Il 6 e 7 giugno volontari in azione in città, spiagge e aree verdi. L’iniziativa accompagna la Giornata Mondiale dell’Ambiente e quella degli Oceani.
La mobilitazione contro i mozziconi promossa da Plastic Free Onlus arriva nel weekend del 6 e 7 giugno, subito dopo la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno. L’obiettivo è semplice: raccogliere le cicche abbandonate e ricordare che un gesto considerato da molti trascurabile può lasciare conseguenze pesanti su suolo, acqua e mare.
L’iniziativa coinvolgerà volontari, Comuni, scuole, associazioni e aziende in diversi appuntamenti in tutta Italia. Il claim scelto per l’edizione 2026 è “Il pianeta non è un portacenere”, messaggio diretto a chi continua a gettare i filtri per strada, sulle spiagge, nei parchi o vicino ai tombini.
Mobilitazione contro i mozziconi, perché Plastic Free interviene
I mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti più presenti negli spazi pubblici. Il problema non riguarda solo il decoro urbano. I filtri non sono composti da cotone, ma da acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può restare nell’ambiente per oltre dieci anni, frammentandosi in microplastiche e nanoplastiche.
Secondo le stime richiamate da Plastic Free, ogni anno nel mondo vengono dispersi circa 4,5 trilioni di mozziconi. In Italia si consumano oltre 70 miliardi di sigarette l’anno e una parte dei filtri finisce su marciapiedi, strade, spiagge, corsi d’acqua e aree verdi.
Un singolo mozzicone può contaminare centinaia di litri d’acqua, rilasciando sostanze tossiche e metalli pesanti. Il percorso è spesso lo stesso: la cicca viene gettata a terra, raggiunge un tombino, entra nella rete di scolo e può arrivare nei fiumi o in mare.
Dai centri urbani al mare: il rischio per gli ecosistemi
La mobilitazione si colloca anche nel percorso verso la Giornata Mondiale degli Oceani, in programma l’8 giugno. Plastic Free sottolinea che i mozziconi non restano confinati nei luoghi in cui vengono abbandonati. Pioggia, vento e reti fognarie li trasportano lontano, fino agli ambienti acquatici.
A essere esposti sono pesci, tartarughe, uccelli e più in generale la biodiversità marina. Le particelle rilasciate dai filtri possono entrare nella catena alimentare, con effetti che non riguardano solo l’ambiente ma anche la salute umana.
Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, richiama l’attenzione sulla sproporzione tra il tempo necessario a fumare una sigaretta e quello impiegato dal filtro per degradarsi. L’associazione punta anche a combattere l’abitudine visiva: i mozziconi sono così diffusi che spesso non vengono più percepiti come un problema.
Per questo, oltre alla raccolta, l’iniziativa punta sulla sensibilizzazione dei fumatori e sulla responsabilità dei territori. Servono comportamenti corretti, posacenere urbani, aree dedicate e controlli più efficaci.
Chi vuole partecipare può consultare la pagina Eventi del sito ufficiale di Plastic Free, scegliere l’appuntamento più vicino e iscriversi gratuitamente. La raccolta del 6 e 7 giugno non risolverà da sola il problema, ma porterà nelle città un messaggio concreto: l’ambiente non può continuare a pagare il prezzo di un gesto evitabile.

