WhatsApp introduce gli username, crescono i timori sulle truffe online

WhatsApp introduce gli username e apre una nuova fase per la privacy degli utenti. La piattaforma di messaggistica di Meta permetterà di scegliere un nome utente da condividere al posto del numero di telefono, con l’obiettivo di rendere più sicuro il contatto tra persone che non si conoscono direttamente.

La novità, però, porta con sé anche un rischio: la possibilità che profili falsi sfruttino nomi simili a quelli di personaggi pubblici, aziende, politici, enti o istituzioni per ingannare gli utenti.

Secondo TechCrunch, durante i primi test sono risultati ancora disponibili alcuni username riconducibili, per somiglianza, a figure pubbliche, celebrità, imprenditori e organismi istituzionali. In teoria, chi riuscisse a prenotarli potrebbe poi utilizzarli quando la ricerca tramite nome utente sarà attiva su scala globale.

Meta sostiene di aver previsto misure di protezione. L’azienda ha spiegato che i nomi utente collegati a personaggi pubblici, enti governativi e alcune varianti vengono riservati, in modo che possano essere rivendicati solo dai legittimi titolari. Resta però aperta una questione: capire fino a che punto il sistema riesca a bloccare tutte le varianti ingannevoli.

Il caso citato da Changpeng Zhao, fondatore ed ex amministratore delegato di Binance, ha acceso ulteriormente l’attenzione. Zhao ha dichiarato su X di non essere riuscito a prenotare “cz_binance”, username già associato alla sua identità pubblica nel mondo crypto.

La Mozilla Foundation ha evidenziato il possibile effetto collaterale della novità: l’aumento di truffe e impersonificazioni attraverso profili falsi. Il numero di telefono, pur con limiti evidenti per la privacy, resta infatti per molti utenti un elemento utile per riconoscere l’identità di un contatto.

WhatsApp, secondo quanto riportato dall’Associated Press, non prevede una directory pubblica degli username né suggerimenti automatici: per contattare una persona sarà necessario conoscere esattamente il suo nome utente. Gli username potranno avere tra 3 e 35 caratteri e la funzione sarà distribuita gradualmente.

La novità riguarda una piattaforma con oltre 3 miliardi di utenti nel mondo. Proprio per questo, il tema non è soltanto tecnico: riguarda la sicurezza quotidiana di cittadini, imprese, professionisti e istituzioni.

Il rischio più concreto è che un utente riceva un messaggio da un profilo con un nome molto simile a quello di una banca, di un ente pubblico, di un politico o di un personaggio noto, e lo consideri autentico. Da lì possono partire richieste di denaro, link fraudolenti, falsi codici di verifica o tentativi di phishing.

Per proteggersi, gli utenti dovrebbero evitare di fidarsi solo del nome visualizzato. Prima di rispondere a richieste sensibili, è opportuno verificare l’identità del contatto attraverso canali ufficiali, non condividere codici ricevuti via SMS o app, non cliccare link sospetti e segnalare subito profili dubbi.

Gli username di WhatsApp rappresentano quindi una novità utile per la privacy, ma non priva di conseguenze. La possibilità di nascondere il numero di telefono può ridurre l’esposizione personale. Allo stesso tempo, però, impone agli utenti maggiore attenzione nel riconoscere chi c’è davvero dietro un nome.

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