Il presidente Usa parla dopo la sparatoria alla cena dei corrispondenti a Washington. L’aggressore, Cole Tomas Allen, è stato arrestato.
La sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca continua a pesare sul clima politico americano. Donald Trump, intervistato da “60 Minutes” sulla Cbs, ha detto di non aver avuto paura durante l’attacco avvenuto al Washington Hilton, pur riconoscendo la gravità di quanto accaduto.
Il presidente ha spiegato di aver vissuto quei momenti con freddezza, mentre gli agenti del Secret Service ordinavano ai presenti di mettersi a terra e portavano via lui e Melania Trump. La First Lady, che il 26 aprile ha compiuto 56 anni, è apparsa visibilmente preoccupata nelle immagini diffuse dopo l’attacco.
Secondo Trump, Melania avrebbe compreso subito la serietà della situazione. Il presidente l’ha descritta come una donna lucida e controllata, evitando però di definirla “spaventata”. La Casa Bianca, nelle stesse ore, ha pubblicato sui propri canali ufficiali un messaggio di auguri per il compleanno della First Lady.
Sparatoria alla cena dei corrispondenti, arrestato Cole Tomas Allen
Il presunto aggressore è Cole Tomas Allen, 31 anni, originario di Torrance, in California. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato armato e avrebbe avuto con sé scritti dal contenuto politico e accusatorio. Le autorità federali stanno lavorando sul movente e sulle eventuali connessioni con ambienti radicalizzati.
Trump ha sostenuto che Allen fosse “una persona molto disturbata” e che, dopo un percorso di radicalizzazione, avrebbe assunto posizioni anti-cristiane. Il presidente ha anche collegato l’aggressore alla protesta “No Kings” in California, precisando però: “Io non sono un re”.
Durante l’intervista, Trump ha anche ironizzato sulla rapidità con cui l’uomo si sarebbe mosso davanti agli agenti, dicendo che la Nfl avrebbe potuto ingaggiarlo. Una battuta che non cancella la portata dell’episodio: un agente del Secret Service è rimasto ferito, mentre il dispositivo di sicurezza dell’evento è ora sotto esame.
Lo scontro con la giornalista della Cbs
Il passaggio più teso dell’intervista è arrivato quando la giornalista della Cbs ha letto un brano attribuito al manifesto dell’aggressore, nel quale comparivano accuse pesantissime rivolte a Trump. Il presidente ha reagito con durezza, respingendo le parole lette in studio e accusando l’intervistatrice di aver dato spazio a contenuti offensivi.
“Dovresti vergognarti”, ha detto Trump, trasformando l’intervista in un nuovo scontro con i media americani. Il rapporto tra il presidente e la stampa resta uno dei punti più delicati della politica Usa, soprattutto dopo un attacco avvenuto proprio durante un evento simbolico per il giornalismo di Washington.
L’inchiesta dovrà chiarire la preparazione dell’attacco, il profilo dell’arrestato e le eventuali falle nella sicurezza. Intanto la Casa Bianca prova a mostrare controllo, mentre la vicenda riapre il dibattito sulla protezione dei leader politici e sul livello di tensione nel Paese.

