Uno studio pubblicato su Nature Medicine indica Akkermansia muciniphila come possibile alleato nel mantenimento del peso perso dopo la dieta.
La lotta all’effetto yo-yo dopo la dieta potrebbe passare anche dall’intestino. Una ricerca internazionale pubblicata su Nature Medicine ha individuato in Akkermansia muciniphila, un batterio già presente nel microbioma umano, un possibile aiuto per limitare il recupero dei chili persi dopo un percorso dimagrante.
Il dato è rilevante perché, per molte persone con sovrappeso o obesità, il problema principale non è solo perdere peso, ma riuscire a mantenerlo nel tempo. Dopo una dieta ipocalorica, infatti, il corpo tende spesso a recuperare parte dei chili eliminati, rendendo difficile consolidare i risultati raggiunti.
Akkermansia muciniphila e effetto yo-yo dopo la dieta
Lo studio è stato condotto dall’Ospedale Universitario di Maastricht, nei Paesi Bassi, sotto il coordinamento della ricercatrice Ellen Blaak. Al centro dell’indagine c’è Akkermansia muciniphila, un microrganismo intestinale che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione della ricerca per il suo possibile ruolo nel metabolismo.
Questo batterio è presente naturalmente nella flora intestinale, ma secondo gli studi citati dai ricercatori tende a essere meno abbondante nelle persone con obesità. In precedenza era già stato osservato un possibile collegamento con una migliore regolazione del peso corporeo e con alcuni parametri legati al diabete di tipo 2.
La nuova ricerca ha coinvolto 90 adulti in sovrappeso o obesi, con un’età media di circa 52 anni. Tutti hanno seguito una dieta ipocalorica per otto settimane, ottenendo una riduzione del peso. Successivamente è iniziata una fase di mantenimento durata 24 settimane, durante la quale i partecipanti hanno continuato a seguire indicazioni alimentari sane.
In questa seconda fase, metà del gruppo ha assunto ogni giorno un integratore contenente Akkermansia muciniphila pastorizzato. L’altra metà ha ricevuto un placebo.
Meno peso recuperato e segnali positivi sulla glicemia
I risultati hanno mostrato una differenza netta tra i due gruppi. I partecipanti che hanno assunto il batterio hanno recuperato il 13,6% del peso perso durante la dieta. Nel gruppo placebo, invece, il peso recuperato è stato pari al 32,9%.
La differenza suggerisce un possibile effetto dell’integrazione nel contenere il recupero ponderale, uno dei principali ostacoli nei percorsi di dimagrimento a lungo termine.
Non è emerso solo un dato sul peso. Lo studio ha rilevato anche una migliore sensibilità all’insulina nei soggetti che avevano assunto Akkermansia. Si tratta di un parametro importante perché aiuta l’organismo a utilizzare in modo più efficace il glucosio presente nel sangue. Una sensibilità insulinica ridotta è spesso associata a squilibri metabolici e può rappresentare un fattore di rischio nelle persone con obesità.
Una prospettiva da confermare
La scoperta apre una strada interessante, ma non consente ancora conclusioni definitive. Il numero dei partecipanti è limitato e la durata dell’osservazione non permette di stabilire con certezza gli effetti nel lungo periodo.
Gli stessi autori indicano la necessità di ulteriori studi, più ampi e prolungati, per capire se Akkermansia muciniphila possa diventare parte di strategie cliniche strutturate contro il recupero del peso dopo la dieta.
Per ora il messaggio resta prudente: il batterio non sostituisce alimentazione corretta, attività fisica e controllo medico, ma potrebbe diventare un supporto utile nella gestione dell’obesità e del mantenimento del peso.

