L’inchiesta sulla tragedia del locale Constellation sale a tredici indagati. Coinvolti politici e funzionari, interrogatori da maggio a giugno.
Si allarga l’inchiesta sul rogo di Capodanno a Crans-Montana, costato la vita a 41 persone e con oltre cento feriti. La procura del Cantone Vallese ha iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone, tutte legate all’amministrazione pubblica. Un passaggio che segna un ulteriore aggravamento della posizione del Comune.
Tra i nuovi indagati figurano tre esponenti politici: Patrick Clivaz, attuale consigliere comunale con delega alla sicurezza, Jean-Claude Savoy, ex sindaco, e Jérémie Rey, già responsabile della sicurezza delle costruzioni nel Comune di Chermignon prima della fusione con Crans-Montana nel 2017. A loro si aggiunge Benjamin Charpiot, vice responsabile della sicurezza della località.
Con questi nuovi nomi, il totale degli indagati sale a tredici. Undici sono politici o funzionari comunali. Restano coinvolti anche Jacques e Jessica Moretti, proprietari del disco bar Constellation, dove nella notte di Capodanno si è sviluppato l’incendio.
Rogo di Capodanno a Crans-Montana: interrogatori già fissati
Le nuove persone coinvolte saranno ascoltate dagli inquirenti e dagli avvocati delle parti civili in una serie di interrogatori programmati tra l’11 maggio e il 3 giugno. Si tratta di una fase chiave per chiarire responsabilità e verificare eventuali omissioni nei controlli e nelle procedure di sicurezza.
Parallelamente, la procura ha riconvocato Jacques Moretti per il 5 giugno. L’imprenditore aveva già ottenuto a fine marzo un rinvio dell’interrogatorio presentando un certificato medico legato a una diagnosi di disturbo post-traumatico.
L’attenzione degli investigatori resta concentrata soprattutto sui controlli preventivi e sulla gestione della sicurezza nel locale. Negli ultimi mesi sono emerse criticità legate alla carenza di personale e a possibili lacune nelle verifiche.
Il ruolo del Comune sotto esame
L’inchiesta si concentra sempre più sull’operato degli uffici comunali. La presenza tra gli indagati di numerosi amministratori e tecnici rafforza l’ipotesi che eventuali responsabilità non siano limitate alla gestione privata del locale.
In precedenza, alcuni rappresentanti istituzionali avevano dichiarato di non essere a conoscenza di problemi nei controlli. Altri funzionari avevano invece parlato di risorse insufficienti per garantire verifiche adeguate. Dichiarazioni che ora saranno oggetto di approfondimento da parte della magistratura.
Nel frattempo, il Ministero pubblico del Vallese ha respinto per la seconda volta la richiesta, avanzata da una parte civile, di nominare procuratori straordinari. La procura ha ribadito di disporre degli strumenti necessari per portare avanti l’indagine nel rispetto dei principi di indipendenza e rapidità.
L’indagine sul rogo di Capodanno a Crans-Montana entra quindi in una fase delicata. Gli interrogatori delle prossime settimane potrebbero chiarire il quadro delle responsabilità e segnare un passaggio decisivo verso eventuali rinvii a giudizio.

