Secondo l’Istat pesano soprattutto difficoltà economiche, lavoro incerto e carichi familiari. Solo una minoranza esclude i figli per scelta personale.
La rinuncia ad avere figli riguarda 6,6 milioni di persone in Italia. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di una scelta legata al rifiuto della genitorialità, ma di un desiderio rimasto fermo davanti a ostacoli concreti: redditi insufficienti, lavoro instabile, prospettive incerte e responsabilità di cura.
Il dato emerge dal Rapporto Istat 2026, che fotografa un Paese alle prese con una natalità ai minimi storici. Tra i 9,8 milioni di persone tra 18 e 49 anni che dichiarano di non voler avere figli in futuro, il 62,2% afferma di aver rinunciato a bambini che avrebbe desiderato. Solo il 5,5% sostiene invece che i figli non rientrano nel proprio progetto di vita.
Rinuncia ad avere figli: il peso di lavoro e denaro
Per quasi 2,8 milioni di persone, cioè oltre quattro su dieci tra chi non intende diventare genitore o avere altri figli, il nodo principale è economico o lavorativo. Il 32,7% indica le difficoltà economiche, mentre il 9,4% richiama la mancanza di certezze occupazionali.
Le motivazioni cambiano anche tra uomini e donne. Gli uomini segnalano più spesso il problema dei soldi, mentre le donne indicano con maggiore frequenza l’incertezza del lavoro. Un elemento che conferma quanto la maternità continui a essere percepita come un possibile freno nella carriera, soprattutto nelle fasce più giovani.
Il quadro non riguarda solo chi non ha figli. Una parte degli intervistati dichiara di avere già raggiunto il numero di figli desiderato, ma resta ampia la quota di chi avrebbe voluto allargare la famiglia e ha scelto di non farlo.
Una scelta condizionata dal contesto
La denatalità italiana non si spiega quindi soltanto con il cambiamento dei modelli familiari. Il rapporto Istat segnala una distanza crescente tra desiderio e possibilità reale. Casa, lavoro, reddito e servizi restano fattori decisivi.
A pesare ci sono anche i carichi di cura verso i genitori anziani, un aspetto sempre più rilevante in un Paese che invecchia. La scelta di avere un figlio si inserisce così dentro equilibri familiari complessi, spesso privi di sostegni adeguati.
Il risultato è un’Italia in cui molte persone non escludono i figli per convinzione, ma perché non vedono le condizioni per affrontare una nascita. È questo il punto più netto del rapporto: la natalità non dipende solo dal desiderio individuale, ma dalla stabilità che il Paese riesce a garantire.

