 e l’Antartide dal 1979, utilizzando differenti tecniche satellitari per stimare le variazioni della massa glaciale. Il dataset ufficiale IMBIE riporta misure ottenute attraverso <strong>altimetria, gravimetria e metodo input-output</strong>, combinate per produrre una stima riconciliata del bilancio di massa delle calotte.</p>
<p>Tra il 1979 e il 2023, secondo i dati diffusi con lo studio, le due grandi calotte hanno perso complessivamente <strong>11.309 miliardi di tonnellate di ghiaccio</strong>, equivalenti a un contributo di <strong>31,4 millimetri all&#8217;innalzamento medio globale del livello marino</strong>.</p>
<p>Non si tratta però di una perdita avvenuta a ritmo costante. È proprio l&#8217;evoluzione nel tempo uno degli elementi più significativi della ricerca.</p>
<p>In Groenlandia la calotta era ancora vicina all&#8217;equilibrio negli anni Settanta, mentre nei decenni successivi la perdita è cresciuta fortemente. Anche i dati climatici europei più recenti confermano la tendenza di lungo periodo: Copernicus indica che la Groenlandia è passata da condizioni prossime all&#8217;equilibrio all&#8217;inizio della serie satellitare a perdite molto più consistenti nei decenni successivi.</p>
<h2>Antartide, il peso dei ghiacciai occidentali</h2>
<p>Anche in Antartide il ritmo della perdita è aumentato nel corso dei decenni. Un ruolo particolarmente importante è svolto dall&#8217;<strong>Antartide occidentale</strong>, dove si trovano ghiacciai come <strong>Thwaites e Pine Island</strong>.</p>
<p>I dati Copernicus mostrano che proprio dall&#8217;Antartide occidentale proviene la grande maggioranza della perdita di massa registrata nel continente, associata all&#8217;accelerazione dell&#8217;assottigliamento, del flusso dei ghiacciai e dell&#8217;arretramento delle loro linee di ancoraggio.</p>
<p>Il punto centrale è quindi non soltanto quanto ghiaccio è scomparso, ma <strong>attraverso quali meccanismi le calotte stanno perdendo massa e come questi siano cambiati nel tempo</strong>.</p>
<h2>Il rallentamento degli ultimi anni non cambia la tendenza</h2>
<p>Tra il 2020 e il 2023 la perdita complessiva ha registrato un rallentamento temporaneo. Le abbondanti nevicate sull&#8217;Antartide orientale hanno compensato parte delle perdite verificatesi in altre aree, mentre estati meno estreme hanno limitato la fusione superficiale in Groenlandia.</p>
<p>Gli scienziati invitano però a non interpretare questa oscillazione come un&#8217;inversione della tendenza climatica di lungo periodo. I dati aggiornati successivamente al periodo coperto dallo studio mostrano inoltre che il bilancio dell&#8217;Antartide è tornato negativo: Copernicus stima una perdita di <strong>82 miliardi di tonnellate nel 2024</strong>, dopo il temporaneo aumento di massa osservato nel 2022.</p>
<p>La questione va ben oltre le regioni polari. Groenlandia e Antartide custodiscono quantità di ghiaccio sufficienti a influenzare profondamente il livello degli oceani e la loro evoluzione resta una delle maggiori fonti di incertezza nelle proiezioni sull&#8217;innalzamento futuro dei mari.</p>
<p>Per le aree costiere, comprese quelle del Mediterraneo, conoscere con maggiore precisione la velocità con cui le calotte perdono massa significa migliorare le proiezioni utilizzate per valutare l&#8217;esposizione futura all&#8217;innalzamento del mare. È questo il valore concreto di una serie di osservazioni che ormai copre <strong>oltre mezzo secolo di storia delle calotte polari</strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/tutte-le-sezioni/ambiente/2026/09/17/ghiacciai-polari-persi-oltre-11mila-miliardi-di-tonnellate-di-ghiaccio-il-mare-e-salito-di-piu-di-3-centimetri/">Ghiacciai polari, persi oltre 11mila miliardi di tonnellate di ghiaccio: il mare è salito di più di 3 centimetri</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Svolta meteo in Italia, arrivano piogge e aria più fresca</title>
		<link>https://newsitalynews.it/italia/2026/09/16/svolta-meteo-in-italia-arrivano-piogge-e-aria-piu-fresca/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 06:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una perturbazione atlantica raggiungerà l&#8217;Italia da mercoledì 16 settembre. Nel weekend nuova instabilità al Centro-Sud, mentre al Nord tornerà il tempo più stabile. Il tempo cambia sull&#8217;Italia. Da mercoledì 16 settembre una perturbazione atlantica porterà piogge, temporali e un calo delle temperature, prima al Nord e successivamente sulle regioni del Centro-Sud. È quanto emerge dalle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una perturbazione atlantica raggiungerà l&#8217;Italia da mercoledì 16 settembre. Nel weekend nuova instabilità al Centro-Sud, mentre al Nord tornerà il tempo più stabile.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Il tempo cambia sull&#8217;Italia. <strong>Da mercoledì 16 settembre una perturbazione atlantica porterà piogge, temporali e un calo delle temperature</strong>, prima al Nord e successivamente sulle regioni del Centro-Sud.</p>
<p class="isSelectedEnd">È quanto emerge dalle previsioni di <strong>Daniele Ingemi, meteorologo e redattore di Meteored Italia</strong>, che segnala l&#8217;arrivo di aria più fresca di origine oceanica.</p>
<h2>Piogge e temporali da mercoledì</h2>
<p class="isSelectedEnd">La perturbazione raggiungerà inizialmente il Nord Italia, con i fenomeni più importanti sulle zone alpine e prealpine e sulla Pianura Padana centro-orientale. Sul resto del Settentrione le piogge saranno più irregolari.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;aria fresca farà scendere anche le temperature massime di diversi gradi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nella mattinata di <strong>giovedì 17 settembre</strong> il maltempo si sposterà verso Toscana, alto Lazio, Umbria occidentale e zone interne di Marche e Abruzzo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo Ingemi, potranno verificarsi rovesci e temporali «localmente intensi» sulle coste tirreniche tra Toscana e Lazio, interessando anche l&#8217;area di Roma.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>Venerdì 18 settembre</strong> piogge e instabilità raggiungeranno il Sud, soprattutto lungo il versante tirrenico tra Campania, Calabria e Sicilia. Entro la sera il calo delle temperature interesserà anche il Centro-Sud.</p>
<h2>Weekend instabile al Centro-Sud</h2>
<p class="isSelectedEnd">Nel fine settimana l&#8217;aria fresca favorirà la formazione di una depressione sui mari meridionali. Il contrasto con le acque ancora calde potrà alimentare nuovi temporali, soprattutto sul basso Tirreno e sulla Sicilia settentrionale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il calo termico interesserà progressivamente l&#8217;intera Penisola, comprese Sardegna e Sicilia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Situazione diversa al Nord, dove nel weekend l&#8217;espansione dell&#8217;anticiclone delle Azzorre dovrebbe favorire <strong>tempo più stabile e prevalentemente asciutto</strong>, con cieli sereni o poco nuvolosi.</p>
<p>Le temperature resteranno comunque leggermente inferiori alle medie del periodo, segnando un passaggio verso condizioni più tipicamente settembrine.</p>
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		<title>Giovani, crescono i rientri dall’estero: 129 mila tornati in Italia in cinque anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 14:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra il 2021 e il 2025 sono rientrati dall’estero 129.362 italiani tra i 18 e i 39 anni. Famiglia, affetti e qualità della vita pesano nella scelta più del solo lavoro. Oltre 129 mila giovani italiani sono tornati in Italia dall’estero tra il 2021 e il 2025. I rientri aumentano e acquistano un peso sempre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tra il 2021 e il 2025 sono rientrati dall’estero 129.362 italiani tra i 18 e i 39 anni. Famiglia, affetti e qualità della vita pesano nella scelta più del solo lavoro.</strong></p>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="1022" data-end="1257"><strong data-start="1022" data-end="1115">Oltre 129 mila giovani italiani sono tornati in Italia dall’estero tra il 2021 e il 2025.</strong> I rientri aumentano e acquistano un peso sempre maggiore rispetto alle partenze, mostrando un volto meno raccontato della mobilità giovanile.</p>
<p data-start="1259" data-end="1390">È quanto emerge dal Focus <strong data-start="1285" data-end="1344">“Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze”</strong> della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro.</p>
<p data-start="1392" data-end="1613">Nel quinquennio 2021-2025 i giovani tra i 18 e i 39 anni rientrati sono stati <strong data-start="1470" data-end="1481">129.362</strong>, il 32,9% in più rispetto ai 97.353 del periodo 2016-2020. Nello stesso arco di tempo gli espatri sono cresciuti soltanto del 2,1%.</p>
<h3 data-section-id="1ihubvz" data-start="1615" data-end="1654">Quattro rientri ogni dieci partenze</h3>
<p data-start="1656" data-end="1950">Il cambiamento appare ancora più chiaro guardando al rapporto tra partenze e ritorni. Nel 2011-2015 si contavano 26 rientri ogni 100 espatri. Nel quinquennio successivo erano diventati 31, mentre tra il 2021 e il 2025 si è arrivati a circa <strong data-start="1896" data-end="1911">40 ogni 100</strong>.</p>
<p data-start="1952" data-end="2173">L&#8217;età media di chi torna è <strong data-start="1979" data-end="1992">29,6 anni</strong>. La fascia più numerosa è quella tra i 30 e i 34 anni, che rappresenta il 29,4% del totale, seguita dai giovani tra 25 e 29 anni con il 26,4%.</p>
<p data-start="2175" data-end="2370">La maggior parte dei rientri arriva dall&#8217;Europa. Regno Unito e Germania sono i primi due Paesi di provenienza e registrano circa 42 ritorni ogni 100 espatri.</p>
<h3 data-section-id="1w28h2o" data-start="2372" data-end="2425">Famiglia e qualità della vita pesano sulla scelta</h3>
<p data-start="2427" data-end="2489">Il lavoro non è l&#8217;unica ragione che porta a tornare in Italia.</p>
<p data-start="2491" data-end="2786">Il <strong data-start="2494" data-end="2503">67,7%</strong> dei giovani rientrati indica motivi personali o familiari. Il 32,4% parla della nostalgia dell&#8217;Italia, mentre il 23,5% indica gli incentivi fiscali e la stessa percentuale la qualità della vita. Le opportunità di lavoro sono indicate dal 20,6%.</p>
<p data-start="2788" data-end="2985">Non tutti, inoltre, tornano con un&#8217;occupazione già assicurata. Il <strong data-start="2854" data-end="2897">37,1% ha trovato lavoro dopo il rientro</strong>, mentre il 48,5% disponeva già di un&#8217;occupazione.</p>
<p data-start="2987" data-end="3315">Il bilancio personale appare positivo per molti: il <strong data-start="3039" data-end="3048">71,4%</strong> dichiara di essere più soddisfatto della propria situazione personale in Italia. Sul lavoro il giudizio è più diviso: il 53,5% considera la propria condizione professionale uguale o migliore rispetto a quella vissuta all&#8217;estero.</p>
<p data-start="3317" data-end="3633">Restano, però, alcune difficoltà. Solo il <strong data-start="3359" data-end="3368">42,9%</strong> considera i salari italiani adeguati al costo della vita almeno quanto quelli sperimentati all&#8217;estero. Migliore è invece il giudizio sulla conciliazione tra vita e lavoro, valutata uguale o migliore dal 75% degli intervistati.</p>
<p data-start="3635" data-end="3934">Il ritorno dei giovani, quindi, non può essere letto semplicemente come il contrario della cosiddetta “fuga dei cervelli”. Per molti partire significa fare un&#8217;esperienza di studio o di lavoro e tornare diventa una scelta successiva, legata a un equilibrio tra carriera, affetti e qualità della vita.</p>
<p data-start="3936" data-end="4297">«Quello dei rimpatri è un fenomeno sempre più rilevante per il Paese», sottolinea <strong data-start="4018" data-end="4087">Rosario De Luca, presidente dell&#8217;Ordine dei Consulenti del Lavoro</strong>, indicando la necessità non soltanto di favorire i ritorni, ma di creare le condizioni perché siano duraturi e permettano di valorizzare le esperienze maturate all&#8217;estero.</p>
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		<title>Meteo, finisce il grande caldo: temporali e temperature giù fino a 10 gradi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 09:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meteo]]></category>
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		<category><![CDATA[3bmeteo]]></category>
		<category><![CDATA[Edoardo Ferrara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una perturbazione atlantica porterà aria più fresca sull’Italia. I temporali partiranno dal Nord e raggiungeranno il Centrosud, con il cambiamento più evidente al Sud tra venerdì e il weekend. Una perturbazione atlantica spezzerà il lungo periodo di grande caldo che interessa l’Italia da circa quattro mesi. Da mercoledì 9 settembre sono attesi temporali al Nord, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una perturbazione atlantica porterà aria più fresca sull’Italia. I temporali partiranno dal Nord e raggiungeranno il Centrosud, con il cambiamento più evidente al Sud tra venerdì e il weekend.</strong></p>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="458" data-end="808"><strong data-start="458" data-end="577">Una perturbazione atlantica spezzerà il lungo periodo di grande caldo che interessa l’Italia da circa quattro mesi.</strong> Da mercoledì 9 settembre sono attesi temporali al Nord, mentre nei giorni successivi il peggioramento raggiungerà il Centro e poi il Sud. Le temperature potranno diminuire anche di 8-10 gradi.</p>
<p data-start="810" data-end="1174">Secondo il meteorologo di 3bmeteo Edoardo Ferrara, il cambio di circolazione potrà portare anche fenomeni forti, con rischio di nubifragi, grandine e raffiche di vento. Mercoledì i temporali interesseranno soprattutto il Nord e alcune zone del Centro, mentre giovedì il maltempo sarà più presente tra Toscana, Lazio e Abruzzo.</p>
<p data-start="1176" data-end="1539"><strong data-start="1176" data-end="1297">Per il Sud, e quindi anche per la Puglia, il cambiamento più evidente è atteso tra venerdì 11 settembre e il weekend.</strong> Sono possibili temporali anche intensi soprattutto sulle regioni peninsulari. Al Centronord, secondo 3bmeteo, in alcune zone potrebbero cadere oltre 100-150 millimetri di pioggia entro il fine settimana.</p>
<p data-start="1541" data-end="1892">Con l&#8217;arrivo dell&#8217;aria più fresca scenderanno anche le temperature. Al Nord il calo potrà raggiungere gli 8-10 gradi già mercoledì, mentre al Centro sarà più evidente entro giovedì sera. Il Sud dovrà attendere venerdì e sabato, ma entro il weekend il clima dovrebbe diventare più gradevole in gran parte d&#8217;Italia.</p>
<p data-start="1894" data-end="2136">Le massime, una volta entrata l&#8217;aria più fresca, dovrebbero restare generalmente entro i 28-30 gradi, con valori anche inferiori in alcune zone. Più fresche anche le notti, soprattutto nelle aree interne.</p>
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