Morti sul lavoro, calo dell’8,6% ma la Puglia resta in zona rossa

Nel primo trimestre 2026 registrate 192 vittime in Italia. L’Osservatorio Vega segnala un rischio ancora alto per stranieri, over 65 e settori come costruzioni e trasporti.

Le morti sul lavoro in Italia calano nei primi tre mesi del 2026, ma il dato resta pesante. A fine marzo sono 192 le vittime registrate, contro le 210 dello stesso periodo del 2025: una diminuzione dell’8,6%.

Secondo l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, i decessi sono 137 in occasione di lavoro e 55 nel tragitto casa-lavoro. Il calo riguarda entrambe le categorie, ma non basta a parlare di inversione stabile.

Morti sul lavoro in Italia: i dati regionali

La Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime in occasione di lavoro, con 23 casi. Seguono Veneto con 16, Sicilia con 14, Toscana e Campania con 12, Lazio e Puglia con 11.

La Puglia compare anche tra le regioni in zona rossa, cioè quelle con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale, pari a 5,7 morti ogni milione di occupati. Nella stessa fascia rientrano Sicilia, Molise, Liguria, Veneto e Toscana.

In zona arancione ci sono Campania e Marche. Piemonte, Lombardia, Sardegna, Lazio ed Emilia-Romagna sono in zona gialla. Le altre regioni risultano in zona bianca.

Stranieri e over 65 più esposti al rischio

Il rapporto segnala un divario netto per i lavoratori stranieri. Le vittime straniere sono 53 su 192, di cui 40 in occasione di lavoro e 13 in itinere. L’incidenza è pari a 15,5 morti ogni milione di occupati, oltre il triplo rispetto ai lavoratori italiani, fermi a 4,5.

Per età, il rischio più alto riguarda gli over 65, con un’incidenza di 20,8. Seguono i lavoratori tra 55 e 64 anni, con 9,5. In termini assoluti, proprio la fascia 55-64 anni registra il numero maggiore di vittime in occasione di lavoro: 53 su 137.

Le donne decedute nel primo trimestre 2026 sono 19, sei in meno rispetto al 2025. Undici hanno perso la vita durante l’attività lavorativa e otto nel percorso casa-lavoro.

In aumento le denunce di infortunio

Mentre i decessi diminuiscono, aumentano le denunce di infortunio. A fine marzo 2026 sono 150.440, contro le 142.843 dell’anno precedente: +5,3%.

Il numero più alto riguarda le attività manifatturiere, con 15.521 denunce. Seguono sanità, costruzioni, trasporto e magazzinaggio, commercio.

I settori più colpiti dagli infortuni mortali restano costruzioni, trasporti e magazzinaggio, attività manifatturiere. Il giovedì risulta il giorno con più decessi, seguito da lunedì e venerdì.

Il calo delle vittime è un segnale da leggere con prudenza. La riduzione esiste, ma il quadro resta fragile, soprattutto nelle regioni con incidenza più alta e tra le categorie più esposte. Prevenzione, controlli e formazione restano i punti decisivi per rendere stabile la diminuzione degli incidenti mortali.

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