Garlasco, nuova accusa a Sempio: “Chiara uccisa dopo un rifiuto”

La Procura di Pavia contesta l’omicidio volontario e indica un movente sessuale. La difesa respinge la ricostruzione: “Non la frequentava”.

Il caso Garlasco torna al centro della cronaca giudiziaria con una nuova contestazione nei confronti di Andrea Sempio. La Procura di Pavia gli ha notificato un invito a comparire per il 6 maggio, modificando l’accusa: non più omicidio in concorso, ma omicidio volontario.

Secondo i magistrati, Chiara Poggi sarebbe stata uccisa il 13 agosto 2007 dopo aver respinto un approccio sessuale. Nella nuova impostazione accusatoria, il movente sarebbe legato all’odio maturato dopo quel rifiuto. A Sempio vengono contestate anche aggravanti pesanti, tra cui i motivi abietti e la crudeltà.

Caso Garlasco, la ricostruzione dei pm

Gli inquirenti descrivono un’aggressione violenta, iniziata dopo una colluttazione. L’arma non viene indicata in modo specifico: si parla di un corpo contundente. I colpi sarebbero stati inferti più volte, prima al volto e alla testa, poi anche quando la vittima era ormai a terra.

Secondo la ricostruzione della Procura, Chiara sarebbe stata trascinata verso la zona della cantina. Avrebbe tentato di reagire, ma sarebbe stata nuovamente colpita fino a perdere i sensi. Gli ultimi colpi, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati quelli mortali.

Nel nuovo capo di imputazione viene meno il riferimento al concorso con Alberto Stasi o con persone ignote. Stasi, ex fidanzato della vittima, è stato condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio. La nuova inchiesta, però, potrebbe avere riflessi anche sul tema della revisione del processo.

La difesa di Andrea Sempio respinge il movente

Andrea Sempio, tramite i suoi legali, respinge la lettura della Procura. L’avvocata Angela Taccia ha riferito che il suo assistito non comprende l’ipotesi del movente sessuale, sostenendo di non avere rapporti sociali con Chiara Poggi e di non frequentarla.

La posizione difensiva punta quindi a contestare il presupposto indicato dagli inquirenti. Il passaggio davanti ai magistrati del 6 maggio sarà uno snodo rilevante per capire se Sempio risponderà alle domande o sceglierà un’altra linea processuale.

Resta fermo un punto: si tratta di una nuova accusa, non di una sentenza. La Procura ritiene di aver ricostruito un quadro diverso rispetto a quello consolidato nei processi precedenti. La difesa, invece, nega il movente e respinge il coinvolgimento di Sempio. La vicenda giudiziaria resta aperta.

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