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giovedì, 18 Luglio 2024

Apple e la UE: una nuova indagine su App Store

La Commissione Europea ha lanciato una nuova indagine per verificare se le regole dell’App Store di Apple violano il Digital Markets Act (DMA). Secondo l’Unione Europea, queste regole limitano la libertà degli sviluppatori di app di indirizzare i consumatori verso canali alternativi per offerte e contenuti.

Apple potrebbe trovarsi in acque agitate con la Commissione Europea, ancora una volta. La Commissione ha espresso la sua opinione preliminare secondo cui le regole dell’App Store di Apple violano il Digital Markets Act. Questo regolamento UE è progettato per garantire un mercato digitale equo, impedendo ai giganti della tecnologia di imporre restrizioni che limitano la concorrenza.

In particolare, la Commissione Europea sostiene che Apple impedisce agli sviluppatori di app di indirizzare liberamente i consumatori verso canali alternativi per offerte e contenuti. In altre parole, se un’applicazione vuole informare i suoi utenti su offerte più convenienti o altri canali di distribuzione, trova ostacoli imposti da Apple.

Ma non è tutto. La Commissione ha anche avviato una nuova procedura di non conformità contro Apple. Questa volta, il punto focale è la Core Technology Fee, una nuova tariffa imposta da Apple agli sviluppatori di terze parti. La Commissione teme che questa tariffa non rispetti le regole del DMA.

Le attuali regole commerciali di Apple non permettono agli sviluppatori di comunicare liberamente con i propri clienti. Ad esempio, non possono fornire informazioni sui prezzi all’interno dell’app o promuovere offerte su canali di distribuzione alternativi. L’unica opzione concessa da Apple è il “link-out”, che consente agli sviluppatori di includere un collegamento che reindirizza i clienti a una pagina web esterna. Tuttavia, anche questa opzione è soggetta a restrizioni, rendendo difficile per gli sviluppatori promuovere le loro offerte.

Se la Commissione Europea confermerà le sue opinioni preliminari, Apple dovrà modificare le sue pratiche per conformarsi al DMA. Questo potrebbe significare l’eliminazione delle restrizioni attualmente imposte agli sviluppatori e una revisione delle commissioni addebitate per gli acquisti effettuati tramite l’App Store.

La decisione finale della Commissione arriverà entro 12 mesi dall’inizio dell’indagine, il 25 marzo 2024. Nel frattempo, Apple ha la possibilità di difendersi esaminando i documenti dell’indagine e rispondendo alle conclusioni preliminari della Commissione.

Apple non ha tardato a rispondere, affermando che le accuse della Commissione Europea sono infondate. L’azienda di Cupertino sostiene che le sue pratiche sono progettate per proteggere la privacy e la sicurezza degli utenti, non per limitare la concorrenza.

Questa nuova indagine della Commissione Europea potrebbe avere implicazioni significative per il futuro dell’App Store di Apple e per il modo in cui gli sviluppatori di app interagiscono con i consumatori. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.

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