Dalla sala operatoria alla narrativa per l’infanzia: la specialista dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar presenta “Momat e il kimono magico”. A Martina Franca l’incontro con alcuni pazienti operati anni fa. Il ricavato del libro destinato alla beneficenza.
MARTINA FRANCA (Taranto), 12 ottobre 2026 – Nella sua carriera ha eseguito circa 400 resezioni pancreatiche. Domenica 11 ottobre, però, Letizia Boninsegna ha incontrato il pubblico in una veste diversa: quella di scrittrice per bambini. E ad applaudirla, nella sala gremita dell’Hotel Villa Rosa di Martina Franca, c’erano anche quattro persone che lei stessa aveva operato per un tumore al pancreas.
È stato questo il momento più significativo dell’anteprima nazionale di “Momat e il kimono magico”, il libro con cui la chirurga dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, porta nella letteratura per l’infanzia i valori del karate: coraggio, rispetto, amicizia e disciplina.
L’iniziativa, promossa da Martina Sera in collaborazione con Puglia Press, ha riunito pazienti, famiglie e appassionati di lettura, trasformando una presentazione editoriale in un incontro tra medicina, esperienze di vita e solidarietà.
Quattro pazienti in sala, il legame tra la Puglia e la chirurgia di Negrar
La scelta di Martina Franca non è stata casuale.
Cinque persone residenti nella città pugliese sono state operate dalla dottoressa Boninsegna a Negrar per un tumore al pancreas. Quattro di loro hanno partecipato alla presentazione, a distanza di anni dagli interventi, alcuni dei quali risalenti a oltre cinque anni fa.
La loro presenza ha raccontato, senza bisogno di grandi discorsi, un rapporto umano che può continuare anche dopo la conclusione del percorso chirurgico.
L’affetto dei pazienti e il desiderio di ritrovare la specialista hanno contribuito alla decisione di organizzare proprio in Puglia la prima presentazione pubblica del libro.
Una circostanza che ha dato all’evento un significato ulteriore: accanto alla storia destinata ai bambini, c’erano le storie reali di persone che avevano affrontato una malattia complessa e ritrovavano, in un’occasione completamente diversa, il medico che le aveva operate.
Chi è Letizia Boninsegna, chirurga specializzata nei tumori del pancreas
Letizia Boninsegna lavora presso l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, dove ricopre un incarico di Alta Specializzazione per la Chirurgia del pancreas.
Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Verona nel 2002 con il massimo dei voti e la lode, ha conseguito nel 2008 la specializzazione in Chirurgia Generale, nella scuola diretta dal professor Paolo Pederzoli. Nel 2012 ha completato il dottorato in Scienze Chirurgiche e delle Malattie Epato-biliari e Pancreatiche.
La sua attività clinica e scientifica riguarda in particolare la chirurgia pancreatica e i tumori neuroendocrini. Nel suo percorso professionale ha collaborato anche con il professor Massimo Falconi, firmando studi scientifici dedicati a queste patologie.
Secondo i dati professionali comunicati dalla stessa Boninsegna, ha maturato un’esperienza di circa 400 resezioni pancreatiche.
Alla pratica chirurgica affianca l’attività di ricerca, con pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali.
Dal karate nasce Momat, un personaggio che insegna il coraggio
Fuori dall’ospedale, Boninsegna coltiva una passione per il karate. Ed è proprio dall’incontro tra questa disciplina e la scrittura che nasce Momat, protagonista di un’avventura dedicata ai più piccoli.
In “Momat e il kimono magico”, il coraggio non coincide semplicemente con la forza fisica. È anche la capacità di affrontare le difficoltà, rispettare gli altri, costruire amicizie e compiere scelte responsabili.
Il libro contiene una prefazione firmata da Beppe Convertini, conduttore e giornalista televisivo.
Il progetto ha inoltre una finalità solidale: secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l’intero ricavato del volume è destinato alla beneficenza.
L’autrice ha segnalato anche contatti preliminari per valutare un possibile sviluppo del personaggio nel mondo dell’animazione. Al momento si tratta di una prospettiva progettuale, non di una produzione annunciata.
Un debutto che unisce medicina, letteratura e solidarietà
La presentazione di Martina Franca ha segnato il primo incontro pubblico di Momat con i lettori.
Ma a rendere particolare la giornata non è stata soltanto la curiosità per il libro. È stata soprattutto la presenza di quei quattro pazienti, arrivati per ritrovare la dottoressa che li aveva operati.
Da una parte una professionista impegnata nella chirurgia oncologica e nella ricerca. Dall’altra un personaggio per bambini nato dalla passione per il karate.
Due esperienze apparentemente lontane, riunite in un progetto che prova a trasmettere ai più piccoli valori di rispetto, determinazione e solidarietà.

