Decine di istituti coinvolti in diverse regioni. Messaggi anonimi, alcuni scritti in arabo, annunciano la presenza di esplosivi. In diversi casi i controlli hanno escluso il pericolo.
Una serie di email minatorie ha fatto scattare oggi, lunedì 2 novembre 2026, l’allarme bomba in numerose scuole italiane. Da Udine a Roma, diversi istituti hanno attivato le procedure di sicurezza, facendo uscire gli studenti dalle aule per consentire i controlli delle forze dell’ordine.
Le segnalazioni hanno interessato scuole di Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lazio e Toscana. Secondo le prime ricostruzioni, i messaggi sarebbero arrivati nella mattinata alle caselle di posta elettronica dei dirigenti scolastici.
Email anonime e minacce di esplosioni
Il contenuto delle comunicazioni sarebbe molto simile: messaggi anonimi che annunciano la presenza di una bomba all’interno degli edifici scolastici. Alcune email conterrebbero frasi in arabo e riferimenti a presunte organizzazioni islamiche, senza che sia stata accertata l’autenticità di queste rivendicazioni.
In un istituto di Padova, una delle comunicazioni avrebbe minacciato l’esplosione di un ordigno entro un’ora. La segnalazione ha fatto scattare immediatamente le misure di sicurezza.
Studenti evacuati e controlli degli artificieri
In diverse città gli alunni sono stati accompagnati fuori dalle scuole mentre polizia e carabinieri effettuavano le verifiche.
In alcuni casi è stato necessario anche l’intervento degli artificieri per controllare gli edifici e accertare l’eventuale presenza di materiale esplosivo.
Diversi allarmi sono già rientrati senza che venissero trovati ordigni. Le verifiche, tuttavia, sono state avviate per ogni segnalazione ricevuta.
Si cerca di capire chi abbia inviato le email
L’aspetto che accomuna gli episodi è la somiglianza dei messaggi arrivati in città anche molto distanti tra loro. Resta da chiarire se le comunicazioni provengano da un’unica fonte oppure da più mittenti.
Un’ondata di minacce analoghe era stata segnalata anche nelle settimane precedenti.
Al momento, nelle informazioni disponibili, non risultano conferme di scuole coinvolte in Puglia. L’allarme riguarda comunque un fenomeno nazionale che interessa la sicurezza degli istituti scolastici.
Le autorità dovranno ora risalire all’origine delle comunicazioni e verificare eventuali collegamenti tra i diversi episodi.

