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	<title>News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
	<lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2026 09:04:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sciopero dei giornalisti il 16 aprile per il rinnovo del contratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, giovedì 16 aprile, i giornalisti italiani incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da dieci anni. L’agitazione è stata proclamata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e coinvolge anche i giornalisti di Sky Tg24, che hanno annunciato la partecipazione allo sciopero. Al centro della protesta c’è il mancato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="328" data-end="684">Oggi, giovedì 16 aprile, i giornalisti italiani incrociano le braccia per chiedere il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto da dieci anni. L’agitazione è stata proclamata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e coinvolge anche i giornalisti di Sky Tg24, che hanno annunciato la partecipazione allo sciopero.</p>
<p data-start="686" data-end="1037">Al centro della protesta c’è il mancato rinnovo dell’accordo con gli editori della Fieg, considerato dalla categoria un nodo aperto da troppo tempo. Secondo la Fnsi, il settore vive una fase di forte difficoltà: da una parte il contratto fermo, dall’altra la riduzione del potere d’acquisto dei salari e un ricorso sempre più ampio al lavoro precario.</p>
<p data-start="1039" data-end="1438">Nel comunicato diffuso in occasione dello sciopero, il sindacato spiega che si tratta della terza astensione proclamata su questo tema. La federazione sostiene che la mobilitazione nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione dei lettori, della politica e dell’opinione pubblica sulle condizioni del lavoro giornalistico e sulle ricadute che queste possono avere sulla qualità dell’informazione.</p>
<p data-start="1440" data-end="1491"><strong data-start="1440" data-end="1491">Il contratto fermo e le richieste del sindacato</strong></p>
<p data-start="1493" data-end="1914">Tra i punti indicati dalla Fnsi c’è il recupero salariale, ritenuto indispensabile dopo anni di erosione degli stipendi. Il sindacato richiama anche la questione dei collaboratori e dei giornalisti con partita Iva, per i quali torna il tema dell’equo compenso. Secondo la federazione, una parte consistente del lavoro nel mondo dell’informazione continua a reggersi su forme contrattuali fragili e compensi insufficienti.</p>
<p data-start="1916" data-end="2268">Un altro passaggio riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nelle aziende editoriali. La Fnsi segnala l’assenza di regole chiare e di un riconoscimento economico per i contenuti prodotti dai giornalisti e poi utilizzati sulle piattaforme digitali. Per il sindacato, anche questo è un fronte che deve entrare nel confronto sul rinnovo del contratto.</p>
<p data-start="2270" data-end="2664">Nel testo diffuso per lo sciopero si insiste anche sul rapporto tra condizioni di lavoro e libertà di informazione. La federazione sostiene che un giornalismo autorevole e indipendente non possa poggiare su lavoratori economicamente deboli o esposti a forme di ricattabilità. Da qui il richiamo al valore democratico dell’informazione e al principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione.</p>
<p data-start="2666" data-end="2724"><strong data-start="2666" data-end="2724">Precariato, aiuti pubblici e confronto con gli editori</strong></p>
<p data-start="2726" data-end="3152">La Fnsi punta il dito anche contro il ricorso al lavoro precario e contro quelle che definisce pratiche di dumping contrattuale, accusando gli editori di avere ridotto il costo del lavoro in questi anni. Nel comunicato si sottolinea inoltre che il settore editoriale ha beneficiato di aiuti pubblici mentre, sul versante occupazionale e retributivo, la situazione dei giornalisti non avrebbe registrato miglioramenti adeguati.</p>
<p data-start="3154" data-end="3510">Il sindacato chiede quindi un confronto che affronti insieme il rinnovo del contratto, il recupero delle retribuzioni, la tutela dei diritti e il futuro del sistema informativo. Nella stessa nota viene ribadita anche la necessità di finanziare il settore “di più e meglio”, con l’obiettivo dichiarato di sostenere le testate senza impoverire il pluralismo.</p>
<p data-start="3512" data-end="3914">Lo sciopero del 16 aprile si inserisce dunque in una vertenza che resta aperta e che riguarda non solo il rapporto tra giornalisti ed editori, ma anche il modello di sviluppo dell’informazione italiana. La giornata di oggi segna un nuovo passaggio nella mobilitazione della categoria, mentre resta ancora da verificare se dalle parti coinvolte arriveranno segnali concreti per la ripresa del negoziato.</p>
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		<title>Farmaci, costi in aumento con la guerra: imprese sotto pressione e rischio carenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:16:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.   La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="128" data-end="358"><strong>Il conflitto in Medio Oriente spinge in alto i costi di produzione del settore farmaceutico. Pesano energia, materie prime e imballaggi. L’allarme riguarda soprattutto la tenuta delle forniture nei prossimi mesi.  </strong></p>
<p data-start="360" data-end="846">La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche tornano a colpire anche il settore farmaceutico. Questa volta l’allarme riguarda i costi di produzione, saliti in modo sensibile, e la possibilità che nei prossimi mesi si registrino difficoltà nelle forniture di alcuni medicinali. Il nodo è legato soprattutto alla crisi in Medio Oriente e ai suoi effetti sul prezzo del greggio, sui trasporti e sulla disponibilità delle materie prime necessarie alla produzione.</p>
<p data-start="848" data-end="1200">Secondo Farmindustria, per le aziende il costo di produrre farmaci è aumentato di oltre il 20%. Un rincaro che si aggiunge a quelli accumulati negli ultimi anni, già segnati dalla guerra in Ucraina e dalla crisi del Mar Rosso. Per l’industria si tratta del terzo shock in quattro anni, con effetti diretti sulla sostenibilità delle attività produttive.</p>
<p data-start="1202" data-end="1629">A pesare non è solo l’energia. I rincari toccano anche componenti essenziali della filiera: alluminio, principi attivi, vetro, carta e materiali per il confezionamento. La conseguenza è una pressione crescente sulle imprese, che devono continuare a produrre in un contesto di prezzi regolati, senza poter scaricare facilmente gli aumenti sul mercato. In pratica, il maggior costo resta quasi interamente a carico delle aziende.</p>
<h2 data-section-id="15b0lgi" data-start="1631" data-end="1687">Farmaci costi di produzione, l’allarme dell’industria</h2>
<p data-start="1689" data-end="2027">Il rischio, spiegano i rappresentanti del settore, non è immediato ma potrebbe diventare concreto a partire dall’estate o subito dopo. L’ipotesi è quella di una riduzione delle forniture, soprattutto se la crisi dovesse prolungarsi e se l’Europa non dovesse intervenire con misure rapide sul fronte industriale e degli approvvigionamenti.</p>
<p data-start="2029" data-end="2431">Il punto più fragile resta la dipendenza dall’estero. L’Italia, come gran parte dell’Europa, continua a importare una quota molto rilevante di principi attivi e materie prime dall’Asia, in particolare da Cina e India. Questa esposizione rende l’intero sistema più vulnerabile nei momenti di instabilità internazionale. È una criticità emersa già durante la pandemia e che ora torna al centro con forza.</p>
<p data-start="2433" data-end="2759">Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea nella produzione dei principi attivi. L’obiettivo è ridurre una dipendenza considerata eccessiva, soprattutto quando le crisi geopolitiche mettono sotto stress logistica, prezzi e continuità degli approvvigionamenti.</p>
<h2 data-section-id="11bym2e" data-start="2761" data-end="2837">Produzione farmaceutica italiana, un settore che regge ma chiede risposte</h2>
<p data-start="2839" data-end="3166">Nonostante il quadro difficile, la farmaceutica resta uno dei comparti più solidi dell’economia italiana. Nel 2025 la produzione ha raggiunto 74 miliardi di euro, mentre l’export si è attestato a 69 miliardi. Numeri che confermano il peso del settore nel sistema industriale nazionale e il suo ruolo nell’attrarre investimenti.</p>
<p data-start="3168" data-end="3527">Gli investimenti complessivi hanno superato i 4 miliardi di euro, con una quota importante destinata alla ricerca clinica nelle strutture del Servizio sanitario nazionale. Anche l’occupazione resta su livelli alti, con oltre 72mila addetti e una dinamica ancora positiva. Sono dati che mostrano la capacità del comparto di reggere anche in una fase complessa.</p>
<p data-start="3529" data-end="3886">Resta però aperto il tema delle politiche europee. Secondo le imprese, alcune scelte regolatorie rischiano di penalizzare la competitività del settore proprio mentre altri Paesi stanno rafforzando ricerca, innovazione e attrazione di capitali. Il confronto riguarda non solo i costi industriali, ma anche brevetti, investimenti e sviluppo di nuove molecole.</p>
<p data-start="3888" data-end="4308">Il settore farmaceutico italiano si conferma quindi forte nei numeri, ma più esposto sul piano produttivo. La tenuta nei prossimi mesi dipenderà dalla durata della crisi e dalle decisioni che verranno prese a livello europeo. Per le aziende il punto è chiaro: senza una risposta rapida, l’aumento dei costi potrebbe trasformarsi in un problema concreto per la produzione e, di riflesso, per la disponibilità dei farmaci.</p>
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		<title>Bonus nuovi nati 2026, domande al via: mille euro alle famiglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 14:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Inps ha aperto la procedura per il contributo una tantum destinato a nascite, adozioni e affidi preadottivi del 2026. Domanda entro 120 giorni, con Isee fino a 40mila euro. Da martedì 14 aprile è possibile presentare la domanda per il bonus nuovi nati 2026, il contributo una tantum da 1.000 euro riconosciuto alle famiglie per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’Inps ha aperto la procedura per il contributo una tantum destinato a nascite, adozioni e affidi preadottivi del 2026. Domanda entro 120 giorni, con Isee fino a 40mila euro.</strong></p>
<p data-start="341" data-end="784">Da martedì 14 aprile è possibile presentare la domanda per il <strong data-start="427" data-end="452">bonus nuovi nati 2026</strong>, il contributo una tantum da 1.000 euro riconosciuto alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o entrato in famiglia in affido preadottivo nel corso dell’anno. La misura, gestita dall’Inps, punta a sostenere le spese dei primi mesi e resta legata a requisiti precisi di reddito e residenza.</p>
<p data-start="786" data-end="1211">Il contributo spetta al genitore richiedente se nel nucleo è presente un <strong data-start="859" data-end="896">Isee per prestazioni ai minorenni</strong> non superiore a 40mila euro. Sul portale Inps è specificato anche che, nel calcolo dell’indicatore, non vengono considerati gli importi dell’Assegno unico e universale. È un punto rilevante perché amplia la platea rispetto a una valutazione più rigida del reddito disponibile.</p>
<p data-start="1213" data-end="1705">La prestazione riguarda i figli nati o adottati dal 1° gennaio 2025, ma la finestra ora aperta interessa l’annualità 2026. Secondo le istruzioni diffuse dall’Inps con la circolare di aprile e con l’apertura del servizio dedicato, la domanda può essere inoltrata per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Per chi presenta la richiesta, vale una regola chiara: serve una domanda distinta per ciascun figlio.</p>
<h2 data-section-id="icm430" data-start="1707" data-end="1753">Bonus nuovi nati 2026: chi può fare domanda</h2>
<p data-start="1755" data-end="2279">Oltre al requisito economico, serve la residenza in Italia. La disciplina Inps prevede inoltre requisiti di cittadinanza e soggiorno: possono accedere i cittadini italiani, quelli dell’Unione europea e gli stranieri extracomunitari in possesso dei titoli di soggiorno indicati dall’Istituto. Già la circolare del 2025, richiamata nella scheda ufficiale del servizio, chiariva che il requisito della residenza deve sussistere dalla data dell’evento fino alla presentazione della domanda.</p>
<p data-start="2281" data-end="2634">L’importo resta fissato in 1.000 euro e viene erogato in un’unica soluzione. L’Inps ricorda anche che le domande vengono lavorate secondo l’ordine cronologico di arrivo e nei limiti delle risorse stanziate per l’anno di presentazione. Un aspetto che rende opportuno muoversi senza aspettare gli ultimi giorni utili.</p>
<h2 data-section-id="1dmqfle" data-start="2636" data-end="2684">Come fare domanda e quali scadenze rispettare</h2>
<p data-start="2686" data-end="3065">Il termine da non perdere è quello dei <strong data-start="2725" data-end="2739">120 giorni</strong> dalla nascita oppure dall’ingresso del minore in famiglia in caso di adozione o affido preadottivo. Superata questa scadenza, il diritto decade. È la stessa indicazione riportata nella pagina ufficiale del servizio Inps, aggiornata dopo l’ampliamento del termine già introdotto nel 2025.</p>
<p data-start="3067" data-end="3451">La richiesta può essere trasmessa direttamente online dal sito Inps, entrando nel servizio “Bonus nuovi nati” con identità digitale, oppure tramite Contact Center multicanale e patronati. L’Istituto ha inoltre rafforzato negli ultimi mesi l’area digitale dedicata alle famiglie, con un portale che raccoglie servizi e informazioni per i genitori.</p>
<p data-start="3453" data-end="3828">Per le famiglie interessate, il bonus rappresenta un aiuto immediato ma richiede attenzione ai passaggi formali: Isee corretto, requisiti aggiornati e scadenza rispettata. Il punto centrale resta questo: chi ha avuto o avrà un figlio nel 2026 può già attivarsi, verificare la propria posizione e inviare la domanda senza attendere oltre.</p>
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		<title>Bollette, Salvini propone il blocco dei prezzi al 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il vicepremier valuta con Giorgetti un tetto alle tariffe di luce e gas. Apertura anche al ritorno del gas russo L’ipotesi di un intervento diretto sulle bollette torna al centro del dibattito politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato la possibilità di bloccare i prezzi di luce e gas ai livelli precedenti al conflitto in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="28" data-end="201">Il vicepremier valuta con Giorgetti un tetto alle tariffe di luce e gas. Apertura anche al ritorno del gas russo</p>
<p data-start="203" data-end="593">L’ipotesi di un intervento diretto sulle bollette torna al centro del dibattito politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato la possibilità di bloccare i prezzi di luce e gas ai livelli precedenti al conflitto in Iran per tutto il 2026. Una misura allo studio insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, con l’obiettivo di contenere l’impatto dei rincari sulle famiglie.</p>
<p data-start="595" data-end="910">La proposta arriva in un momento di forte pressione sui costi energetici. Secondo Salvini, la situazione rischia di aggravarsi nei prossimi mesi, con effetti diretti sui bilanci domestici e sulle imprese. Da qui l’idea di fissare un tetto alle bollette, riportandole a livelli più sostenibili rispetto agli attuali.</p>
<h2 data-section-id="1m2qq1y" data-start="912" data-end="959">Blocco bollette 2026: la proposta sul tavolo</h2>
<p data-start="961" data-end="1279">Il progetto del cosiddetto “blocco bollette 2026” prevede il congelamento delle tariffe di luce e gas a valori precedenti all’escalation internazionale. Si tratta di una misura che, se attuata, richiederebbe un intervento pubblico significativo per compensare la differenza tra i prezzi di mercato e quelli calmierati.</p>
<p data-start="1281" data-end="1599">Non è ancora chiaro quali saranno le modalità operative né le coperture economiche necessarie. Il confronto tra i ministeri è in corso e nelle prossime settimane potrebbero emergere dettagli più concreti. L’obiettivo dichiarato è evitare nuovi aumenti in un contesto già segnato da inflazione e instabilità energetica.</p>
<h2 data-section-id="se38y0" data-start="1601" data-end="1648">Il nodo gas russo e la posizione del governo</h2>
<p data-start="1650" data-end="2030">Nel suo intervento, Salvini ha anche affrontato il tema dell’approvvigionamento energetico, aprendo alla possibilità di rivedere il divieto europeo sul gas russo. Il vicepremier si è detto in linea con le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha sottolineato la difficoltà di rinunciare completamente alle forniture provenienti da Mosca.</p>
<p data-start="2032" data-end="2312">Salvini ha chiarito di non voler entrare in dinamiche geopolitiche, ma di voler adottare un approccio pragmatico. Secondo la sua posizione, l’Italia e l’Europa non sarebbero ancora pronte a fare a meno delle risorse energetiche russe senza subire contraccolpi economici rilevanti.</p>
<p data-start="2314" data-end="2598">Il tema resta delicato, soprattutto alla luce delle decisioni comunitarie già adottate negli ultimi anni per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Tuttavia, l’aumento dei prezzi e le tensioni internazionali stanno riaprendo il confronto su possibili alternative e correttivi.</p>
<h2 data-section-id="1y66f7v" data-start="2600" data-end="2632">Impatti su famiglie e imprese</h2>
<p data-start="2634" data-end="2889">Un eventuale blocco delle bollette potrebbe offrire un sollievo immediato a milioni di italiani. Negli ultimi anni, il costo dell’energia è diventato una delle principali voci di spesa, con ricadute dirette sui consumi e sulla competitività delle aziende.</p>
<p data-start="2891" data-end="3161">Le imprese, in particolare quelle energivore, continuano a segnalare difficoltà legate all’instabilità dei prezzi. Un intervento strutturale potrebbe contribuire a stabilizzare il quadro, ma resta il nodo delle risorse necessarie per sostenere una misura di questo tipo.</p>
<p data-start="3163" data-end="3357">Il dibattito è destinato a proseguire nelle prossime settimane, con il governo chiamato a trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici e tutela del potere d’acquisto dei cittadini.</p>
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		<title>Monopattini, boom di incidenti tra i giovani: senza casco e distratti dal cellulare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli incidenti in monopattino continuano a crescere e colpiscono soprattutto i giovani uomini. Il dato più preoccupante riguarda le cause: nella maggior parte dei casi si tratta di cadute senza coinvolgimento di altri veicoli, spesso legate a distrazioni o condizioni del manto stradale. A fare il punto è uno studio dell’associazione degli Ortopedici e Traumatologi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="234" data-end="715">Gli incidenti in monopattino continuano a crescere e colpiscono soprattutto i giovani uomini. Il dato più preoccupante riguarda le cause: nella maggior parte dei casi si tratta di cadute senza coinvolgimento di altri veicoli, spesso legate a distrazioni o condizioni del manto stradale. A fare il punto è uno studio dell’associazione degli Ortopedici e Traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi), che evidenzia criticità diffuse e un impatto sempre più evidente sui Pronto soccorso.</p>
<p data-start="717" data-end="1055">Secondo la ricerca, il 78% degli infortuni in monopattino deriva da cadute autonome. Tra i fattori più frequenti ci sono pavimentazioni irregolari, superfici scivolose e l’uso dello smartphone durante la guida. Un comportamento rischioso, confermato anche dal fatto che quasi un giovane su due utilizza il cellulare mentre è in movimento.</p>
<h3 data-section-id="1nm6tst" data-start="1057" data-end="1116">Incidenti monopattino giovani: chi sono i più coinvolti</h3>
<p data-start="1118" data-end="1375">Il profilo più esposto è chiaro: uomini nel 70% dei casi, con un’età media intorno ai 30 anni. I dati raccolti nei due trauma center di Roma analizzati coprono il periodo dal 2018 al 2024 e riguardano 441 pazienti. Di questi, il 70% ha tra i 15 e i 35 anni.</p>
<p data-start="1377" data-end="1592">Gli incidenti si concentrano soprattutto nei mesi estivi, con il 63% dei casi registrati tra giugno e settembre. Il giorno più critico è il venerdì, quando aumenta l’utilizzo dei monopattini, anche nelle ore serali.</p>
<p data-start="1594" data-end="1794">A preoccupare è soprattutto il mancato utilizzo del casco: solo 36 persone su 441 lo indossavano al momento dell’incidente, meno dell’8%. Un dato che pesa sulle conseguenze cliniche, spesso rilevanti.</p>
<h3 data-section-id="1k0wvuu" data-start="1796" data-end="1848">Traumi frequenti e impatto sul sistema sanitario</h3>
<p data-start="1850" data-end="2113">Le lesioni più comuni riguardano testa e volto nel 24% dei casi. Non mancano fratture e lussazioni, in particolare a polso, radio, clavicola, caviglia e tibia. Il 79% dei pazienti ha richiesto una valutazione specialistica e, in molti casi, interventi chirurgici.</p>
<p data-start="2115" data-end="2294">Secondo i ricercatori, il fenomeno comporta un carico crescente per il servizio sanitario nazionale, sia in termini di accessi ai Pronto soccorso sia per i costi legati alle cure.</p>
<p data-start="2296" data-end="2482">Gli esperti sottolineano la necessità di interventi su più fronti: maggiore manutenzione delle strade, corsie dedicate e soprattutto comportamenti più responsabili da parte degli utenti.</p>
<h3 data-section-id="ox1goc" data-start="2484" data-end="2546">Nuove regole in arrivo: targa e assicurazione obbligatorie</h3>
<p data-start="2548" data-end="2738">Per contenere il fenomeno, il nuovo Codice della Strada introduce misure più rigide. Tra queste, l’obbligo di casco, limiti di velocità più stringenti e il divieto di trasportare passeggeri.</p>
<p data-start="2740" data-end="2962">Dal 16 maggio entra in vigore anche l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici. Sarà necessaria una copertura RC, come per gli altri veicoli a motore. Chi circola senza rischia sanzioni fino a 400 euro.</p>
<p data-start="2964" data-end="3181">Restano però alcune criticità operative: in diverse zone d’Italia i tempi per ottenere il contrassegno potrebbero rallentare la messa in regola dei mezzi, con il rischio di lasciare temporaneamente fermi molti utenti.</p>
<p data-start="3183" data-end="3327">Il quadro che emerge è netto: l’uso dei monopattini è ormai diffuso, ma senza regole rispettate e infrastrutture adeguate il rischio resta alto.</p>
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		<title>Trump alza lo scontro con Papa Leone: nessuna scusa, tensione anche sull’Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone si è aggravato nel giro di poche ore, con un botta e risposta che ha spostato il confronto dal piano diplomatico a quello politico. Il presidente degli Stati Uniti ha detto di non avere alcuna intenzione di chiedere scusa al Pontefice, sostenendo che il Papa avrebbe espresso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="368" data-end="887">Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone si è aggravato nel giro di poche ore, con un botta e risposta che ha spostato il confronto dal piano diplomatico a quello politico. Il presidente degli Stati Uniti ha detto di non avere alcuna intenzione di chiedere scusa al Pontefice, sostenendo che il Papa avrebbe espresso posizioni sbagliate sull’Iran. Una linea ribadita dopo le prime polemiche, in un quadro già segnato dalla crisi in Medio Oriente e dal confronto aperto con Teheran.</p>
<p data-start="889" data-end="1352">La rottura nasce dalle critiche rivolte da Papa Leone alla guerra e alla strategia americana nell’area. Nei giorni scorsi il Pontefice aveva richiamato i leader mondiali alla pace, condannando la logica della forza e chiedendo una via negoziale. Davanti ai giornalisti, dopo gli attacchi ricevuti, ha risposto di non avere paura di Trump e di parlare “del Vangelo e della pace”, segnando una distanza netta dalla Casa Bianca.</p>
<p data-start="1354" data-end="1839">Trump, però, ha scelto di rilanciare. Secondo quanto riferito dall’Associated Press, ha definito Leone “debole sulla criminalità” e inadeguato in politica estera, arrivando anche a sostenere che il Pontefice dovrebbe essergli riconoscente. Il presidente americano ha poi collegato lo scontro con il Papa al dossier iraniano, spiegando di non voler accettare posizioni che, a suo giudizio, finirebbero per tollerare un Iran dotato di arma nucleare.</p>
<h3 data-section-id="f5p010" data-start="1841" data-end="1879">Papa Leone e Trump, rottura aperta</h3>
<p data-start="1881" data-end="2554">Il caso ha avuto subito riflessi anche in Italia. Giorgia Meloni ha definito inaccettabili le parole di Trump contro il Papa, prendendo posizione in modo netto su una vicenda che coinvolge non solo il Vaticano ma anche l’equilibrio tra alleati occidentali. La presa di distanza della premier arriva mentre il rapporto con Washington resta centrale su più fronti, dall’energia alla sicurezza internazionale. La critica di Meloni aggiunge quindi un elemento politico ulteriore a una giornata già segnata da forti tensioni. La notizia del giudizio espresso dalla presidente del Consiglio è stata ripresa in diversi aggiornamenti sul caso.</p>
<p data-start="2556" data-end="2952">Nel frattempo è arrivata anche la reazione iraniana. Il presidente Masoud Pezeshkian ha condannato l’insulto rivolto al Pontefice, inserendosi in uno scontro che ormai supera la dimensione simbolica. Teheran prova così a usare il terreno politico e religioso per isolare Trump sul piano internazionale, mentre resta aperto il negoziato sulla crisi regionale.</p>
<h3 data-section-id="1emvapd" data-start="2954" data-end="2997">Iran, Hormuz e nuovi colloqui possibili</h3>
<p data-start="2999" data-end="3595">Sul fronte mediorientale, la Casa Bianca continua a muoversi tra pressione militare e aperture negoziali. Trump ha sostenuto che gli iraniani avrebbero riallacciato i contatti e ha lasciato intendere che un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi giovedì, con il Pakistan che resta tra le sedi possibili del confronto dopo i primi tentativi diplomatici a Islamabad. AP riferisce che l’amministrazione americana considera ancora praticabile una ripresa dei negoziati, nonostante il blocco resti fragile e il cessate il fuoco abbia scadenze molto ravvicinate.</p>
<p data-start="3597" data-end="4226">Resta poi il nodo dello Stretto di Hormuz. Trump ha rivendicato la linea dura spiegando che gli Stati Uniti stanno agendo per riaprire e mettere in sicurezza il passaggio marittimo, considerato decisivo per il traffico energetico globale. Nelle ultime ore ha insistito sul fatto che Washington non avrebbe bisogno di Hormuz nello stesso modo in cui ne hanno bisogno altri Paesi, ma intende impedire che l’Iran usi quello snodo come leva strategica. AP e ANSA hanno riferito del blocco dei porti iraniani annunciato dagli Usa e delle operazioni legate alla riapertura del corridoio marittimo.</p>
<p data-start="4228" data-end="4570">Il risultato è una crisi che si allarga: da una parte lo scontro tra Trump e Papa Leone, dall’altra la partita con Teheran, che resta appesa a negoziati incerti e a un equilibrio militare sempre più instabile. Nelle prossime ore si capirà se prevarrà la linea del confronto o se i contatti annunciati potranno riaprire uno spazio diplomatico.</p>
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		<title>Trump attacca il Papa, Leone replica: “Non ho paura, basta guerre”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scontro senza precedenti tra Casa Bianca e Vaticano. Il Pontefice evita il confronto diretto e rilancia l’appello alla pace Trump attacca il Papa e il Vaticano risponde senza entrare nello scontro diretto. Le parole del presidente degli Stati Uniti, pubblicate su Truth, segnano una rottura netta nei rapporti con la Santa Sede. Il Pontefice, Leone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S</strong><strong>contro senza precedenti tra Casa Bianca e Vaticano. Il Pontefice evita il confronto diretto e rilancia l’appello alla pace</strong></p>
<p data-start="254" data-end="612">Trump attacca il Papa e il Vaticano risponde senza entrare nello scontro diretto. Le parole del presidente degli Stati Uniti, pubblicate su Truth, segnano una rottura netta nei rapporti con la Santa Sede. Il Pontefice, Leone XIV, replica con fermezza ma senza alimentare il confronto: “Non ho paura” e “non intendo fare un dibattito con lui”.</p>
<p data-start="614" data-end="934">L’affondo di Donald Trump è pesante. Nel suo messaggio definisce il Papa “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”. Arriva anche a sostenere che la sua elezione sarebbe legata alla presenza di un presidente americano alla Casa Bianca, rivendicando un ruolo indiretto nella scelta del conclave.</p>
<p data-start="936" data-end="1267">La risposta del Papa arriva durante il volo verso l’Algeria. Nessuna polemica personale, ma un richiamo chiaro alla sua missione: “Non sono un politico, parlo del Vangelo”. E ancora: “Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”. Il Pontefice chiarisce subito che non intende trasformare lo scontro in un confronto pubblico.</p>
<h2 data-section-id="1qnesbu" data-start="1269" data-end="1318">Trump attacca il Papa, la replica del Vaticano</h2>
<p data-start="1320" data-end="1640">Il Papa prende le distanze dalle accuse e ribadisce il suo ruolo. “Non penso si possa usare il Vangelo in questo modo”, osserva, lasciando ai cittadini il giudizio sulle parole del presidente americano. Il messaggio è netto: la Chiesa non entra nelle dinamiche politiche, ma continua a intervenire sui temi fondamentali.</p>
<p data-start="1642" data-end="1937">Tra questi, la pace resta centrale. Leone XIV insiste sulla necessità di fermare i conflitti e di rafforzare il dialogo tra le nazioni. “Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi”, sottolinea. Un richiamo che arriva mentre diversi scenari internazionali restano aperti.</p>
<p data-start="1939" data-end="2229">Durante la tappa in Algeria, il Papa amplia il discorso. Parla di pace come risultato di giustizia e dignità, non solo come assenza di guerra. Invita al perdono e mette in guardia contro il rischio di alimentare tensioni tra generazioni. “La violenza non avrà mai l’ultima parola”, afferma.</p>
<h2 data-section-id="jgbcc7" data-start="2231" data-end="2282">Reazioni internazionali e posizione della Chiesa</h2>
<p data-start="2284" data-end="2537">Lo scontro tra Trump e il Papa provoca reazioni immediate. Negli Stati Uniti, i vescovi esprimono preoccupazione per i toni utilizzati dal presidente. L’arcivescovo Paul Coakley sottolinea che il Papa “non è un rivale politico”, ma una guida spirituale.</p>
<p data-start="2539" data-end="2766">Anche la Conferenza episcopale italiana interviene, chiedendo rispetto per il ruolo del Pontefice. La Cei ribadisce che il Papa rappresenta un punto di riferimento morale, soprattutto in un contesto segnato da tensioni globali.</p>
<p data-start="2768" data-end="2970">Dal fronte internazionale arriva la presa di posizione dell’Iran. Il presidente Masoud Pezeshkian condanna le parole di Trump, parlando di “insulto” e difendendo la figura del Papa come simbolo di pace.</p>
<p data-start="2972" data-end="3274">Le dichiarazioni del presidente americano includono anche critiche su temi come la politica estera, le armi nucleari e la gestione della sicurezza. Ma il Vaticano evita di rispondere punto per punto. La linea resta quella già tracciata: nessuna polemica, ma un richiamo costante alla pace e al dialogo.</p>
<p data-start="3276" data-end="3491">La distanza tra Casa Bianca e Vaticano appare oggi evidente. Da una parte, un confronto politico acceso. Dall’altra, la scelta del Papa di non alimentare lo scontro e di riportare il dibattito su un piano più ampio.</p>
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		<title>Blackout idrico Abruzzo, 250mila persone senz’acqua per due giorni</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/04/13/blackout-idrico-abruzzo-250mila-persone-senzacqua-per-due-giorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:45:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Aca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavori sulla rete idrica fermano l’erogazione in 19 Comuni: scuole chiuse, disagi all’aeroporto e corsa alle scorte nei supermercati Un blackout idrico in Abruzzo lascia senza acqua circa 250mila persone per due giorni. Dalle 6 di lunedì 13 aprile fino a martedì 14 aprile, l’erogazione è sospesa in 19 Comuni tra le province di Pescara, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2026/04/13/blackout-idrico-abruzzo-250mila-persone-senzacqua-per-due-giorni/">Blackout idrico Abruzzo, 250mila persone senz’acqua per due giorni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="100" data-end="236"><strong data-start="100" data-end="236">Lavori sulla rete idrica fermano l’erogazione in 19 Comuni: scuole chiuse, disagi all’aeroporto e corsa alle scorte nei supermercati</strong></p>
<p data-start="238" data-end="500">Un blackout idrico in Abruzzo lascia senza acqua circa 250mila persone per due giorni. Dalle 6 di lunedì 13 aprile fino a martedì 14 aprile, l’erogazione è sospesa in 19 Comuni tra le province di Pescara, Chieti e Teramo per consentire lavori urgenti sulla rete.</p>
<p data-start="502" data-end="816">La misura riguarda anche i capoluoghi Pescara e Chieti e interessa una parte significativa della popolazione regionale. L’intervento, programmato dall’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), serve a potenziare la condotta principale denominata “Giardino”, considerata strategica per il sistema idrico locale.</p>
<h3 data-section-id="u4ah87" data-start="818" data-end="879">Blackout idrico Abruzzo: stop all’acqua e servizi ridotti</h3>
<p data-start="881" data-end="1156">Il blackout idrico Abruzzo ha già prodotto effetti evidenti sul territorio. Le amministrazioni locali hanno disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le strutture per l’infanzia e i campus universitari dell’Università “D’Annunzio” a Pescara e Chieti.</p>
<p data-start="1158" data-end="1426">Sospese anche diverse attività pubbliche: musei, mercati coperti, mercato ittico e impianti sportivi comunali. L’impatto si estende anche all’aeroporto di Pescara, dove sono stati installati servizi igienici temporanei per garantire le condizioni minime ai passeggeri.</p>
<p data-start="1428" data-end="1608">La Prefettura coordina la gestione dell’emergenza insieme ai Centri operativi comunali attivati per l’occasione. L’obiettivo è contenere i disagi e assicurare i servizi essenziali.</p>
<h3 data-section-id="y1ifp9" data-start="1610" data-end="1670">Emergenza acqua: autobotti e distribuzione straordinaria</h3>
<p data-start="1672" data-end="1876">Per affrontare l’interruzione, Aca ha predisposto un piano straordinario. Sono operative oltre 20 autobotti e sono state posizionate cisterne in punti strategici per consentire ai cittadini di rifornirsi.</p>
<p data-start="1878" data-end="2115">Particolare attenzione è riservata alle strutture sanitarie e socio-assistenziali, che continueranno a ricevere acqua senza interruzioni. Alcuni servizi territoriali, come ambulatori e consultori, subiranno invece limitazioni temporanee.</p>
<p data-start="2117" data-end="2334">Il ritorno alla normalità non sarà immediato. Anche dopo la riattivazione della rete, l’acqua non sarà subito potabile. Serviranno ulteriori controlli e il via libera della Asl, previsto indicativamente entro venerdì.</p>
<h3 data-section-id="o67zn7" data-start="2336" data-end="2388">Assalto ai supermercati e timori tra i cittadini</h3>
<p data-start="2390" data-end="2611">Nelle ore precedenti allo stop, soprattutto nell’area di Pescara, si è registrata una forte corsa agli acquisti. Supermercati e negozi sono stati presi d’assalto per fare scorte di acqua in bottiglia e acquistare taniche.</p>
<p data-start="2613" data-end="2826">In molti punti vendita si segnalano già carenze di prodotti, segno di una preoccupazione diffusa tra i cittadini. Il timore di restare senza risorse sufficienti ha spinto molte famiglie a organizzarsi in anticipo.</p>
<p data-start="2828" data-end="3088">L’episodio evidenzia la fragilità del sistema idrico in alcune aree e riporta al centro il tema degli investimenti nelle infrastrutture. I lavori in corso puntano proprio a migliorare l’efficienza della rete, ma nel breve periodo comportano inevitabili disagi.</p>
<p data-start="3090" data-end="3248">La situazione resta monitorata dalle autorità locali, mentre la popolazione si prepara a due giorni complessi, in attesa del ripristino completo del servizio.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2026/04/13/blackout-idrico-abruzzo-250mila-persone-senzacqua-per-due-giorni/">Blackout idrico Abruzzo, 250mila persone senz’acqua per due giorni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<title>Polvere del Sahara sull’Italia, lunedì 13 aprile il picco del pulviscolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 05:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Meteo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia si prepara a fare i conti con una nuova ondata di polvere del Sahara sull’Italia, attesa in modo più esteso tra domenica 12 e lunedì 13 aprile. Secondo le previsioni diffuse da Daniele Ingemi, meteorologo e redattore di Meteored Italia, saranno i forti venti di Scirocco a spingere verso la Penisola grandi quantità di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="303" data-end="773">L’Italia si prepara a fare i conti con una nuova ondata di <strong data-start="386" data-end="420">polvere del Sahara sull’Italia</strong>, attesa in modo più esteso tra domenica 12 e lunedì 13 aprile. Secondo le previsioni diffuse da Daniele Ingemi, meteorologo e redattore di Meteored Italia, saranno i forti venti di Scirocco a spingere verso la Penisola grandi quantità di pulviscolo desertico, con effetti visibili soprattutto sui cieli e, in alcuni casi, anche sulla qualità dell’aria.</p>
<p data-start="775" data-end="1157">Il cambiamento arriverà dopo alcuni giorni segnati da condizioni più stabili. Il cedimento dell’alta pressione aprirà infatti la strada a una depressione in risalita dal Nord Africa verso la Sardegna. Da qui prenderà forma il richiamo caldo e umido che trascinerà in quota le polveri sahariane, inizialmente verso Sardegna, Sicilia e Calabria, per poi allargarsi al resto del Paese.</p>
<p data-start="1159" data-end="1451">Tra domenica e lunedì i cieli potranno apparire velati, lattiginosi e meno limpidi del solito, soprattutto al Centro-Sud. Il fenomeno, però, secondo le indicazioni meteo, dovrebbe coinvolgere in seguito anche le regioni settentrionali, fino alla Pianura Padana e all’Appennino settentrionale.</p>
<h2 data-section-id="gcq8hy" data-start="1453" data-end="1501">Come arriva la polvere del Sahara sull’Italia</h2>
<p data-start="1503" data-end="1913">La presenza di sabbia e polveri in sospensione è legata a condizioni atmosferiche ben precise. Nei settori desertici, venti intensi possono sollevare grandi quantità di particelle dal suolo. Una volta spinte verso l’alto dalle correnti ascensionali, queste polveri entrano negli strati medi della troposfera e possono percorrere distanze molto lunghe, fino a raggiungere il Mediterraneo e l’Europa meridionale.</p>
<p data-start="1915" data-end="2220">In questo passaggio un ruolo importante è svolto anche dalla conformazione del Nord Africa, con i rilievi che favoriscono il sollevamento del pulviscolo. Il risultato, quando la massa d’aria raggiunge l’Italia, è un’atmosfera più torbida, con visibilità ridotta e una sensazione diffusa di cielo “sporco”.</p>
<p data-start="2222" data-end="2528">Non si tratta solo di un effetto visivo. Le particelle più fini possono creare disagio a chi soffre di problemi respiratori, irritando le mucose e peggiorando condizioni già presenti. L’attenzione resta quindi più alta per le persone fragili, in particolare nelle aree dove la concentrazione sarà maggiore.</p>
<h2 data-section-id="niui2b" data-start="2530" data-end="2585">Piogge e sabbia: dove si sporcheranno auto e balconi</h2>
<p data-start="2587" data-end="2973">Oltre al pulviscolo in sospensione, la prossima fase meteo porterà anche precipitazioni. Ed è proprio la pioggia a favorire uno degli effetti più noti di questi episodi: il deposito della sabbia al suolo. Quando le gocce intercettano le particelle presenti nell’aria, le trascinano verso terra lasciando macchie giallastre o marroni su automobili, terrazzi, infissi e superfici esterne.</p>
<p data-start="2975" data-end="3310">Le previsioni indicano per lunedì 13 aprile piogge soprattutto al Nord e lungo il versante tirrenico, con possibilità di deposizione più evidente proprio in queste zone. Martedì 14 aprile i fenomeni dovrebbero interessare in misura maggiore il Centro-Sud, la Sardegna e la Sicilia, dove gli accumuli potranno risultare più consistenti.</p>
<p data-start="3312" data-end="3555">Il fenomeno può incidere anche sulla visibilità e, in alcuni casi, rappresentare un elemento di attenzione per il traffico aereo. I cieli più carichi di caligine, infatti, riducono la trasparenza dell’atmosfera e rendono meno netta la visuale.</p>
<p data-start="3557" data-end="3991">Va detto, però, che la polvere sahariana non ha soltanto effetti negativi. Diversi studi hanno evidenziato che queste particelle trasportano elementi utili agli ecosistemi terrestri e marini. Il ferro contenuto nella polvere, per esempio, può favorire la crescita del fitoplancton. In altri contesti, come dimostrato da ricerche internazionali, il trasporto di polveri desertiche contribuisce anche ad arricchire i suoli di nutrienti.</p>
<p data-start="3993" data-end="4180">Per l’Italia, nell’immediato, l’aspetto più concreto sarà però quello visibile da tutti: aria più opaca, cieli velati e superfici da pulire dopo il passaggio della perturbazione africana.</p>
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		<title>Morti sul lavoro in Italia, calo a febbraio 2026: 102 vittime in due mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 05:09:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[dati febbraio 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le morti sul lavoro in Italia segnano una frenata nei primi due mesi del 2026. A fine febbraio le vittime complessive sono 102, contro le 138 registrate nello stesso periodo del 2025. Il calo è del 26,1% e conferma il dato positivo già emerso a gennaio, anche se con un’intensità più contenuta. I numeri arrivano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="288" data-end="606">Le morti sul lavoro in Italia segnano una frenata nei primi due mesi del 2026. A fine febbraio le vittime complessive sono 102, contro le 138 registrate nello stesso periodo del 2025. Il calo è del 26,1% e conferma il dato positivo già emerso a gennaio, anche se con un’intensità più contenuta.</p>
<p data-start="608" data-end="947">I numeri arrivano dall’ultima indagine dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega. Nel dettaglio, i decessi avvenuti in occasione di lavoro sono 72, mentre quelli in itinere, cioè nel tragitto tra casa e lavoro, sono 30. Rispetto a un anno fa, le vittime in occasione di lavoro diminuiscono di 29 unità, quelle in itinere di 7.</p>
<p data-start="949" data-end="1389">Il dato nazionale mostra quindi un arretramento della mortalità, ma non autorizza letture ottimistiche. Il bilancio resta pesante e conferma che il tema della sicurezza continua a riguardare l’intero Paese. A sottolinearlo è anche Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, che parla di un segnale raro negli ultimi anni: due mesi consecutivi di riduzione delle morti sul lavoro. Un’indicazione importante, ma ancora tutta da consolidare.</p>
<p data-start="1391" data-end="2001">Sul piano territoriale, il maggior numero di vittime complessive si concentra in Lombardia, Lazio, Campania, Toscana, Sicilia, Veneto e Piemonte. Guardando invece all’incidenza del rischio, cioè al rapporto tra decessi e occupati, sei regioni risultano in zona rossa: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. In zona gialla figurano Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia. Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche rientrano invece nella fascia bianca. Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta non registrano al momento vittime in occasione di lavoro.</p>
<p data-start="2003" data-end="2335">La Lombardia resta la regione con il numero più alto di decessi durante l’attività lavorativa: 13. Seguono Toscana con 9, Campania con 8, Piemonte e Lazio con 7, Sicilia e Veneto con 6. Emilia-Romagna e Liguria contano 4 vittime, la Puglia 3. Un decesso ciascuno, infine, in Molise, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche.</p>
<h2 data-section-id="tweu07" data-start="2337" data-end="2392">Morti sul lavoro in Italia: i lavoratori più esposti</h2>
<p data-start="2394" data-end="2762">L’analisi per età evidenzia che il rischio più alto riguarda gli over 65, con un’incidenza di 12,7 morti per milione di occupati. Subito dopo compaiono i lavoratori tra 15 e 24 anni, con un’incidenza di 5,7, e la fascia 55-64 anni con 4,6. In termini assoluti, però, il gruppo più colpito è proprio quello tra 55 e 64 anni, con 26 vittime su 72 in occasione di lavoro.</p>
<p data-start="2764" data-end="3034">Un altro elemento rilevante riguarda i lavoratori stranieri. Le vittime complessive sono 30 su 102: 21 in occasione di lavoro e 9 in itinere. L’incidenza di mortalità supera di oltre tre volte quella dei lavoratori italiani: 8,1 morti per milione di occupati contro 2,4.</p>
<p data-start="3036" data-end="3274">Tra le donne, invece, i dati mostrano una riduzione netta. Le lavoratrici decedute nel 2026 sono 8, sette in meno rispetto all’anno precedente. Di queste, 5 hanno perso la vita mentre stavano lavorando e 3 durante il tragitto casa-lavoro.</p>
<h2 data-section-id="1hkw7fp" data-start="3276" data-end="3326">I settori più colpiti e l’aumento delle denunce</h2>
<p data-start="3328" data-end="3597">I comparti in cui si concentra il maggior numero di infortuni mortali sono Trasporti e Magazzinaggio, Attività Manifatturiere e Costruzioni. Non è un caso che siano anche tra i settori con una maggiore esposizione al rischio operativo e con una forte presenza maschile.</p>
<p data-start="3599" data-end="3940">Sul fronte generale degli infortuni, però, le denunce non scendono. A fine febbraio 2026 sono 91.912, in lieve aumento rispetto alle 89.556 dello stesso periodo del 2025, con una crescita del 2,6%. Il numero più alto di denunce si registra nelle Attività Manifatturiere, seguite da Sanità, Costruzioni, Trasporto e Magazzinaggio e Commercio.</p>
<p data-start="3942" data-end="4100">Il giovedì è il giorno della settimana in cui si sono concentrati più infortuni mortali, con il 22,2% del totale. Seguono lunedì e venerdì, entrambi al 19,4%.</p>
<p data-start="4102" data-end="4408">Il quadro, in sintesi, restituisce due segnali opposti. Da una parte cala il numero delle vittime, dall’altra cresce leggermente il totale delle denunce di infortunio. È su questo equilibrio fragile che si misureranno i prossimi mesi: meno morti, sì, ma con un livello di attenzione che non può abbassarsi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/italia/2026/04/11/morti-sul-lavoro-in-italia-calo-a-febbraio-2026-102-vittime-in-due-mesi/">Morti sul lavoro in Italia, calo a febbraio 2026: 102 vittime in due mesi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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