Bonus 2026, non tutti quelli che circolano online esistono ancora: cosa possono chiedere le famiglie

Dalla Tari all’affitto per i giovani fino alle spese veterinarie: alcune agevolazioni possono ancora alleggerire i conti delle famiglie. Ma sul web continuano a circolare bonus ormai scaduti

Tra bollette, affitto, tasse comunali e spese quotidiane, conoscere le agevolazioni disponibili può tradursi in un risparmio concreto. Ma nel 2026 c’è un problema in più: non tutti i bonus che continuano a circolare online sono ancora realmente disponibili.

PugliaPress ha verificato alcune delle agevolazioni indicate più frequentemente nelle guide dedicate alle famiglie. Il risultato è importante: alcune sono effettivamente utilizzabili, mentre altre, come il vecchio Bonus vista e il Bonus acqua potabile, non possono essere presentate come agevolazioni attive nel 2026. Documenti Camera

Spese veterinarie: la detrazione resta

Quello spesso chiamato impropriamente “bonus animali domestici” è, in questo caso, una detrazione fiscale sulle spese veterinarie.

La detrazione è del 19% sulla parte di spesa che supera la franchigia di 129,11 euro, entro il limite previsto di 550 euro. Per le spese per cui è richiesta la tracciabilità occorre poter documentare il pagamento. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate confermano il principio della detrazione del 19% e la franchigia di 129,11 euro. Info Precompilata

Non si tratta quindi di un contributo da 550 euro: quella cifra rappresenta il tetto della spesa considerata ai fini della detrazione.

Bonus Tari: sconto del 25% e meccanismo automatico

Particolare attenzione merita il bonus sociale rifiuti, destinato alle famiglie economicamente più fragili.

La disciplina prevede uno sconto del 25% sulla Tari o sulla tariffa corrispettiva per i nuclei con ISEE non superiore a 9.530 euro. La soglia sale a 20mila euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. Ministero delle Finanze

Un elemento particolarmente importante è la procedura: non è necessario presentare una specifica domanda per ottenere il bonus nazionale. È sufficiente aver presentato la DSU e avere un’attestazione ISEE che rientri nei limiti previsti. Il riconoscimento avviene automaticamente secondo il meccanismo definito per l’agevolazione. Ministero delle Finanze

Questo non esclude che singoli Comuni possano prevedere ulteriori riduzioni o esenzioni Tari attraverso i propri regolamenti: sono però agevolazioni locali distinte dal bonus sociale nazionale e vanno verificate Comune per Comune.

Affitto giovani: detrazione fino a 2mila euro

Resta rilevante anche la detrazione destinata ai giovani che prendono in affitto un’abitazione da destinare alla propria residenza.

La misura riguarda i giovani tra 20 e 31 anni non compiuti, con reddito complessivo non superiore a 15.493,71 euro, che stipulano un contratto di locazione per un’abitazione diversa da quella principale dei genitori.

La detrazione spetta per i primi quattro anni: è pari a 991,60 euro oppure, se superiore, al 20% del canone, comunque entro un massimo di 2mila euro. Info Precompilata

Anche in questo caso è importante evitare una semplificazione: non si tratta di un bonifico da 2mila euro riconosciuto indistintamente a tutti i giovani in affitto, ma di una detrazione fiscale soggetta a precise condizioni.

Bonus vista: non è un’agevolazione attiva nel 2026

Qui arriva una delle verifiche più importanti.

Il Bonus vista da 50 euro effettivamente esisteva ed era destinato ai nuclei con ISEE non superiore a 10mila euro per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive.

Ma la misura era finanziata per il triennio 2021-2023 e l’iniziativa si è conclusa il 31 dicembre 2023. Non va quindi presentata ai lettori come un bonus ordinariamente richiedibile nel 2026. Consap

Anche il Bonus acqua potabile appartiene al passato

Analogo discorso per il cosiddetto Bonus acqua potabile.

L’agevolazione prevedeva un credito d’imposta per le spese sostenute per sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica dell’acqua.

La normativa, però, riguardava le spese sostenute dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2023. Non è dunque corretto indicarlo tra i bonus disponibili per nuove spese effettuate nel 2026. Finanze

Il vero punto di partenza resta l’Isee

Per le famiglie il consiglio pratico è quindi un altro: non affidarsi semplicemente agli elenchi di “bonus 2026” pubblicati online, ma controllare per ogni misura requisiti, anno di validità e fonte istituzionale.

L’ISEE aggiornato rimane essenziale per numerose prestazioni sociali agevolate e, nel caso del bonus sociale rifiuti, consente l’individuazione automatica degli aventi diritto attraverso la DSU.

La differenza può sembrare burocratica, ma è sostanziale: un’agevolazione esistita qualche anno fa non è necessariamente un bonus ancora richiedibile oggi.

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