Le famiglie dei ragazzi coinvolti nella tragedia dicono di non aver ricevuto aiuti. Gli organizzatori assicurano: “Versamenti regolari”.
Il concerto benefico per le famiglie colpite dalla tragedia di Crans-Montana era stato presentato come un gesto concreto di sostegno. A più di un mese dall’evento, però, sul denaro raccolto restano domande senza risposta.
La serata si è svolta il 22 aprile alla Salle Métropole di Losanna. In sala circa duemila persone, biglietti venduti a prezzi elevati e diversi artisti sul palco senza compenso. L’obiettivo dichiarato era raccogliere fondi da destinare, almeno in parte, ai familiari dei ragazzi coinvolti nel rogo di Crans-Montana.
Secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Tages Anzeiger, ripreso da Il Messaggero, l’incasso avrebbe superato i 150mila franchi svizzeri. Una somma importante, che però — secondo le famiglie — non sarebbe ancora arrivata ai destinatari.
Crans-Montana, le famiglie chiedono chiarezza
I parenti dei ragazzi sostengono di non aver ricevuto alcun contributo legato al concerto di Losanna. Il punto più delicato riguarda la destinazione effettiva dei fondi e i tempi dei trasferimenti.
Gli organizzatori respingono le accuse e affermano di aver effettuato i versamenti previsti. Resta però da chiarire il percorso del denaro: chi lo ha ricevuto, quando e con quali modalità sarà distribuito alle famiglie.
Alla serata erano presenti anche rappresentanti istituzionali e familiari delle vittime. Sul palco si sono esibiti, tra gli altri, Riccardo Cocciante, Gjon’s Tears, Julie Pietri e Jean-Baptiste Guégan. Gli artisti avrebbero partecipato gratuitamente proprio per contribuire alla raccolta fondi.
Dai biglietti ai beneficiari: il passaggio ancora poco chiaro
I biglietti costavano dai 90 ai 109 franchi. Il teatro risultava esaurito. Per questo la somma raccolta, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata consistente.
Il caso ora ruota attorno alla trasparenza. Le famiglie, già alle prese con spese e difficoltà legate alle conseguenze della tragedia, chiedono risposte precise. Gli organizzatori, dal canto loro, sostengono che la gestione sia stata corretta.
La vicenda resta aperta. Serviranno chiarimenti documentati per stabilire dove siano finiti i fondi e quando potranno arrivare a chi ne aveva bisogno.

