Il governo britannico ha avviato un piano decennale per contrastare l’obesità, imponendo ai supermercati di ridurre l’apporto calorico medio dei prodotti venduti. L’obiettivo è eliminare almeno cento calorie dal carrello medio della spesa, incentivando la vendita di cibi sani attraverso sconti, promozioni e ricette modificate nei piatti pronti.
I grandi distributori dovranno rendicontare i risultati: chi non rispetta gli obiettivi fissati potrebbe incorrere in sanzioni. Non si tratta di vietare alimenti calorici, ma di spostare l’attenzione del consumatore verso scelte più salutari. Il provvedimento nasce dalla crescente pressione che l’obesità esercita sul servizio sanitario nazionale britannico, con costi che superano i 13 miliardi di euro l’anno.
La proposta ha diviso l’opinione pubblica e il mondo della distribuzione: se da un lato le principali catene come Tesco e Sainsbury’s hanno accolto positivamente l’iniziativa, altri denunciano un’ingerenza statale e timori per i margini economici già ridotti. Tuttavia, il 60% dei cittadini sostiene la misura, segno che il tema della salute alimentare è sempre più centrale nel dibattito pubblico.

