Domenico poteva avere un altro cuore: il caso della lista trapianti scuote il Monaldi

Il 2 febbraio sarebbe arrivata la disponibilità di un organo compatibile per il piccolo Domenico Caliendo. Nelle stesse ore, però, l’ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe chiesto la sospensione dalla lista dei trapiantabili. 

Il Monaldi di Napoli avrebbe escluso Domenico Caliendo dalla lista dei trapiantabili poche ore prima della disponibilità di un nuovo cuore.
Il bambino, già sottoposto a un trapianto poi compromesso, era ricoverato in condizioni gravissime e sostenuto dall’Ecmo.
La famiglia chiede ora risposte su quella che l’avvocato Francesco Petruzzi definisce una “strana trapiantabilità a intermittenza”.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero e ripreso da Tgcom24, il 2 febbraio il Centro Nazionale Trapianti avrebbe segnalato la disponibilità di un cuore potenzialmente compatibile per il piccolo Domenico. Una notizia che avrebbe potuto riaccendere la speranza della famiglia.

Nelle stesse ore, però, dall’ospedale napoletano sarebbe partita una comunicazione con la richiesta di sospensione temporanea dalla lista d’attesa per retrapianto cardiaco pediatrico.

La motivazione indicata dai medici riguardava il peggioramento delle condizioni cliniche del bambino. Nel testo della mail, firmata dalla cardiochirurga Gabriella Farina, si parlerebbe di un quadro di “multiorgan failure”, cioè di compromissione di più organi.

Per i sanitari, Domenico non sarebbe stato in grado di sostenere un nuovo intervento. Una valutazione clinica maturata dopo gli accertamenti svolti dalla stessa Farina e dal primario Guido Oppido, il cardiochirurgo che aveva eseguito il precedente trapianto.

Il punto che oggi solleva nuovi interrogativi riguarda quanto sarebbe avvenuto appena 48 ore dopo.

Il 4 febbraio, infatti, dal Monaldi sarebbe partita una nuova comunicazione indirizzata al Centro Regionale Trapianti della Campania con oggetto “Richiesta di reinserimento in lista”.

È su questo passaggio che si concentra l’attenzione della famiglia Caliendo e del suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi.

Lo scorso 2 febbraio da Bologna si era reso disponibile un cuore per Domenico che il giorno stesso, su istanza dei cardiochirurghi di Napoli, era stato cancellato dalla lista del Centro Regionale Trapianti salvo rientrarci, il 4 febbraio, quando l’organo era già stato consegnato a un altro ricevente”, ha ricostruito il legale.

Il cuore, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato poi impiantato in un altro bambino di due anni a Bergamo.

Per la famiglia resta una domanda centrale: perché Domenico sarebbe stato ritenuto non trapiantabile il 2 febbraio e poi nuovamente reinseribile in lista il 4 febbraio?

Petruzzi parla di una “coincidenza inquietante e meritevole di approfondimenti”. La documentazione acquisita nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, che vede indagati sette medici del Monaldi, potrebbe ora diventare decisiva per chiarire la sequenza degli eventi.

Gabriella Farina e Guido Oppido hanno sempre sostenuto di aver operato nel rispetto delle procedure e sulla base di valutazioni scientifiche e cliniche.

La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, chiede invece verità: “Stanno venendo fuori altre circostanze che mi sono state tenute nascoste. Voglio giustizia per mio figlio”.

La vicenda resta ora al centro degli accertamenti giudiziari. Solo l’esame completo degli atti potrà stabilire se la sospensione dalla lista, il successivo reinserimento e la perdita dell’occasione di un nuovo cuore siano stati passaggi clinicamente giustificati o se vi siano responsabilità da accertare.

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