Il Pontefice, 71 anni, sarà operato per rimuovere una lesione individuata in fase molto precoce. Prevista una settimana di degenza. Resta da chiarire la natura del nodulo.
CITTÀ DEL VATICANO, 12 ottobre 2026 – Papa Leone XIV sarà ricoverato da martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma per un intervento chirurgico al polmone. Un nodulo circoscritto, individuato durante alcuni controlli medici, ha spinto i sanitari a consigliare l’operazione. Il Pontefice ha accettato di intervenire senza attendere, mentre dal Vaticano arrivano rassicurazioni sulle sue condizioni generali.
La notizia, annunciata personalmente dal Papa domenica 11 ottobre al termine dell’Angelus, ha suscitato attenzione in tutto il mondo cattolico, anche in Puglia, dove le comunità diocesane seguono gli sviluppi delle condizioni di salute del Santo Padre.
La scoperta durante i controlli medici
Non sarebbero stati sintomi particolari a portare alla scoperta del nodulo polmonare. Secondo quanto riferito dalla Sala Stampa vaticana, la lesione è emersa durante controlli di routine.
È un elemento importante: il problema è stato individuato quando, secondo le informazioni diffuse, risultava ancora circoscritto e in una fase molto precoce.
Lo stesso Leone XIV ha voluto spiegare pubblicamente la situazione ai fedeli riuniti in piazza San Pietro.
«Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato».
Il Papa ha poi confermato di aver seguito il consiglio dei medici, decidendo di sottoporsi all’intervento.
Il ricovero è atteso per martedì 13 ottobre al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma.
L’intervento sarà effettuato nei primi giorni della degenza, mentre la permanenza in ospedale dovrebbe durare circa una settimana, salvo variazioni legate al decorso postoperatorio.
Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha comunicato che il Pontefice continua a svolgere gli impegni previsti prima del ricovero.
Leone XIV ha compiuto 71 anni lo scorso settembre e conduce una vita fisicamente attiva. È noto per la passione per il tennis e per l’attenzione all’esercizio fisico.
Le sue condizioni generali rappresentano un elemento favorevole, ma saranno i medici a valutare l’effettivo recupero dopo l’operazione.
Un aspetto richiede particolare attenzione: la presenza di un nodulo polmonare non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore.
Al momento non è stata resa pubblica una diagnosi istologica definitiva, né sono stati diffusi dettagli sufficienti per stabilire con certezza la natura della lesione.
La decisione di operare è stata comunicata dal Pontefice come una scelta concordata con i medici.
Sarà quindi importante conoscere gli esiti degli accertamenti e dell’eventuale esame istologico, che potranno fornire informazioni più precise sulla natura del nodulo e sull’eventuale necessità di ulteriori trattamenti.
È questa la principale questione medica ancora aperta.
L’intervento arriva in un periodo particolarmente intenso per il Pontefice.
Tra gli appuntamenti internazionali figura il viaggio apostolico in Sudamerica previsto dal 6 al 17 novembre, con tappe in Perù, Argentina e Uruguay.
Al momento il Papa ha manifestato l’intenzione di mantenere l’impegno, ma il programma delle prossime settimane dipenderà anche dall’andamento del recupero.
Nel frattempo sono arrivati messaggi di vicinanza da parte delle istituzioni italiane e del mondo ecclesiale.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la partecipazione e l’affetto del popolo italiano. Anche la Conferenza episcopale italiana ha manifestato sostegno e preghiera per il Pontefice.
La giornata di martedì 13 ottobre segnerà l’inizio del ricovero e della fase clinica più delicata.
I prossimi aggiornamenti ufficiali dovranno chiarire la data dell’operazione, l’esito dell’intervento e i tempi effettivi della ripresa.
Per ora, il dato confermato è che il nodulo è stato individuato precocemente e che il Papa ha deciso di seguire le indicazioni dei medici.
La sua richiesta ai fedeli, pronunciata durante l’Angelus, resta il messaggio più personale di queste ore: «Mi affido alla vostra preghiera».

