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venerdì, 19 Aprile 2024

Lecce: Amina, 18enne italiana incarcerata in Kazakistan, lancia un disperato grido d’aiuto

LECCE – Il dramma di Amina in Kazakistan scuote Lecce e tutta l’Italia. Amina Milo Kalelkyzy, 18enne leccese da dieci anni, vive un incubo da tre mesi nelle celle kazake. Fermata durante una visita nella sua terra natale, la giovane è stata accusata di traffico internazionale di droga, un’accusa che i genitori, Assemgul Sapenova e Sergio Milo, definiscono “infondata e senza prove“.

Secondo le parole dei suoi genitori, Amina sarebbe stata “maltrattata, segregata e umiliata dalla polizia“. La situazione si è ulteriormente aggravata quando, alle richieste disperate della madre, le autorità kazake avrebbero chiesto un riscatto di 60mila euro per la sua liberazione. Non solo, le minacce nei confronti della giovane si sono intensificate quando la madre ha espresso l’intenzione di coinvolgere le autorità italiane.

Dal carcere di Astana, Amina ha scritto un biglietto toccante rivolto all’Italia e al ministro Tajani: “Vi prego, voglio tornare a casa“. Il ministro degli Esteri, informato del dramma di Amina in Kazakistan, ha assicurato l’intervento dell’ambasciata italiana ad Astana, che sta seguendo la vicenda da vicino.

Il caso di Amina, vittima di presunte violenze e ingiustizie, suscita grande preoccupazione e indignazione nella comunità italiana, attesa ora di risposte e azioni concrete.

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