Il giovane è accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. I suoi difensori respingono le accuse e sostengono che non abbia commesso alcun reato.
MILANO, 27 ottobre 2026 – Youssef Siher, creatore dei canali social del “Movimento 17 ottobre”, ha deciso di non rispondere alle domande del giudice durante l’interrogatorio nel carcere di San Vittore, a Milano.
Il giovane è accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Si tratta di un’accusa grave, che i suoi avvocati respingono.
L’interrogatorio si è svolto davanti alla giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni. Siher ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, un diritto previsto dalla legge.
Gli avvocati: «Non ha commesso nessun reato»
Al termine dell’interrogatorio, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar hanno difeso il loro assistito, sostenendo che non ci siano elementi per accusarlo.
Secondo i legali, Siher non avrebbe mai invitato nessuno a compiere atti di violenza e non avrebbe avuto comportamenti legati al terrorismo.
«Lui non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato», hanno dichiarato i difensori.
Gli avvocati hanno spiegato di aver contestato le accuse anche dal punto di vista giuridico. A loro giudizio, non ci sarebbero motivi sufficienti per mantenerlo in carcere.
La difesa chiede che torni libero
I legali sostengono che non ci sia il pericolo che Siher possa fuggire. Contestano anche la presenza di gravi indizi di colpevolezza e la necessità di mantenerlo in carcere durante le indagini.
Secondo quanto riferito dagli avvocati, il giovane sta bene ed è tranquillo.
I difensori hanno inoltre espresso sorpresa per quanto accaduto, facendo riferimento anche all’attuale clima politico.
Per il momento, però, le loro dichiarazioni rappresentano la posizione della difesa. Sarà la magistratura a valutare le accuse e gli elementi raccolti durante le indagini.
Cosa succede adesso
La difesa chiede che Youssef Siher possa tornare in libertà. Resta da conoscere la decisione del giudice sulla sua situazione.
Al centro della vicenda ci sono anche i contenuti pubblicati sui canali social del Movimento 17 ottobre e la loro valutazione da parte degli investigatori.
Al momento, nelle informazioni disponibili, non sono riportati i messaggi specifici sui quali si basa l’accusa.
Un punto importante da chiarire sarà proprio questo: quali contenuti vengono contestati a Siher e perché gli investigatori ritengono che possano costituire un reato.
La responsabilità del giovane dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie. Fino a un’eventuale condanna definitiva, vale il principio della presunzione di innocenza.

