Dalla Fifa all’Onu, Trump pensa a Infantino per il dopo Guterres

Donald Trump pensa a Gianni Infantino per la guida dell’Onu

Donald Trump punta su Gianni Infantino per il futuro delle Nazioni Unite. Secondo un’indiscrezione del New York Post, il presidente statunitense starebbe valutando di sostenere il presidente della Fifa nella corsa alla carica di segretario generale dell’Onu.

Al momento non esiste una candidatura ufficiale di Infantino. Non risulta neppure che il dirigente sportivo svizzero abbia manifestato pubblicamente la volontà di lasciare la Fifa per trasferirsi al Palazzo di Vetro.

L’ipotesi rappresenta quindi una proposta politica attribuita a Trump e non una nomina già avviata.

Perché Trump vorrebbe Infantino all’Onu

Trump considererebbe Gianni Infantino una personalità conosciuta e rispettata a livello internazionale, dotata di una particolare capacità di mettere in relazione persone, governi e organizzazioni differenti.

Una fonte citata dal quotidiano statunitense sostiene che il presidente Usa ritenga Infantino capace di «unire le persone», anche grazie all’esperienza maturata alla guida della Fifa, organizzazione che comprende 211 federazioni nazionali.

Il rapporto tra i due si è rafforzato durante l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2026, disputati negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. La collaborazione istituzionale ha lasciato spazio anche a una vicinanza personale che ha attirato attenzione e critiche.

Secondo il New York Post, Trump giudicherebbe Infantino una possibile alternativa ai candidati già entrati ufficialmente nella selezione delle Nazioni Unite.

Trump non può nominare direttamente il segretario generale

Il presidente degli Stati Uniti non può decidere autonomamente chi guiderà l’Onu.

L’articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce che il segretario generale venga nominato dall’Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza.

Gli Stati Uniti possono quindi proporre o sostenere un candidato, ma per portarlo alla guida dell’organizzazione devono ottenere un accordo internazionale molto più ampio.

Il passaggio decisivo avviene nel Consiglio di Sicurezza, dove siedono come membri permanenti Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito. Ognuno dei cinque Paesi dispone del diritto di veto.

Trump dovrebbe pertanto convincere anche Cina e Russia, oltre agli alleati occidentali, a non ostacolare un’eventuale candidatura di Infantino.

Chi sono i candidati alla successione di Guterres

La procedura per scegliere il prossimo segretario generale è già in corso. Tra i candidati che hanno partecipato ai confronti organizzati dalle Nazioni Unite figurano:

  • Michelle Bachelet, già presidente del Cile;
  • Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica;
  • Rebeca Grynspan, segretaria generale dell’Unctad;
  • Macky Sall, già presidente del Senegal;
  • María Fernanda Espinosa, già presidente dell’Assemblea generale dell’Onu;
  • Carolyn Rodrigues-Birkett, diplomatica ed ex ministra della Guyana.

La corsa non è quindi limitata a Grossi e Bachelet, come riportato in alcune ricostruzioni giornalistiche.

Gianni Infantino, invece, non compare attualmente nell’elenco ufficiale dei candidati sottoposti ai dialoghi pubblici delle Nazioni Unite.

L’ostacolo della provenienza geografica

Una candidatura di Infantino incontrerebbe anche un problema di equilibrio geografico.

Nella scelta del segretario generale non esiste una regola giuridica che imponga una rigida rotazione tra i continenti. Nel tempo, però, si è consolidata una prassi politica che favorisce l’alternanza tra le diverse aree del mondo.

Dopo il portoghese António Guterres, diversi Paesi sostengono che la guida dell’organizzazione debba passare a una personalità proveniente dall’America Latina o dai Caraibi.

Infantino è cittadino svizzero e appartiene quindi allo stesso gruppo geografico occidentale dell’attuale segretario generale. La sua eventuale scelta potrebbe essere interpretata come un secondo mandato consecutivo affidato a una figura europea.

Non sarebbe un fatto vietato dalla Carta dell’Onu, ma avrebbe bisogno di un’intesa politica particolarmente difficile da raggiungere.

Il mandato di António Guterres termina a dicembre

António Guterres concluderà il suo secondo mandato il 31 dicembre 2026. Il nuovo segretario generale dovrebbe entrare in carica il 1° gennaio 2027.

Il processo di selezione è entrato nella fase decisiva. I candidati hanno già partecipato a dialoghi pubblici durante i quali hanno illustrato la propria visione sul futuro delle Nazioni Unite, sulle guerre, sui diritti umani, sullo sviluppo e sulla riforma dell’organizzazione.

La decisione finale dipenderà soprattutto dagli equilibri tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

Infantino resta alla guida della Fifa

Gianni Infantino, 56 anni, guida la Fifa dal febbraio 2016. La possibilità di un suo passaggio all’Onu appare per ora incerta anche perché il dirigente ha costruito il proprio percorso professionale nel mondo del calcio e non ha confermato alcun interesse per l’incarico diplomatico.

Il New York Post sottolinea inoltre la notevole differenza economica tra i due ruoli: la guida della Fifa garantirebbe a Infantino un trattamento molto più elevato rispetto a quello previsto per il segretario generale delle Nazioni Unite.

L’indiscrezione resta comunque politicamente rilevante. Dimostra la fiducia di Trump nel presidente della Fifa e apre un dibattito sul possibile ingresso di una figura proveniente dallo sport ai vertici della diplomazia mondiale.

Per trasformare il progetto in una candidatura reale servirebbero però la disponibilità di Infantino, la presentazione ufficiale da parte di uno Stato e, soprattutto, un accordo tra le principali potenze mondiali.

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