Secondo i consulenti della coppia anglo-australiana Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, uno dei tre bambini avrebbe manifestato episodi ripetuti di autolesionismo. La relazione collega il disagio alla separazione dal nucleo familiare, mentre il Tribunale per i minorenni dell’Aquila non ha ancora deciso sul possibile ricongiungimento.
Il nuovo elemento emerso nel caso
Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco, che da mesi richiama l’attenzione dell’opinione pubblica italiana.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, uno dei tre fratellini ospitati nella struttura protetta di Vasto, in Abruzzo, avrebbe iniziato a mordersi ripetutamente le mani, procurandosi lievi lesioni. Gli specialisti che seguono il caso interpretano questi episodi come possibili manifestazioni di un forte disagio psicologico.
La relazione dei consulenti
Le osservazioni sono contenute nella consulenza redatta dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicologa Martina Aiello, incaricati dalla difesa dei genitori, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.
Nel documento, depositato davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila e corredato da fotografie e video, gli esperti descrivono la presenza di “segnali compatibili con una condizione di sofferenza psicologica significativa”.
Secondo la loro valutazione, i comportamenti autolesivi rappresenterebbero un tentativo del bambino di esprimere una sofferenza che non riesce ancora a verbalizzare.
Le conclusioni riportate nell’articolo riflettono la valutazione dei consulenti di parte e rientrano nel procedimento giudiziario ancora in corso. Non costituiscono un accertamento definitivo del Tribunale.
Il riferimento al “trauma da sradicamento”
Nella relazione viene richiamato anche il concetto di “trauma da sradicamento”, indicato come possibile conseguenza della separazione dal nucleo familiare.
Gli specialisti parlano di manifestazioni osservabili sul piano emotivo, comportamentale e relazionale, ritenendo che il distacco dai genitori possa aver inciso sull’equilibrio psicologico dei tre fratelli.
Il caso resta particolarmente delicato perché coinvolge minori e si inserisce in una vicenda giudiziaria iniziata nel novembre scorso con il provvedimento di allontanamento disposto dal Tribunale.
La decisione sul ricongiungimento è ancora attesa
Nei mesi scorsi il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva ascoltato tutte le parti coinvolte e acquisito la documentazione prodotta dai consulenti.
Una decisione sul possibile ricongiungimento familiare era attesa entro luglio, ma al momento non è stata ancora resa nota.
Nel frattempo Nathan Trevallion e Catherine Birmingham si sono trasferiti nella nuova abitazione messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoli per due anni, in attesa degli sviluppi del procedimento.
L’esito della vicenda resta affidato alle valutazioni dell’autorità giudiziaria, chiamata a decidere tenendo conto dell’interesse superiore dei tre minori.

