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	<title>stati uniti &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Dalla Fifa all’Onu, Trump pensa a Infantino per il dopo Guterres</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 09:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Donald Trump pensa a Gianni Infantino per la guida dell’Onu Donald Trump punta su Gianni Infantino per il futuro delle Nazioni Unite. Secondo un’indiscrezione del New York Post, il presidente statunitense starebbe valutando di sostenere il presidente della Fifa nella corsa alla carica di segretario generale dell’Onu. Al momento non esiste una candidatura ufficiale di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 data-section-id="dgto1s" data-start="946" data-end="1007">Donald Trump pensa a Gianni Infantino per la guida dell’Onu</h1>
<p data-start="1009" data-end="1309">Donald Trump punta su Gianni Infantino per il futuro delle Nazioni Unite. Secondo un’indiscrezione del <strong data-start="1112" data-end="1129">New York Post</strong>, il presidente statunitense starebbe valutando di sostenere il presidente della Fifa nella corsa alla carica di segretario generale dell’Onu.</p>
<p data-start="1311" data-end="1527">Al momento non esiste una candidatura ufficiale di Infantino. Non risulta neppure che il dirigente sportivo svizzero abbia manifestato pubblicamente la volontà di lasciare la Fifa per trasferirsi al Palazzo di Vetro.</p>
<p data-start="1529" data-end="1628">L’ipotesi rappresenta quindi una proposta politica attribuita a Trump e non una nomina già avviata.</p>
<h2 data-section-id="1v2rnl5" data-start="1630" data-end="1672">Perché Trump vorrebbe Infantino all’Onu</h2>
<p data-start="1674" data-end="1882">Trump considererebbe Gianni Infantino una personalità conosciuta e rispettata a livello internazionale, dotata di una particolare capacità di mettere in relazione persone, governi e organizzazioni differenti.</p>
<p data-start="1884" data-end="2161">Una fonte citata dal quotidiano statunitense sostiene che il presidente Usa ritenga Infantino capace di «unire le persone», anche grazie all’esperienza maturata alla guida della Fifa, organizzazione che comprende 211 federazioni nazionali.</p>
<p data-start="2163" data-end="2433">Il rapporto tra i due si è rafforzato durante l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2026, disputati negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. La collaborazione istituzionale ha lasciato spazio anche a una vicinanza personale che ha attirato attenzione e critiche.</p>
<p data-start="2435" data-end="2592">Secondo il New York Post, Trump giudicherebbe Infantino una possibile alternativa ai candidati già entrati ufficialmente nella selezione delle Nazioni Unite.</p>
<h2 data-section-id="ov2r0z" data-start="2594" data-end="2655">Trump non può nominare direttamente il segretario generale</h2>
<p data-start="2657" data-end="2738">Il presidente degli Stati Uniti non può decidere autonomamente chi guiderà l’Onu.</p>
<p data-start="2740" data-end="2951">L’articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce che il segretario generale venga <strong data-start="2830" data-end="2912">nominato dall’Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza</strong>.</p>
<p data-start="2953" data-end="3124">Gli Stati Uniti possono quindi proporre o sostenere un candidato, ma per portarlo alla guida dell’organizzazione devono ottenere un accordo internazionale molto più ampio.</p>
<p data-start="3126" data-end="3322">Il passaggio decisivo avviene nel Consiglio di Sicurezza, dove siedono come membri permanenti Stati Uniti, Cina, Russia, Francia e Regno Unito. Ognuno dei cinque Paesi dispone del diritto di veto.</p>
<p data-start="3324" data-end="3467">Trump dovrebbe pertanto convincere anche Cina e Russia, oltre agli alleati occidentali, a non ostacolare un’eventuale candidatura di Infantino.</p>
<h2 data-section-id="ayi4d8" data-start="3469" data-end="3521">Chi sono i candidati alla successione di Guterres</h2>
<p data-start="3523" data-end="3690">La procedura per scegliere il prossimo segretario generale è già in corso. Tra i candidati che hanno partecipato ai confronti organizzati dalle Nazioni Unite figurano:</p>
<ul data-start="3692" data-end="4110">
<li data-section-id="1j14h7n" data-start="3692" data-end="3737">Michelle Bachelet, già presidente del Cile;</li>
<li data-section-id="jztvi4" data-start="3738" data-end="3832">Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica;</li>
<li data-section-id="1r6yyeg" data-start="3833" data-end="3884">Rebeca Grynspan, segretaria generale dell’Unctad;</li>
<li data-section-id="1wbzwkn" data-start="3885" data-end="3926">Macky Sall, già presidente del Senegal;</li>
<li data-section-id="mdb7x" data-start="3927" data-end="4002">María Fernanda Espinosa, già presidente dell’Assemblea generale dell’Onu;</li>
<li data-section-id="goxtvw" data-start="4003" data-end="4110">Carolyn Rodrigues-Birkett, diplomatica ed ex ministra della Guyana.</li>
</ul>
<p data-start="4112" data-end="4218">La corsa non è quindi limitata a Grossi e Bachelet, come riportato in alcune ricostruzioni giornalistiche.</p>
<p data-start="4220" data-end="4358">Gianni Infantino, invece, non compare attualmente nell’elenco ufficiale dei candidati sottoposti ai dialoghi pubblici delle Nazioni Unite.</p>
<h2 data-section-id="1s70u6j" data-start="4360" data-end="4402">L’ostacolo della provenienza geografica</h2>
<p data-start="4404" data-end="4490">Una candidatura di Infantino incontrerebbe anche un problema di equilibrio geografico.</p>
<p data-start="4492" data-end="4723">Nella scelta del segretario generale non esiste una regola giuridica che imponga una rigida rotazione tra i continenti. Nel tempo, però, si è consolidata una prassi politica che favorisce l’alternanza tra le diverse aree del mondo.</p>
<p data-start="4725" data-end="4898">Dopo il portoghese António Guterres, diversi Paesi sostengono che la guida dell’organizzazione debba passare a una personalità proveniente dall’America Latina o dai Caraibi.</p>
<p data-start="4900" data-end="5146">Infantino è cittadino svizzero e appartiene quindi allo stesso gruppo geografico occidentale dell’attuale segretario generale. La sua eventuale scelta potrebbe essere interpretata come un secondo mandato consecutivo affidato a una figura europea.</p>
<p data-start="5148" data-end="5281">Non sarebbe un fatto vietato dalla Carta dell’Onu, ma avrebbe bisogno di un’intesa politica particolarmente difficile da raggiungere.</p>
<h2 data-section-id="14oi3we" data-start="5283" data-end="5335">Il mandato di António Guterres termina a dicembre</h2>
<p data-start="5337" data-end="5530">António Guterres concluderà il suo secondo mandato il <strong data-start="5391" data-end="5411">31 dicembre 2026</strong>. Il nuovo segretario generale dovrebbe entrare in carica il <strong data-start="5472" data-end="5491">1° gennaio 2027</strong>.</p>
<p data-start="5532" data-end="5848">Il processo di selezione è entrato nella fase decisiva. I candidati hanno già partecipato a dialoghi pubblici durante i quali hanno illustrato la propria visione sul futuro delle Nazioni Unite, sulle guerre, sui diritti umani, sullo sviluppo e sulla riforma dell’organizzazione.</p>
<p data-start="5850" data-end="5966">La decisione finale dipenderà soprattutto dagli equilibri tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.</p>
<h2 data-section-id="so50uo" data-start="5968" data-end="6008">Infantino resta alla guida della Fifa</h2>
<p data-start="6010" data-end="6293">Gianni Infantino, 56 anni, guida la Fifa dal febbraio 2016. La possibilità di un suo passaggio all’Onu appare per ora incerta anche perché il dirigente ha costruito il proprio percorso professionale nel mondo del calcio e non ha confermato alcun interesse per l’incarico diplomatico.</p>
<p data-start="6295" data-end="6571">Il New York Post sottolinea inoltre la notevole differenza economica tra i due ruoli: la guida della Fifa garantirebbe a Infantino un trattamento molto più elevato rispetto a quello previsto per il segretario generale delle Nazioni Unite.</p>
<p data-start="6573" data-end="6802">L’indiscrezione resta comunque politicamente rilevante. Dimostra la fiducia di Trump nel presidente della Fifa e apre un dibattito sul possibile ingresso di una figura proveniente dallo sport ai vertici della diplomazia mondiale.</p>
<p data-start="6804" data-end="7017">Per trasformare il progetto in una candidatura reale servirebbero però la disponibilità di Infantino, la presentazione ufficiale da parte di uno Stato e, soprattutto, un accordo tra le principali potenze mondiali.</p>
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		<title>Multata perché guidava col telefono nella mano che non ha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:46:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Palm Beach una donna con disabilità congenita è stata sanzionata dopo un controllo stradale. Il video della bodycam ha fatto il giro dei social e la multa è stata poi ritirata. A Palm Beach, in Florida, un controllo contro l’uso del cellulare alla guida si è trasformato in un caso virale. Kathleen Thomas, 36 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><strong>A Palm Beach una donna con disabilità congenita è stata sanzionata dopo un controllo stradale. Il video della bodycam ha fatto il giro dei social e la multa è stata poi ritirata.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">A Palm Beach, in Florida, un controllo contro l’uso del cellulare alla guida si è trasformato in un caso virale. Kathleen Thomas, 36 anni, influencer e atleta americana, è stata fermata da un agente con l’accusa di aver usato lo smartphone mentre era al volante. Il dettaglio contestato, però, ha reso la vicenda paradossale: secondo il verbale, la donna avrebbe tenuto il telefono con la mano destra. Kathleen non ha il braccio destro.</p>
<p class="isSelectedEnd">La donna è nata con una disabilità congenita e il braccio destro le manca sopra il gomito. Nonostante lo abbia mostrato subito all’agente, la contestazione è andata avanti. La scena è stata ripresa dalla bodycam del vice sceriffo della contea di Palm Beach e poi diffusa sui social dalla stessa Thomas.</p>
<h2>Multata perché guidava col telefono nella mano che non ha: il video</h2>
<p class="isSelectedEnd">Nel filmato si vede la donna reagire con incredulità alla spiegazione dell’agente. Kathleen prova a chiarire l’equivoco, mostra il braccio e ironizza sull’impossibilità materiale di quanto le viene contestato. Il poliziotto, però, non cambia posizione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Durante il confronto, l’agente arriva anche a chiederle di giurare di non aver usato il cellulare. Un passaggio che ha contribuito alla diffusione del video, commentato da migliaia di utenti come una situazione assurda.</p>
<p class="isSelectedEnd">Alla fine del controllo, la multa viene comunque emessa: 116 dollari. Kathleen decide di non pagarla e di contestarla davanti al giudice.</p>
<h2>L’auto adattata e il ricorso</h2>
<p class="isSelectedEnd">Dopo la diffusione del video, molti utenti si sono chiesti come Kathleen possa guidare con un solo arto superiore. La risposta è nei dispositivi adattivi installati sulla sua auto: cambio automatico, pomello al volante e comandi gestibili in modo wireless o vocale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Si tratta di soluzioni usate da persone con disabilità motorie e, quando omologate, pienamente legali. Secondo la ricostruzione della donna, l’agente avrebbe scambiato uno di questi sistemi per un telefono.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il caso è cresciuto rapidamente online, con milioni di visualizzazioni tra TikTok e Instagram. La pressione pubblica ha portato a un passo indietro. Lo stesso agente ha chiesto il ritiro della sanzione e la multa è stata archiviata per mancanza di prove.</p>
<p class="isSelectedEnd">Kathleen ha commentato la decisione con tono ironico, sottolineando che l’assenza di prove era evidente fin dall’inizio. La vicenda lascia aperta una questione più ampia: nei controlli stradali che coinvolgono persone con disabilità, la conoscenza dei dispositivi adattivi può evitare errori, tensioni e sanzioni ingiuste.</p>
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		<title>Accordo Trump-Irs, stop alle verifiche fiscali sulla famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:34:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dipartimento di Giustizia ha ampliato l’intesa sul ritiro della causa da 10 miliardi contro il fisco Usa. Critiche sul fondo da 1,776 miliardi. L’accordo Trump IRS chiude la causa da 10 miliardi di dollari contro il fisco americano, ma apre un nuovo fronte politico e giudiziario. Secondo quanto emerso, il Dipartimento di Giustizia ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="107" data-end="271"><strong>Il Dipartimento di Giustizia ha ampliato l’intesa sul ritiro della causa da 10 miliardi contro il fisco Usa. Critiche sul fondo da 1,776 miliardi.</strong></p>
<p data-start="296" data-end="754">L’<strong data-start="298" data-end="319">accordo Trump IRS</strong> chiude la causa da 10 miliardi di dollari contro il fisco americano, ma apre un nuovo fronte politico e giudiziario. Secondo quanto emerso, il Dipartimento di Giustizia ha inserito nell’intesa una clausola che blocca in modo permanente eventuali pretese fiscali dell’Internal Revenue Service nei confronti di Donald Trump, della sua famiglia e delle sue attività per fatti precedenti all’accordo.</p>
<h2 data-section-id="18osb5u" data-start="756" data-end="799">Accordo Trump IRS, cosa prevede l’intesa</h2>
<p data-start="801" data-end="1129">Il caso nasce dalla causa avviata da Trump contro Irs e Tesoro per la diffusione dei suoi dati fiscali. Con il patteggiamento, il presidente ritira l’azione legale e ottiene una scusa formale, senza risarcimento diretto. Il punto più discusso riguarda però la protezione dalle future rivendicazioni fiscali collegate al passato.</p>
<p data-start="1131" data-end="1424">Nell’intesa rientra anche la creazione di un fondo da 1,776 miliardi di dollari, denominato “Anti-Weaponization Fund”, destinato a risarcire persone che dichiarano di essere state colpite da un uso politico della giustizia durante l’amministrazione Biden.</p>
<h2 data-section-id="128lqsw" data-start="1426" data-end="1468">Le critiche sul fondo da 1,776 miliardi</h2>
<p data-start="1470" data-end="1755">La misura ha sollevato forti contestazioni. Due agenti che difesero il Campidoglio il 6 gennaio 2021 hanno presentato un ricorso federale per bloccare i pagamenti, temendo che possano beneficiarne anche persone coinvolte nell’assalto al Congresso.</p>
<p data-start="1757" data-end="2099">Le perplessità non arrivano solo dai democratici. Anche alcuni repubblicani guardano con cautela a un meccanismo che potrebbe utilizzare denaro pubblico per compensare alleati politici del presidente. Il fondo sarà gestito da una commissione nominata nell’ambito del Dipartimento di Giustizia, altro elemento finito al centro delle polemiche.</p>
<p data-start="2101" data-end="2454">La Casa Bianca e il Dipartimento di Giustizia difendono l’operazione come una risposta a presunti abusi del passato. I critici, invece, parlano di un precedente delicato: un presidente in carica che chiude una causa contro agenzie federali da lui stesso guidate e ottiene, nello stesso accordo, garanzie fiscali per sé e per il proprio gruppo familiare.</p>
<p data-start="2456" data-end="2700">Il caso è destinato a restare aperto sul piano politico. La questione non riguarda soltanto il rapporto tra Trump e il fisco, ma anche i limiti dell’azione del governo quando l’interesse pubblico si incrocia con quello personale del presidente.</p>
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		<title>Spari vicino alla Casa Bianca, sospetto ferito dal Secret Service</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lockdown temporaneo della residenza presidenziale durante un evento con Donald Trump. Ferito anche un giovane passante, non in pericolo di vita. Un uomo armato è stato ferito dagli agenti del Secret Service dopo aver aperto il fuoco nei pressi della Casa Bianca. La sparatoria è avvenuta lunedì 4 maggio 2026 nell’area del National Mall, vicino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="105" data-end="253"><strong data-start="105" data-end="253">Lockdown temporaneo della residenza presidenziale durante un evento con Donald Trump. Ferito anche un giovane passante, non in pericolo di vita.</strong></p>
<p data-start="255" data-end="653">Un uomo armato è stato ferito dagli agenti del Secret Service dopo aver aperto il fuoco nei pressi della Casa Bianca. La sparatoria è avvenuta lunedì 4 maggio 2026 nell’area del National Mall, vicino al Washington Monument, tra 15th Street SW e Independence Avenue SW. Durante l’intervento è rimasto ferito anche un giovane passante, colpito in modo non grave.</p>
<p data-start="655" data-end="1134">Secondo le prime ricostruzioni diffuse dalle autorità statunitensi, alcuni agenti in borghese avrebbero notato un individuo sospetto, apparentemente armato. Quando gli agenti in uniforme sono intervenuti, l’uomo avrebbe tentato la fuga e poi sparato contro le forze dell’ordine. A quel punto gli agenti hanno risposto al fuoco, colpendolo. Il sospetto è stato trasportato in ospedale; le sue condizioni non sono state chiarite ufficialmente.</p>
<h2 data-section-id="1k7uzo6" data-start="1136" data-end="1196"><span role="text"><strong data-start="1139" data-end="1196">Spari vicino alla Casa Bianca, lockdown per sicurezza</strong></span></h2>
<p data-start="1198" data-end="1609">La Casa Bianca è stata posta per breve tempo in lockdown. All’interno della residenza presidenziale era in corso un evento con il presidente Donald Trump dedicato alle piccole imprese. I giornalisti presenti nell’area esterna sono stati fatti rientrare nella sala stampa per ragioni di sicurezza. L’evento, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe stato interrotto.</p>
<p data-start="1611" data-end="1900">Le autorità hanno invitato cittadini e turisti a evitare la zona per consentire l’intervento delle squadre di emergenza e gli accertamenti della polizia. L’area del Washington Monument, molto frequentata, si trova a sud della Casa Bianca e a una certa distanza dal complesso presidenziale.</p>
<h2 data-section-id="13cxaay" data-start="1902" data-end="1929"><span role="text"><strong data-start="1905" data-end="1929">Indagini sul movente</strong></span></h2>
<p data-start="1931" data-end="2320">Al momento non è stato confermato alcun collegamento diretto tra la sparatoria, la Casa Bianca o il presidente Trump. Gli investigatori stanno verificando la dinamica e il possibile movente. La polizia di Washington e il Secret Service stanno lavorando insieme per ricostruire i movimenti del sospetto e chiarire se l’uomo avesse un obiettivo preciso.</p>
<p data-start="2322" data-end="2615">L’episodio arriva in un momento di forte attenzione sulla sicurezza presidenziale. Poco più di una settimana prima, un uomo armato era stato fermato durante la cena della White House Correspondents’ Association. Anche per questo, le misure attorno alla residenza presidenziale restano elevate.</p>
<p data-start="2617" data-end="2754">La situazione è poi rientrata, ma l’area è rimasta sotto controllo per gli accertamenti. Nessun agente del Secret Service risulta ferito.</p>
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		<title>Trump dopo l’attacco: “Non ho avuto paura”. Poi lo scontro con la Cbs</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:25:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente Usa parla dopo la sparatoria alla cena dei corrispondenti a Washington. L’aggressore, Cole Tomas Allen, è stato arrestato. La sparatoria alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca continua a pesare sul clima politico americano. Donald Trump, intervistato da “60 Minutes” sulla Cbs, ha detto di non aver avuto paura durante l’attacco avvenuto al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2026/04/27/trump-dopo-lattacco-non-ho-avuto-paura-poi-lo-scontro-con-la-cbs/">Trump dopo l’attacco: “Non ho avuto paura”. Poi lo scontro con la Cbs</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="105" data-end="245"><strong data-start="105" data-end="245">Il presidente Usa parla dopo la sparatoria alla cena dei corrispondenti a Washington. L’aggressore, Cole Tomas Allen, è stato arrestato.</strong></p>
<p data-start="247" data-end="581">La <strong data-start="250" data-end="293">sparatoria alla cena dei corrispondenti</strong> della Casa Bianca continua a pesare sul clima politico americano. Donald Trump, intervistato da “60 Minutes” sulla Cbs, ha detto di non aver avuto paura durante l’attacco avvenuto al Washington Hilton, pur riconoscendo la gravità di quanto accaduto.</p>
<p data-start="583" data-end="896">Il presidente ha spiegato di aver vissuto quei momenti con freddezza, mentre gli agenti del Secret Service ordinavano ai presenti di mettersi a terra e portavano via lui e Melania Trump. La First Lady, che il 26 aprile ha compiuto 56 anni, è apparsa visibilmente preoccupata nelle immagini diffuse dopo l’attacco.</p>
<p data-start="898" data-end="1215">Secondo Trump, Melania avrebbe compreso subito la serietà della situazione. Il presidente l’ha descritta come una donna lucida e controllata, evitando però di definirla “spaventata”. La Casa Bianca, nelle stesse ore, ha pubblicato sui propri canali ufficiali un messaggio di auguri per il compleanno della First Lady.</p>
<h2 data-section-id="ceaenz" data-start="1217" data-end="1287">Sparatoria alla cena dei corrispondenti, arrestato Cole Tomas Allen</h2>
<p data-start="1289" data-end="1654">Il presunto aggressore è Cole Tomas Allen, 31 anni, originario di Torrance, in California. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato armato e avrebbe avuto con sé scritti dal contenuto politico e accusatorio. Le autorità federali stanno lavorando sul movente e sulle eventuali connessioni con ambienti radicalizzati.</p>
<p data-start="1656" data-end="1970">Trump ha sostenuto che Allen fosse “una persona molto disturbata” e che, dopo un percorso di radicalizzazione, avrebbe assunto posizioni anti-cristiane. Il presidente ha anche collegato l’aggressore alla protesta “No Kings” in California, precisando però: “Io non sono un re”.</p>
<p data-start="1972" data-end="2340">Durante l’intervista, Trump ha anche ironizzato sulla rapidità con cui l’uomo si sarebbe mosso davanti agli agenti, dicendo che la Nfl avrebbe potuto ingaggiarlo. Una battuta che non cancella la portata dell’episodio: un agente del Secret Service è rimasto ferito, mentre il dispositivo di sicurezza dell’evento è ora sotto esame.</p>
<h2 data-section-id="1uo2v4s" data-start="2342" data-end="2384">Lo scontro con la giornalista della Cbs</h2>
<p data-start="2386" data-end="2733">Il passaggio più teso dell’intervista è arrivato quando la giornalista della Cbs ha letto un brano attribuito al manifesto dell’aggressore, nel quale comparivano accuse pesantissime rivolte a Trump. Il presidente ha reagito con durezza, respingendo le parole lette in studio e accusando l’intervistatrice di aver dato spazio a contenuti offensivi.</p>
<p data-start="2735" data-end="3045">“Dovresti vergognarti”, ha detto Trump, trasformando l’intervista in un nuovo scontro con i media americani. Il rapporto tra il presidente e la stampa resta uno dei punti più delicati della politica Usa, soprattutto dopo un attacco avvenuto proprio durante un evento simbolico per il giornalismo di Washington.</p>
<p data-start="3047" data-end="3330">L’inchiesta dovrà chiarire la preparazione dell’attacco, il profilo dell’arrestato e le eventuali falle nella sicurezza. Intanto la Casa Bianca prova a mostrare controllo, mentre la vicenda riapre il dibattito sulla protezione dei leader politici e sul livello di tensione nel Paese.</p>
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		<title>Trump alza lo scontro con Papa Leone: nessuna scusa, tensione anche sull’Iran</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:57:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone si è aggravato nel giro di poche ore, con un botta e risposta che ha spostato il confronto dal piano diplomatico a quello politico. Il presidente degli Stati Uniti ha detto di non avere alcuna intenzione di chiedere scusa al Pontefice, sostenendo che il Papa avrebbe espresso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="368" data-end="887">Lo scontro tra Donald Trump e Papa Leone si è aggravato nel giro di poche ore, con un botta e risposta che ha spostato il confronto dal piano diplomatico a quello politico. Il presidente degli Stati Uniti ha detto di non avere alcuna intenzione di chiedere scusa al Pontefice, sostenendo che il Papa avrebbe espresso posizioni sbagliate sull’Iran. Una linea ribadita dopo le prime polemiche, in un quadro già segnato dalla crisi in Medio Oriente e dal confronto aperto con Teheran.</p>
<p data-start="889" data-end="1352">La rottura nasce dalle critiche rivolte da Papa Leone alla guerra e alla strategia americana nell’area. Nei giorni scorsi il Pontefice aveva richiamato i leader mondiali alla pace, condannando la logica della forza e chiedendo una via negoziale. Davanti ai giornalisti, dopo gli attacchi ricevuti, ha risposto di non avere paura di Trump e di parlare “del Vangelo e della pace”, segnando una distanza netta dalla Casa Bianca.</p>
<p data-start="1354" data-end="1839">Trump, però, ha scelto di rilanciare. Secondo quanto riferito dall’Associated Press, ha definito Leone “debole sulla criminalità” e inadeguato in politica estera, arrivando anche a sostenere che il Pontefice dovrebbe essergli riconoscente. Il presidente americano ha poi collegato lo scontro con il Papa al dossier iraniano, spiegando di non voler accettare posizioni che, a suo giudizio, finirebbero per tollerare un Iran dotato di arma nucleare.</p>
<h3 data-section-id="f5p010" data-start="1841" data-end="1879">Papa Leone e Trump, rottura aperta</h3>
<p data-start="1881" data-end="2554">Il caso ha avuto subito riflessi anche in Italia. Giorgia Meloni ha definito inaccettabili le parole di Trump contro il Papa, prendendo posizione in modo netto su una vicenda che coinvolge non solo il Vaticano ma anche l’equilibrio tra alleati occidentali. La presa di distanza della premier arriva mentre il rapporto con Washington resta centrale su più fronti, dall’energia alla sicurezza internazionale. La critica di Meloni aggiunge quindi un elemento politico ulteriore a una giornata già segnata da forti tensioni. La notizia del giudizio espresso dalla presidente del Consiglio è stata ripresa in diversi aggiornamenti sul caso.</p>
<p data-start="2556" data-end="2952">Nel frattempo è arrivata anche la reazione iraniana. Il presidente Masoud Pezeshkian ha condannato l’insulto rivolto al Pontefice, inserendosi in uno scontro che ormai supera la dimensione simbolica. Teheran prova così a usare il terreno politico e religioso per isolare Trump sul piano internazionale, mentre resta aperto il negoziato sulla crisi regionale.</p>
<h3 data-section-id="1emvapd" data-start="2954" data-end="2997">Iran, Hormuz e nuovi colloqui possibili</h3>
<p data-start="2999" data-end="3595">Sul fronte mediorientale, la Casa Bianca continua a muoversi tra pressione militare e aperture negoziali. Trump ha sostenuto che gli iraniani avrebbero riallacciato i contatti e ha lasciato intendere che un nuovo round di colloqui potrebbe tenersi giovedì, con il Pakistan che resta tra le sedi possibili del confronto dopo i primi tentativi diplomatici a Islamabad. AP riferisce che l’amministrazione americana considera ancora praticabile una ripresa dei negoziati, nonostante il blocco resti fragile e il cessate il fuoco abbia scadenze molto ravvicinate.</p>
<p data-start="3597" data-end="4226">Resta poi il nodo dello Stretto di Hormuz. Trump ha rivendicato la linea dura spiegando che gli Stati Uniti stanno agendo per riaprire e mettere in sicurezza il passaggio marittimo, considerato decisivo per il traffico energetico globale. Nelle ultime ore ha insistito sul fatto che Washington non avrebbe bisogno di Hormuz nello stesso modo in cui ne hanno bisogno altri Paesi, ma intende impedire che l’Iran usi quello snodo come leva strategica. AP e ANSA hanno riferito del blocco dei porti iraniani annunciato dagli Usa e delle operazioni legate alla riapertura del corridoio marittimo.</p>
<p data-start="4228" data-end="4570">Il risultato è una crisi che si allarga: da una parte lo scontro tra Trump e Papa Leone, dall’altra la partita con Teheran, che resta appesa a negoziati incerti e a un equilibrio militare sempre più instabile. Nelle prossime ore si capirà se prevarrà la linea del confronto o se i contatti annunciati potranno riaprire uno spazio diplomatico.</p>
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		<title>Trump attacca il Papa, Leone replica: “Non ho paura, basta guerre”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 13:51:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scontro senza precedenti tra Casa Bianca e Vaticano. Il Pontefice evita il confronto diretto e rilancia l’appello alla pace Trump attacca il Papa e il Vaticano risponde senza entrare nello scontro diretto. Le parole del presidente degli Stati Uniti, pubblicate su Truth, segnano una rottura netta nei rapporti con la Santa Sede. Il Pontefice, Leone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S</strong><strong>contro senza precedenti tra Casa Bianca e Vaticano. Il Pontefice evita il confronto diretto e rilancia l’appello alla pace</strong></p>
<p data-start="254" data-end="612">Trump attacca il Papa e il Vaticano risponde senza entrare nello scontro diretto. Le parole del presidente degli Stati Uniti, pubblicate su Truth, segnano una rottura netta nei rapporti con la Santa Sede. Il Pontefice, Leone XIV, replica con fermezza ma senza alimentare il confronto: “Non ho paura” e “non intendo fare un dibattito con lui”.</p>
<p data-start="614" data-end="934">L’affondo di Donald Trump è pesante. Nel suo messaggio definisce il Papa “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”. Arriva anche a sostenere che la sua elezione sarebbe legata alla presenza di un presidente americano alla Casa Bianca, rivendicando un ruolo indiretto nella scelta del conclave.</p>
<p data-start="936" data-end="1267">La risposta del Papa arriva durante il volo verso l’Algeria. Nessuna polemica personale, ma un richiamo chiaro alla sua missione: “Non sono un politico, parlo del Vangelo”. E ancora: “Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra”. Il Pontefice chiarisce subito che non intende trasformare lo scontro in un confronto pubblico.</p>
<h2 data-section-id="1qnesbu" data-start="1269" data-end="1318">Trump attacca il Papa, la replica del Vaticano</h2>
<p data-start="1320" data-end="1640">Il Papa prende le distanze dalle accuse e ribadisce il suo ruolo. “Non penso si possa usare il Vangelo in questo modo”, osserva, lasciando ai cittadini il giudizio sulle parole del presidente americano. Il messaggio è netto: la Chiesa non entra nelle dinamiche politiche, ma continua a intervenire sui temi fondamentali.</p>
<p data-start="1642" data-end="1937">Tra questi, la pace resta centrale. Leone XIV insiste sulla necessità di fermare i conflitti e di rafforzare il dialogo tra le nazioni. “Troppe persone stanno soffrendo, troppi innocenti sono stati uccisi”, sottolinea. Un richiamo che arriva mentre diversi scenari internazionali restano aperti.</p>
<p data-start="1939" data-end="2229">Durante la tappa in Algeria, il Papa amplia il discorso. Parla di pace come risultato di giustizia e dignità, non solo come assenza di guerra. Invita al perdono e mette in guardia contro il rischio di alimentare tensioni tra generazioni. “La violenza non avrà mai l’ultima parola”, afferma.</p>
<h2 data-section-id="jgbcc7" data-start="2231" data-end="2282">Reazioni internazionali e posizione della Chiesa</h2>
<p data-start="2284" data-end="2537">Lo scontro tra Trump e il Papa provoca reazioni immediate. Negli Stati Uniti, i vescovi esprimono preoccupazione per i toni utilizzati dal presidente. L’arcivescovo Paul Coakley sottolinea che il Papa “non è un rivale politico”, ma una guida spirituale.</p>
<p data-start="2539" data-end="2766">Anche la Conferenza episcopale italiana interviene, chiedendo rispetto per il ruolo del Pontefice. La Cei ribadisce che il Papa rappresenta un punto di riferimento morale, soprattutto in un contesto segnato da tensioni globali.</p>
<p data-start="2768" data-end="2970">Dal fronte internazionale arriva la presa di posizione dell’Iran. Il presidente Masoud Pezeshkian condanna le parole di Trump, parlando di “insulto” e difendendo la figura del Papa come simbolo di pace.</p>
<p data-start="2972" data-end="3274">Le dichiarazioni del presidente americano includono anche critiche su temi come la politica estera, le armi nucleari e la gestione della sicurezza. Ma il Vaticano evita di rispondere punto per punto. La linea resta quella già tracciata: nessuna polemica, ma un richiamo costante alla pace e al dialogo.</p>
<p data-start="3276" data-end="3491">La distanza tra Casa Bianca e Vaticano appare oggi evidente. Da una parte, un confronto politico acceso. Dall’altra, la scelta del Papa di non alimentare lo scontro e di riportare il dibattito su un piano più ampio.</p>
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		<title>Trump sulla moneta d’oro: ok al design per il 250mo anniversario degli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 14:32:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli Stati Uniti è stata approvata una moneta d’oro Trump pensata per il 250mo anniversario della fondazione del Paese. Il via libera è arrivato da una commissione consultiva nominata dal presidente Donald Trump. La decisione richiama subito l’attenzione perché lega una celebrazione nazionale all’immagine dello stesso capo della Casa Bianca. La moneta commemorativa non avrà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="641" data-end="989">Negli Stati Uniti è stata approvata una <strong data-start="681" data-end="703">moneta d’oro Trump</strong> pensata per il 250mo anniversario della fondazione del Paese. Il via libera è arrivato da una commissione consultiva nominata dal presidente Donald Trump. La decisione richiama subito l’attenzione perché lega una celebrazione nazionale all’immagine dello stesso capo della Casa Bianca.</p>
<p data-start="991" data-end="1422">La moneta commemorativa non avrà valore nominale, ma nasce come prodotto celebrativo e da collezione. Sul primo lato compare Donald Trump raffigurato dietro una scrivania, mentre sull’altro è presente un’aquila con le ali spiegate, simbolo tradizionale degli Stati Uniti. Il progetto punta quindi a unire il profilo istituzionale del presidente e un richiamo diretto all’identità americana in un’occasione dal forte peso simbolico.</p>
<p data-start="1424" data-end="1825">La <strong data-start="1427" data-end="1449">moneta d’oro Trump</strong> si inserisce nel percorso di preparazione al 250mo anniversario della fondazione del Paese, una ricorrenza destinata ad avere grande visibilità pubblica e politica. Al momento non è stato comunicato il prezzo di vendita ufficiale. Resta però un elemento rilevante: prodotti simili, realizzati in oro e destinati al mercato dei collezionisti, possono superare i mille dollari.</p>
<p data-start="1827" data-end="2306">È questo il punto che può interessare di più lettori e appassionati. Più che una moneta da usare, si tratta infatti di un oggetto celebrativo che punta sul valore simbolico, sul metallo prezioso e sulla figura di Trump. La scelta del design e l’assenza di un prezzo già annunciato lasciano intuire che l’operazione possa rivolgersi soprattutto a collezionisti e sostenitori, in vista di una data destinata a occupare uno spazio importante nel racconto pubblico degli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/economia/2026/03/20/trump-sulla-moneta-doro-ok-al-design-per-il-250mo-anniversario-degli-usa/">Trump sulla moneta d’oro: ok al design per il 250mo anniversario degli Usa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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		<item>
		<title>Bambina scomparsa ritrovata dopo sei anni: viveva sotto falso nome negli Usa</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/03/12/bambina-scomparsa-ritrovata-dopo-sei-anni-viveva-sotto-falso-nome-negli-usa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:23:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Bambina Scomparsa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bambina scomparsa nel 2020 vicino a Los Angeles è stata ritrovata dopo sei anni a oltre 4mila chilometri di distanza. La piccola, che oggi ha 11 anni, viveva nella contea di Washington, in North Carolina, e frequentava una scuola con una falsa identità. Un caso che torna a far parlare della difficoltà di rintracciare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="94" data-end="557">Una <strong data-start="125" data-end="146">bambina scomparsa</strong> nel 2020 vicino a Los Angeles è stata ritrovata dopo sei anni a oltre 4mila chilometri di distanza. La piccola, che oggi ha 11 anni, viveva nella contea di Washington, in North Carolina, e frequentava una scuola con una falsa identità. Un caso che torna a far parlare della difficoltà di rintracciare i minori spariti nel nulla e dell’importanza delle segnalazioni che possono riaprire indagini ferme da tempo.</p>
<p data-start="559" data-end="967">La scomparsa risale al 2 giugno 2020, quando della bambina si persero le tracce a Duarte, cittadina dell’area di Los Angeles. Per anni il suo nome è rimasto legato a un fascicolo senza svolta, mentre le ricerche non avevano portato a risultati concreti. Poi una segnalazione ha cambiato tutto: gli investigatori hanno verificato che una bambina iscritta a scuola con un altro nome potesse essere proprio lei.</p>
<p data-start="969" data-end="1419">Dopo gli accertamenti, la polizia ha confermato l’identità della minore. Secondo le autorità locali, il fatto che fosse registrata nel sistema scolastico con uno pseudonimo avrebbe contribuito a nascondere la sua presenza per anni. Al momento della scomparsa la bambina era affidata alla madre, che avrebbe interrotto improvvisamente i contatti con il Dipartimento per l’infanzia e i servizi alla famiglia, alimentando i sospetti degli investigatori.</p>
<p data-start="1421" data-end="1844">Restano però molti aspetti da chiarire. Le forze dell’ordine non hanno reso noto il luogo esatto del ritrovamento né con chi la bambina vivesse. Non è chiaro nemmeno da quanto tempo si trovasse in North Carolina. Gli inquirenti stanno ora ricostruendo i passaggi di una vicenda rimasta a lungo senza risposte. Il ritrovamento, in ogni caso, riaccende la speranza anche in casi di scomparsa che sembrano ormai irrisolvibili.</p>
<p data-start="1846" data-end="2079">
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		<title>Trilaterale ad Abu Dhabi: Donbass al centro dello scontro tra Mosca e Kiev</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 10:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[notizie internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[politica estera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È iniziato ad Abu Dhabi il primo confronto trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, con l’obiettivo di discutere garanzie di sicurezza e possibili intese economiche legate a un percorso negoziale per la fine della guerra. Il formato dell’incontro è stato definito dopo colloqui al Cremlino tra Vladimir Putin e una delegazione americana, che ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="424" data-end="832">È iniziato ad Abu Dhabi il primo confronto trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, con l’obiettivo di discutere garanzie di sicurezza e possibili intese economiche legate a un percorso negoziale per la fine della guerra. Il formato dell’incontro è stato definito dopo colloqui al Cremlino tra Vladimir Putin e una delegazione americana, che ha incluso figure con competenze diplomatiche ed economiche.</p>
<p data-start="834" data-end="1333">L’avvio, però, è subito condizionato dal nodo più delicato: il Donbass. Da Mosca arriva la richiesta che Kiev abbandoni la regione come condizione per un accordo di pace, posizione respinta dall’Ucraina, che ribadisce la centralità dei territori orientali e la loro non negoziabilità in termini di sovranità. Il confronto, quindi, procede su un equilibrio fragile: da una parte l’esigenza di definire “garanzie” credibili, dall’altra la questione territoriale che rischia di bloccare ogni progresso.</p>
<p data-start="1335" data-end="1721">Sul fronte europeo, intanto, aumentano le tensioni politiche: Viktor Orbán sostiene che alcuni Paesi dell’Unione non sarebbero realmente interessati a una rapida conclusione del conflitto, alimentando ulteriori divisioni interne. Il <strong data-start="1568" data-end="1596">Trilaterale ad Abu Dhabi</strong> si apre così con un obiettivo ambizioso, ma con ostacoli immediati che rendono il percorso negoziale tutt’altro che lineare.</p>
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