Spritz “tarocco” a Venezia, bottiglie manomesse: sequestrati anche 250 alimenti

Il controllo della Polizia locale in un esercizio di Cannaregio fa emergere un quadro più ampio: circa 250 alimenti senza tracciabilità, 2.000 euro di sanzione e sette chili di dolci da smaltire per la presenza di formiche.

VENEZIA, 29 settembre 2026 – Fuori la bottiglia di un marchio conosciuto, dentro il sospetto di un prodotto diverso e di qualità inferiore. È quanto emerso durante un controllo della Polizia locale di Venezia in un pubblico esercizio di Cannaregio, scattato dopo un esposto arrivato al Comando.

Il caso dello Spritz con bottiglie manomesse ha fatto rapidamente il giro d’Italia. Ma il verbale dell’operazione, reso noto dal Comune di Venezia, racconta una vicenda più ampia: oltre agli alcolici sono stati trovati circa 250 prodotti alimentari senza tracciabilità, mentre sette chili di prodotti di pasticceria sono stati destinati allo smaltimento dopo il rinvenimento di formiche

Le bottiglie dietro il bancone

Il sopralluogo è stato effettuato dal Nucleo Attività produttive della Polizia locale.

Sul retro del banco di mescita gli agenti hanno trovato diverse bottiglie di noti alcolici completamente piene, nonostante presentassero il sigillo del tappo manomesso o rimosso e il contrassegno di Stato staccato.

Secondo il Comune, si tratta di una modalità che suggerisce il possibile riempimento abusivo delle bottiglie originali con prodotti di qualità inferiore. L’intero lotto è stato sequestrato. La fonte istituzionale parla infatti di **«presunta irregolare commercializzazione»**: un elemento importante, perché gli accertamenti devono essere distinti dalle conclusioni definitive.

Il punto non è quindi l’utilizzo di un bitter meno costoso al posto di un marchio famoso. Un esercente può scegliere i prodotti che intende servire. Il problema nasce quando al consumatore viene presentato un prodotto come se fosse quello indicato dalla bottiglia e dall’etichetta mentre il contenuto sarebbe differente.

Non soltanto Spritz: 250 alimenti senza tracciabilità

È questo l’aspetto dell’operazione rimasto in secondo piano in molti dei primi resoconti.

Nel banco frigo gli agenti hanno individuato circa 250 prodotti alimentari privi di tracciabilità, pronti per essere somministrati. La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo e per la mancata tracciabilità è stata applicata una sanzione di 2.000 euro.

Le verifiche hanno inoltre evidenziato, secondo quanto comunicato dall’amministrazione veneziana, sporcizia accumulata su pavimenti e arredi e parti della pavimentazione deteriorate.

Nel banco della pasticceria sono state rilevate anche formiche. Gli operatori hanno quindi disposto lo smaltimento di tutti i dolci esposti: circa sette chilogrammi di prodotti.

Il Comune annuncia nuovi controlli

L’assessore al Commercio di Venezia Sebastiano Costalonga ha definito grave quanto riscontrato, richiamando sia la tutela della salute dei consumatori sia il rispetto delle regole da parte delle attività commerciali.

Il Comune ha annunciato che i controlli proseguiranno.

Il caso, dunque, va oltre l’immagine curiosa dello “Spritz tarocco”: riguarda la possibilità per il cliente di sapere che cosa sta realmente acquistando e consumando, insieme alla tracciabilità degli alimenti e alle condizioni igieniche dei locali.

Ed è proprio questo il dato più rilevante emerso dall’ispezione di Cannaregio: dietro alcune bottiglie sospette, gli agenti hanno trovato un quadro di irregolarità ben più esteso di un aperitivo venduto con un’etichetta che potrebbe non corrispondere al contenuto.

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