L’uomo, libero con obbligo di firma, non si è presentato al Riesame e ha affidato a una lettera la sua richiesta di aiuto. La Procura chiede il carcere.
Il 42enne accusato degli abusi sessuali su una ragazza di 13 anni in un minimarket di Torino ha scritto ai giudici. Nella lettera dice di vergognarsi e annuncia di voler iniziare un percorso di sostegno psicologico.
L’uomo, originario del Bangladesh e attualmente libero con obbligo di firma, non si è presentato lunedì 14 settembre davanti al Tribunale del Riesame. Ha invece consegnato, attraverso il proprio legale, due pagine manoscritte preparate con l’aiuto di un interprete.
«Sono molto dispiaciuto per quello che ho fatto alla bambina. Me ne vergogno profondamente», scrive il 42enne. Aggiunge di voler cercare un centro specializzato e di essere disposto a frequentare un corso di italiano per poter seguire un percorso con degli esperti.
Nella lettera afferma anche di non voler tornare a lavorare nel minimarket e di voler evitare, almeno fino alla conclusione del percorso psicologico, attività a contatto con il pubblico.
Sul piano giudiziario la situazione resta aperta. La Procura ha impugnato la scarcerazione e chiede per il 42enne la custodia cautelare in carcere, sostenendo che esistano il pericolo di fuga e quello di reiterazione del reato.
La difesa chiede invece di respingere il ricorso. Il legale ha inoltre manifestato la disponibilità dell’indagato a utilizzare il braccialetto elettronico qualora venisse disposta una misura cautelare diversa dal carcere.
I giudici del Riesame si sono riservati la decisione. La prossima udienza è prevista per il 17 ottobre.

