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	<title>sanità &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Un giovane su cinque paga a rate visite, occhiali e veterinario: il nuovo effetto del caro vita</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2026/10/07/un-giovane-su-cinque-paga-a-rate-visite-occhiali-e-veterinario-il-nuovo-effetto-del-caro-vita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 08:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visite specialistiche, dentista, occhiali e veterinario entrano tra le spese dilazionate dai più giovani. Il 20% degli under 35 ha utilizzato questa formula, contro l’8% degli over 54. Il pagamento a rate non serve più soltanto per comprare uno smartphone, un elettrodomestico o prenotare una vacanza. Un giovane under 35 su cinque lo utilizza anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Visite specialistiche, dentista, occhiali e veterinario entrano tra le spese dilazionate dai più giovani. Il 20% degli under 35 ha utilizzato questa formula, contro l’8% degli over 54.</strong></p>
<p>Il pagamento a rate non serve più soltanto per comprare uno smartphone, un elettrodomestico o prenotare una vacanza. <strong>Un giovane under 35 su cinque lo utilizza anche per affrontare spese legate alla salute, agli occhiali o alle cure veterinarie.</strong></p>
<p>È uno dei dati più significativi dell&#8217;indagine realizzata dall&#8217;<strong>Istituto Piepoli per Alma su un campione di mille italiani</strong>. Il 20% dei più giovani dichiara di aver fatto ricorso al pagamento dilazionato per queste necessità, contro l&#8217;8% degli over 54. <a href="https://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/trend/2026/10/06/news/dalle_cure_specialistiche_all_ottica_un_giovane_su_cinque_paga_a_rate-425628889/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener">la Repubblica</a></p>
<h3>Quando anche dentista e occhiali finiscono a rate</h3>
<p>Il dato racconta soprattutto un cambiamento nell&#8217;utilizzo del cosiddetto <strong>Buy Now Pay Later (BNPL)</strong>, il sistema che consente di suddividere una spesa in più pagamenti.</p>
<p>A essere dilazionati non sono più soltanto gli acquisti voluttuari. Una visita specialistica, un intervento dal dentista, un paio di occhiali o le cure per un animale domestico possono rappresentare una spesa difficile da sostenere in un&#8217;unica soluzione.</p>
<p>E il fenomeno non riguarda esclusivamente i giovani. <strong>Quattro italiani su dieci hanno dilazionato nell&#8217;ultimo anno una spesa per servizi sanitari</strong>, con un importo medio rateizzato di circa <strong>850 euro</strong>.</p>
<h3>Sette giovani su dieci indicano il caro vita</h3>
<p>Dietro la scelta delle rate pesa l&#8217;aumento del costo della vita. Secondo l&#8217;indagine, quasi <strong>sette giovani su dieci tra quanti ricorrono alla rateizzazione</strong> dichiarano di utilizzarla per affrontare i rincari.</p>
<p>Il 42% degli under 35 afferma di farlo cercando di mantenere il proprio livello di consumo, mentre per il 27% la dilazione consente di acquistare qualcosa che altrimenti sarebbe rinviato.</p>
<p>Il punto più delicato emerge proprio qui: <strong>la rateizzazione sta entrando anche nel perimetro delle spese considerate necessarie</strong>. Quando a essere rinviato o suddiviso in più pagamenti non è un acquisto accessorio ma una cura, una visita o un dispositivo sanitario, il dato diventa anche un indicatore della pressione esercitata sui bilanci familiari.</p>
<p>La ricerca fotografa un fenomeno nazionale e <strong>non fornisce, nei dati pubblicamente disponibili, un dettaglio specifico.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Testimoni di Geova, cambia la regola sulle trasfusioni: cosa potranno scegliere i fedeli</title>
		<link>https://newsitalynews.it/regioni/2026/09/22/testimoni-di-geova-cambia-la-regola-sulle-trasfusioni-cosa-potranno-scegliere-i-fedeli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[Testimoni di Geova]]></category>
		<category><![CDATA[Trasfusioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Corpo direttivo modifica una posizione seguita per decenni: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine diventano una decisione personale. Resta il rifiuto del sangue intero da un altro donatore. Una delle posizioni religiose più note dei Testimoni di Geova cambia in maniera sostanziale. I singoli fedeli potranno decidere personalmente se accettare o meno, nell&#8217;ambito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="1057" data-end="1266"><strong data-start="1057" data-end="1266">Il Corpo direttivo modifica una posizione seguita per decenni: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine diventano una decisione personale. Resta il rifiuto del sangue intero da un altro donatore.</strong></p>
<p dir="auto" data-start="1268" data-end="1566">Una delle posizioni religiose più note dei <strong data-start="1311" data-end="1333">Testimoni di Geova</strong> cambia in maniera sostanziale. I singoli fedeli potranno decidere personalmente se accettare o meno, nell&#8217;ambito delle cure mediche, i quattro principali componenti del sangue: <strong data-start="1511" data-end="1565">globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="1568" data-end="1881">La novità è stata annunciata il <strong data-start="1600" data-end="1621">18 settembre 2026</strong> dal Corpo direttivo attraverso il “2026 Governing Body Update #6”. Sul sito ufficiale JW.org l&#8217;organizzazione parla espressamente di un «adjustment», cioè di una modifica della propria posizione sui componenti del sangue.</p>
<p dir="auto" data-start="1883" data-end="2209">Non significa, però, che sia stato eliminato ogni limite relativo alle trasfusioni. La nuova impostazione riguarda i quattro componenti principali derivati dal sangue di un&#8217;altra persona; resta invece diversa la posizione sulla trasfusione di <strong data-start="2126" data-end="2143">sangue intero</strong> proveniente da un donatore.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1g507kt" data-start="2211" data-end="2250">Cosa cambia per i Testimoni di Geova</h2>
<p dir="auto" data-start="2252" data-end="2323">Il passaggio centrale riguarda soprattutto <strong data-start="2295" data-end="2322">chi prende la decisione</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2325" data-end="2717">Secondo il nuovo orientamento, spetta a ciascun cristiano valutare secondo coscienza l&#8217;impiego nelle cure mediche dei prodotti derivati dal sangue. L&#8217;articolo ufficiale pubblicato dai Testimoni di Geova sottolinea infatti la responsabilità personale nelle decisioni mediche e invita i fedeli a valutare i diversi fattori relativi alla propria situazione.</p>
<p dir="auto" data-start="2719" data-end="2910">La conseguenza è rilevante: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine non vengono più trattati allo stesso modo del sangue intero, ma diventano oggetto di una <strong data-start="2887" data-end="2909">scelta individuale</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2912" data-end="3156">Il cambiamento riguarda anche la donazione: secondo quanto riportato da Sky TG24, il fedele può decidere se donare sangue destinato alla separazione dei componenti utilizzabili per le cure di altre persone.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="qdz04c" data-start="3158" data-end="3194">Una posizione seguita per decenni</h2>
<p dir="auto" data-start="3196" data-end="3424">Il tema delle trasfusioni ha rappresentato per decenni uno degli aspetti maggiormente conosciuti della dottrina dei Testimoni di Geova e ha avuto conseguenze concrete nel rapporto tra convinzioni religiose e decisioni sanitarie.</p>
<p dir="auto" data-start="3426" data-end="3689">Proprio per questo la comunicazione del Corpo direttivo assume una portata che va ben oltre un semplice aggiornamento organizzativo: interviene direttamente sulle possibilità a disposizione del fedele quando deve affrontare una terapia o un intervento chirurgico.</p>
<p dir="auto" data-start="3691" data-end="3848">La modifica arriva inoltre dopo un altro cambiamento avvenuto nel corso del 2026 riguardante alcune procedure che utilizzano il sangue dello stesso paziente.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1bopfht" data-start="3850" data-end="3868">Cosa non cambia</h2>
<p dir="auto" data-start="3870" data-end="3962">È essenziale distinguere la nuova possibilità dal via libera generalizzato alle trasfusioni.</p>
<p dir="auto" data-start="3964" data-end="4216"><strong data-start="3964" data-end="4052">Non è stato cancellato il rifiuto del sangue intero proveniente da un&#8217;altra persona.</strong> Il cambiamento riguarda invece i suoi quattro principali componenti, sui quali la decisione viene lasciata al singolo fedele.</p>
<p dir="auto" data-start="4218" data-end="4324">È proprio questa distinzione a rappresentare il punto centrale della svolta annunciata nel settembre 2026.</p>
<p dir="auto" data-start="4326" data-end="4676">Per medici, strutture sanitarie e famiglie si apre così uno scenario diverso rispetto al passato: davanti all&#8217;eventuale utilizzo di globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine non sarà più sufficiente presumere un rifiuto sulla base dell&#8217;appartenenza religiosa. La decisione, secondo il nuovo orientamento, appartiene alla persona interessata.</p>
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		<title>Messina (UDC): “non chiamatelo riequilibrio, è un taglio alla sanità della provincia di Taranto”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 08:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[emiliano essina]]></category>
		<category><![CDATA[tagli alla sanità]]></category>
		<category><![CDATA[UDC Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervento del consigliere UDC della Provincia di Taranto, Emiliano Messina. Ho avuto modo di leggere le recenti precisazioni formulate dalla Direzione strategica della ASL Taranto sulla riduzione del budget destinato alle attività aggiuntive necessarie per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Tali riduzioni vengono definite dalla stessa ASL come azioni finalizzate al riequilibrio economico e finanziario. Credo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Intervento del consigliere UDC della Provincia di Taranto, Emiliano Messina.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Ho avuto modo di leggere le recenti precisazioni formulate dalla Direzione strategica della ASL Taranto sulla riduzione del budget destinato alle attività aggiuntive necessarie per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Tali riduzioni vengono definite dalla stessa ASL come azioni finalizzate al riequilibrio economico e finanziario.</p>
<p style="font-weight: 400;">Credo però che sia arrivato il momento di smetterla di giocare con le parole e di prendere in giro i cittadini. Ridurre di ben 4 milioni di euro le risorse destinate alle attività aggiuntive non può essere banalmente definito un riequilibrio: è, a tutti gli effetti, un taglio ai fondi indispensabili per garantire le cure ai cittadini della provincia di Taranto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa decurtazione, unita alla cronica carenza di personale sanitario, produrrà inevitabilmente conseguenze gravissime sulla qualità dell’assistenza e sul numero delle prestazioni erogabili. Sarà infatti sempre più difficile garantire la copertura dei turni all’interno dei reparti e dei servizi, con il conseguente ulteriore allungamento delle liste d’attesa.</p>
<p style="font-weight: 400;">A ciò si aggiunge il concreto rischio di compromettere la piena operatività di servizi e reparti, determinando la riduzione di alcune attività sanitarie e, nei casi più gravi, l’accorpamento o addirittura la chiusura di alcune strutture. Non si tratta di allarmismo né di fantasia: è uno scenario che il nostro territorio ha già conosciuto con la chiusura degli ospedali di Mottola e Massafra, con il ridimensionamento degli ospedali San Giuseppe Moscati e di Grottaglie e con la soppressione del secondo Pronto Soccorso di Taranto. Tutto questo in un territorio nel quale le condizioni di salute della popolazione sono già pesantemente condizionate dagli effetti dell’industria siderurgica.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ho inoltre appreso che, nelle scorse ore, l’assessore regionale Donato Pentassuglia ha depositato presso il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia una bozza del Piano operativo 2026-2029, contenente le strategie che la Regione Puglia intende adottare per affrontare il deficit sanitario regionale, che supera i 350 milioni di euro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche in questo caso non conosciamo il contenuto del documento né quali misure siano state ipotizzate per le strutture sanitarie della provincia di Taranto. Per questo ritengo indispensabile che la Regione Puglia apra immediatamente un confronto con tutte le istituzioni e con tutte le forze politiche del territorio, affinché le scelte che riguardano la sanità jonica siano condivise e trasparenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">Taranto ha già pagato un prezzo altissimo nel corso degli anni ed è stata penalizzata sotto molti aspetti rispetto ad altre province pugliesi. I cittadini tarantini non possono essere considerati semplici numeri né essere chiamati ancora una volta a sopportare il peso di decisioni che incidono sul loro diritto alla salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per tutte queste ragioni non accetteremo ulteriori scelte che possano impoverire ancora il nostro territorio e indebolire un sistema sanitario che ha invece bisogno di essere rafforzato, non smantellato.</p>
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		<title>Fentanyl sparito da una cassaforte a Roma: il furto che fa scattare l’allarme nazionale</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/07/03/fentanyl-sparito-da-una-cassaforte-a-roma-il-furto-che-fa-scattare-lallarme-nazionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 14:57:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Mantovano]]></category>
		<category><![CDATA[droga sintetica]]></category>
		<category><![CDATA[Fentanyl]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[nas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma il furto di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico ha fatto scattare l’allarme sanitario e investigativo. Il potente oppioide, utilizzato in ambito medico per il trattamento del dolore grave, sarebbe stato sottratto dalla cassaforte della struttura ospedaliera nel quartiere Magliana. La scoperta sarebbe stata fatta dal personale dell’ospedale al momento dell’apertura della cassaforte. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/cronaca/2026/07/03/fentanyl-sparito-da-una-cassaforte-a-roma-il-furto-che-fa-scattare-lallarme-nazionale/">Fentanyl sparito da una cassaforte a Roma: il furto che fa scattare l’allarme nazionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">A Roma il furto di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico ha fatto scattare l’allarme sanitario e investigativo. Il potente oppioide, utilizzato in ambito medico per il trattamento del dolore grave, sarebbe stato sottratto dalla cassaforte della struttura ospedaliera nel quartiere Magliana.</p>
<p class="isSelectedEnd">La scoperta sarebbe stata fatta dal personale dell’ospedale al momento dell’apertura della cassaforte. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto le prime testimonianze del personale e degli addetti alla sicurezza.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un elemento rende il caso ancora più delicato: sulla cassaforte non sarebbero stati riscontrati segni evidenti di effrazione. La chiave, secondo quanto emerso, sarebbe stata nella disponibilità di più dipendenti. Proprio per questo gli investigatori stanno verificando accessi, procedure interne e responsabilità nella custodia del medicinale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono affidate ai carabinieri del NAS. Le ipotesi di reato al momento riguardano furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Governo ha seguito il caso con attenzione immediata. A Palazzo Chigi è stata convocata una riunione d’urgenza presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Al centro del vertice ci sono il rispetto dei protocolli per i medicinali ad alto rischio, la sicurezza delle farmacie ospedaliere e la prevenzione di nuovi episodi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto delle procedure previste. Nei prossimi giorni sarà riconvocato anche il tavolo di monitoraggio sul Piano anti-fentanyl.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il fentanyl è un oppioide sintetico molto potente. In ambito sanitario viene utilizzato sotto stretto controllo medico, soprattutto nella terapia del dolore intenso. Fuori dai circuiti autorizzati, però, può diventare una sostanza estremamente pericolosa per la salute pubblica.</p>
<p>Il furto avvenuto a Roma non riguarda quindi soltanto la sicurezza di un ospedale. Riguarda la capacità del sistema sanitario e dello Stato di proteggere farmaci ad alto rischio da possibili traffici illegali.</p>
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		<title>Domenico poteva avere un altro cuore: il caso della lista trapianti scuote il Monaldi</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/06/23/domenico-poteva-avere-un-altro-cuore-il-caso-della-lista-trapianti-scuote-il-monaldi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 09:11:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[cronaca giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Caliendo]]></category>
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		<category><![CDATA[Patrizia Mercolino]]></category>
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		<category><![CDATA[trapianto cuore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 febbraio sarebbe arrivata la disponibilità di un organo compatibile per il piccolo Domenico Caliendo. Nelle stesse ore, però, l’ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe chiesto la sospensione dalla lista dei trapiantabili.  Il Monaldi di Napoli avrebbe escluso Domenico Caliendo dalla lista dei trapiantabili poche ore prima della disponibilità di un nuovo cuore. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 2 febbraio sarebbe arrivata la disponibilità di un organo compatibile per il piccolo Domenico Caliendo. Nelle stesse ore, però, l’ospedale Monaldi di Napoli ne avrebbe chiesto la sospensione dalla lista dei trapiantabili. </strong></p>
<p>Il Monaldi di Napoli avrebbe escluso Domenico Caliendo dalla lista dei trapiantabili poche ore prima della disponibilità di un nuovo cuore.<br />
Il bambino, già sottoposto a un trapianto poi compromesso, era ricoverato in condizioni gravissime e sostenuto dall’Ecmo.<br />
La famiglia chiede ora risposte su quella che l’avvocato Francesco Petruzzi definisce una “strana trapiantabilità a intermittenza”.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto riportato da Il Messaggero e ripreso da Tgcom24, il 2 febbraio il Centro Nazionale Trapianti avrebbe segnalato la disponibilità di un cuore potenzialmente compatibile per il piccolo Domenico. Una notizia che avrebbe potuto riaccendere la speranza della famiglia.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nelle stesse ore, però, dall’ospedale napoletano sarebbe partita una comunicazione con la richiesta di sospensione temporanea dalla lista d’attesa per retrapianto cardiaco pediatrico.</p>
<p class="isSelectedEnd">La motivazione indicata dai medici riguardava il peggioramento delle condizioni cliniche del bambino. Nel testo della mail, firmata dalla cardiochirurga Gabriella Farina, si parlerebbe di un quadro di “multiorgan failure”, cioè di compromissione di più organi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per i sanitari, Domenico non sarebbe stato in grado di sostenere un nuovo intervento. Una valutazione clinica maturata dopo gli accertamenti svolti dalla stessa Farina e dal primario Guido Oppido, il cardiochirurgo che aveva eseguito il precedente trapianto.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il punto che oggi solleva nuovi interrogativi riguarda quanto sarebbe avvenuto appena 48 ore dopo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il 4 febbraio, infatti, dal Monaldi sarebbe partita una nuova comunicazione indirizzata al Centro Regionale Trapianti della Campania con oggetto “Richiesta di reinserimento in lista”.</p>
<p class="isSelectedEnd">È su questo passaggio che si concentra l’attenzione della famiglia Caliendo e del suo legale, l’avvocato Francesco Petruzzi.</p>
<p class="isSelectedEnd">“<em>Lo scorso 2 febbraio da Bologna si era reso disponibile un cuore per Domenico che il giorno stesso, su istanza dei cardiochirurghi di Napoli, era stato cancellato dalla lista del Centro Regionale Trapianti salvo rientrarci, il 4 febbraio, quando l’organo era già stato consegnato a un altro ricevente</em>”, ha ricostruito il legale.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il cuore, secondo la ricostruzione riportata, sarebbe stato poi impiantato in un altro bambino di due anni a Bergamo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per la famiglia resta una domanda centrale: perché Domenico sarebbe stato ritenuto non trapiantabile il 2 febbraio e poi nuovamente reinseribile in lista il 4 febbraio?</p>
<p class="isSelectedEnd">Petruzzi parla di una “coincidenza inquietante e meritevole di approfondimenti”. La documentazione acquisita nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo, che vede indagati sette medici del Monaldi, potrebbe ora diventare decisiva per chiarire la sequenza degli eventi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Gabriella Farina e Guido Oppido hanno sempre sostenuto di aver operato nel rispetto delle procedure e sulla base di valutazioni scientifiche e cliniche.</p>
<p class="isSelectedEnd">La madre di Domenico, Patrizia Mercolino, chiede invece verità:<em> “Stanno venendo fuori altre circostanze che mi sono state tenute nascoste. Voglio giustizia per mio figlio”.</em></p>
<p>La vicenda resta ora al centro degli accertamenti giudiziari. Solo l’esame completo degli atti potrà stabilire se la sospensione dalla lista, il successivo reinserimento e la perdita dell’occasione di un nuovo cuore siano stati passaggi clinicamente giustificati o se vi siano responsabilità da accertare.</p>
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		<title>Sigarette a 10 euro, la proposta arriva in Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 06:37:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raccolte 50mila firme per aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti con nicotina. Il ricavato sarebbe destinato al Servizio sanitario nazionale. Le sigarette a 10 euro potrebbero diventare una realtà in Italia. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla campagna “5 euro contro il fumo” ha raggiunto le 50mila firme necessarie e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="89" data-end="238"><strong data-start="89" data-end="238">Raccolte 50mila firme per aumentare di 5 euro il prezzo dei prodotti con nicotina. Il ricavato sarebbe destinato al Servizio sanitario nazionale.</strong></p>
<p data-start="240" data-end="486">Le <strong data-start="243" data-end="266">sigarette a 10 euro</strong> potrebbero diventare una realtà in Italia. La proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla campagna “5 euro contro il fumo” ha raggiunto le 50mila firme necessarie e ora dovrà essere esaminata dal Parlamento.</p>
<p data-start="488" data-end="828">Il testo prevede un aumento di 5 euro su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. La misura riguarderebbe quindi sigarette tradizionali, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche. L’incremento sarebbe applicato come accisa specifica, in aggiunta a quelle già esistenti, a partire dal prossimo gennaio in caso di approvazione.</p>
<h2 data-section-id="1i01m48" data-start="830" data-end="878">Sigarette a 10 euro, cosa prevede la proposta</h2>
<p data-start="880" data-end="1066">Secondo i promotori, l’obiettivo è ridurre il consumo di tabacco intervenendo sul prezzo. La campagna è sostenuta da Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom.</p>
<p data-start="1068" data-end="1294">Le associazioni chiedono al Parlamento di discutere rapidamente la proposta. Il gettito stimato, circa 800 milioni di euro l’anno, dovrebbe essere destinato al finanziamento e al rafforzamento del Servizio sanitario nazionale.</p>
<p data-start="1296" data-end="1415">La misura, secondo le stime diffuse dai promotori, potrebbe contribuire a una riduzione del 37% del consumo di tabacco.</p>
<h2 data-section-id="1qtydxs" data-start="1417" data-end="1445">I dati sul fumo in Italia</h2>
<p data-start="1447" data-end="1798">In Italia fuma poco meno di un adulto su quattro nella fascia 18-69 anni. Il fumo resta uno dei principali fattori di rischio per diverse patologie: è collegato alla gran parte dei tumori al polmone e a una quota rilevante dei tumori alla vescica. Incide anche su malattie cardiovascolari e respiratorie, tra cui infarto, ictus, enfisema, asma e Bpco.</p>
<p data-start="1800" data-end="1959">Preoccupa anche il dato tra i più giovani. Tra gli studenti dagli 11 ai 13 anni fuma o svapa il 7,5%, mentre tra i 14 e i 17 anni la percentuale sale al 37,4%.</p>
<p data-start="1961" data-end="2106">I promotori sostengono che l’aumento dei prezzi sia una leva efficace soprattutto per scoraggiare l’accesso dei giovani ai prodotti con nicotina.</p>
<p data-start="2108" data-end="2278">Nel confronto europeo vengono citati i casi di Francia e Irlanda, dove l’aumento del costo delle sigarette è stato accompagnato da un calo della quota di fumatori adulti.</p>
<p data-start="2280" data-end="2426">Ora la parola passa al Parlamento. Solo l’iter legislativo chiarirà tempi, modifiche eventuali e possibilità reali di approvazione della proposta.</p>
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		<title>Ebola Bundibugyo, allarme tra Congo e Uganda</title>
		<link>https://newsitalynews.it/salute/2026/05/27/ebola-bundibugyo-allarme-tra-congo-e-uganda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 06:03:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il focolaio partito nell’Est della Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto l’Uganda. L’Oms segnala ritardi nella risposta, mentre mancano vaccini approvati per questo ceppo. L’Ebola Bundibugyo torna a preoccupare l’Africa centrale. Il nuovo focolaio, dichiarato dalla Repubblica Democratica del Congo il 15 maggio 2026, interessa soprattutto la provincia orientale dell’Ituri e ha già superato il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="78" data-end="261"><strong data-start="78" data-end="261">Il focolaio partito nell’Est della Repubblica Democratica del Congo ha raggiunto l’Uganda. L’Oms segnala ritardi nella risposta, mentre mancano vaccini approvati per questo ceppo.</strong></p>
<p data-start="263" data-end="736">L’<strong data-start="265" data-end="285">Ebola Bundibugyo</strong> torna a preoccupare l’Africa centrale. Il nuovo focolaio, dichiarato dalla Repubblica Democratica del Congo il 15 maggio 2026, interessa soprattutto la provincia orientale dell’Ituri e ha già superato il confine con l’Uganda. L’Organizzazione mondiale della sanità ha indicato l’evento come emergenza sanitaria internazionale, anche per l’assenza di vaccini e terapie specifiche approvate contro questa variante.</p>
<h2 data-section-id="16dee5s" data-start="738" data-end="800">Ebola Bundibugyo, perché il focolaio è difficile da fermare</h2>
<p data-start="802" data-end="1196">Il virus Bundibugyo appartiene alla famiglia degli ebolavirus, ma è diverso dal ceppo Zaire, per il quale esistono strumenti di prevenzione più avanzati. Secondo l’Oms, per questa variante non sono disponibili vaccini autorizzati né trattamenti specifici, anche se le cure di supporto precoci restano decisive per aumentare le possibilità di sopravvivenza.</p>
<p data-start="1198" data-end="1581">La difficoltà non riguarda solo l’aspetto medico. Le aree colpite si trovano in una zona segnata da insicurezza, sfollamenti, movimenti legati alle attività minerarie e frequenti passaggi di frontiera. Tutti fattori che rendono più complesso individuare i contatti, isolare i casi sospetti e portare materiale sanitario nei villaggi più esposti.</p>
<p data-start="1583" data-end="1891">Il contagio è stato confermato anche in Uganda, dove le autorità sanitarie hanno registrato casi collegati al focolaio congolese. Tra le persone contagiate ci sono anche operatori sanitari, un segnale che aumenta la pressione sugli ospedali e sulle unità di trattamento.</p>
<h2 data-section-id="1kmnql1" data-start="1893" data-end="1931">Guerra, sfollati e diagnosi tardive</h2>
<p data-start="1933" data-end="2299">Nell’Est del Congo la risposta sanitaria si muove dentro un contesto fragile. La presenza di gruppi armati limita gli spostamenti delle équipe mediche e rende più rischioso il lavoro delle organizzazioni impegnate sul campo. A questo si aggiunge la fuga continua della popolazione dalle aree di violenza, con spostamenti che possono favorire la diffusione del virus.</p>
<p data-start="2301" data-end="2604">I primi sintomi dell’Ebola, come febbre, stanchezza, diarrea e dolori, possono essere confusi con altre malattie diffuse nella regione, tra cui malaria e febbre tifoide. Questo ritarda l’isolamento dei pazienti e aumenta il rischio di contagio nelle famiglie, negli ospedali e durante le cure informali.</p>
<p data-start="2606" data-end="2886">L’Oms ha avvertito che la diffusione del virus sta procedendo più rapidamente della risposta sanitaria. Il ritardo nell’identificazione dei primi casi ha costretto le autorità a inseguire il focolaio, invece di contenerlo nelle fasi iniziali.</p>
<p data-start="2888" data-end="3199">Il punto centrale resta la sorveglianza. Servono diagnosi rapide, laboratori vicini alle aree colpite, protezioni per il personale sanitario e canali sicuri per raggiungere le comunità isolate. Senza questi strumenti, il virus può continuare a muoversi insieme alle persone costrette a lasciare le proprie case.</p>
<p data-start="3201" data-end="3323">La priorità, ora, è interrompere le catene di trasmissione prima che il focolaio si allarghi ad altri Paesi della regione.</p>
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		<title>Ravenna, infezione non diagnosticata dopo la protesi: gamba amputata e risarcimento da 650mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 05:27:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo di 67 anni sarà risarcito dopo anni di interventi, dolore e complicazioni seguiti a un’operazione al ginocchio in una clinica privata. Un intervento per una protesi al ginocchio si è concluso con l’amputazione della gamba. È accaduto a Ravenna, dove un uomo di 67 anni ha ottenuto un risarcimento di circa 650mila euro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="135" data-end="281"><strong data-start="135" data-end="281">Un uomo di 67 anni sarà risarcito dopo anni di interventi, dolore e complicazioni seguiti a un’operazione al ginocchio in una clinica privata.</strong></p>
<p data-start="283" data-end="525">Un intervento per una protesi al ginocchio si è concluso con l’amputazione della gamba. È accaduto a Ravenna, dove un uomo di 67 anni ha ottenuto un risarcimento di circa 650mila euro al termine di una causa civile contro una clinica privata.</p>
<p data-start="527" data-end="913">Secondo quanto emerso nel procedimento, il paziente era stato operato nell’aprile 2013 per l’impianto di una protesi al ginocchio sinistro. Dopo l’intervento, però, le sue condizioni non sarebbero migliorate. Al contrario, nei mesi successivi sarebbero comparsi rigidità articolare, difficoltà nei movimenti, dolore, gonfiore e fuoriuscita di materiale purulento dalla zona interessata.</p>
<h3 data-section-id="uwn0er" data-start="915" data-end="959">L’infezione dopo la protesi al ginocchio</h3>
<p data-start="961" data-end="1189">Il punto centrale della vicenda riguarda un’infezione che, secondo la ricostruzione medico-legale, non sarebbe stata individuata in tempo. La diagnosi tardiva avrebbe inciso in modo decisivo sul peggioramento del quadro clinico.</p>
<p data-start="1191" data-end="1499">Per anni l’uomo è stato sottoposto a nuovi interventi chirurgici e trattamenti revisionali. L’ultimo risale al settembre 2019. Il percorso sanitario, iniziato con un’operazione ortopedica programmata, si è trasformato in una lunga serie di complicazioni, fino alla decisione estrema: l’amputazione dell’arto.</p>
<h3 data-section-id="ep72if" data-start="1501" data-end="1542">La perizia e la decisione del giudice</h3>
<p data-start="1544" data-end="1780">Nel corso della causa civile, il giudice si è basato anche su una perizia medico-legale. Il consulente ha ricostruito il nesso tra la gestione del caso, la mancata diagnosi tempestiva dell’infezione e le conseguenze subite dal paziente.</p>
<p data-start="1782" data-end="2082">Dalla valutazione è emerso che, con un corretto percorso terapeutico dopo l’intervento del 2013, il danno alla persona avrebbe potuto essere evitato. La mancata gestione adeguata dell’infezione avrebbe quindi avuto un ruolo determinante nell’evoluzione della patologia e nella successiva amputazione.</p>
<p data-start="2084" data-end="2299">Per questo il tribunale ha riconosciuto all’uomo un maxi-risarcimento di circa 650mila euro. Una somma legata alla gravità permanente delle conseguenze, alla perdita dell’arto e al danno subito nel corso degli anni.</p>
<p data-start="2301" data-end="2536">Il caso richiama l’attenzione sull’importanza dei controlli post-operatori, soprattutto dopo interventi protesici, dove infezioni anche non immediatamente evidenti possono provocare conseguenze gravi se non trattate in modo tempestivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Donazione organi, molti decidono allo sportello: 4 cittadini su 10 non sanno di poter esprimere la volontà</title>
		<link>https://newsitalynews.it/regioni/2026/04/18/donazione-organi-molti-decidono-allo-sportello-4-cittadini-su-10-non-sanno-di-poter-esprimere-la-volonta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 05:52:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Indagine del Centro nazionale trapianti: il 40% scopre solo al rinnovo della carta d’identità elettronica di poter scegliere. Il 58% dei no nasce al momento della richiesta In Italia una parte consistente dei cittadini arriva allo sportello del Comune senza sapere che, durante il rinnovo della carta d’identità elettronica, può dichiarare la propria volontà sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/regioni/2026/04/18/donazione-organi-molti-decidono-allo-sportello-4-cittadini-su-10-non-sanno-di-poter-esprimere-la-volonta/">Donazione organi, molti decidono allo sportello: 4 cittadini su 10 non sanno di poter esprimere la volontà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="152" data-end="342"><strong>Indagine del Centro nazionale trapianti: il 40% scopre solo al rinnovo della carta d’identità elettronica di poter scegliere. Il 58% dei no nasce al momento della richiesta</strong></p>
<p data-start="344" data-end="794">In Italia una parte consistente dei cittadini arriva allo sportello del Comune senza sapere che, durante il rinnovo della carta d’identità elettronica, può dichiarare la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Noto Sondaggi per il Centro nazionale trapianti, secondo cui quasi il 40% di chi rinnova il documento scopre solo in quel momento di avere questa possibilità.</p>
<p data-start="796" data-end="1136">Il dato mette in evidenza un punto critico: la scelta sulla <strong data-start="856" data-end="893">donazione organi carta d’identità</strong> viene spesso fatta senza un’informazione preventiva adeguata. Secondo l’indagine, un cittadino su due decide direttamente allo sportello cosa dichiarare. Una decisione presa all’ultimo minuto, dunque, e non dopo un percorso di consapevolezza.</p>
<p data-start="1138" data-end="1500">Le risposte raccolte confermano infatti che le decisioni improvvisate sono anche quelle più esposte al rifiuto o alla mancata scelta. Tra chi ha detto no alla donazione, il 58% ha maturato questa decisione proprio davanti all’operatore comunale. Ancora più netto il dato relativo a chi ha preferito non esprimersi: quasi l’80% ha scelto di astenersi sul momento.</p>
<h3 data-section-id="1bbygy4" data-start="1502" data-end="1559">Donazione organi carta d’identità, i numeri in Italia</h3>
<p data-start="1561" data-end="1849">I dati aggiornati al 15 aprile 2026 indicano che le dichiarazioni di volontà complessive registrate in Italia sono 26.655.989. Di queste, 24.860.815 sono state raccolte dai Comuni. In questo ambito, il 65,7% dei cittadini ha espresso consenso alla donazione, mentre il 34,3% si è opposto.</p>
<p data-start="1851" data-end="2003">Se si considerano anche le dichiarazioni raccolte attraverso Asl e Aido, la quota dei consensi sale al 67,9%, mentre le opposizioni si fermano al 32,1%.</p>
<p data-start="2005" data-end="2374">Anche i numeri più recenti mostrano un quadro articolato. Nel primo trimestre del 2026 sono state emesse 2.618.710 carte d’identità elettroniche a cittadini maggiorenni. Le dichiarazioni di volontà registrate sono state 1.624.709, mentre il 38% ha scelto di non esprimersi. Tra chi ha deciso, il 61,1% ha dato il consenso alla donazione e il 38,9% si è detto contrario.</p>
<p data-start="2376" data-end="2586">Nel 2025, invece, su 6.387.071 carte d’identità elettroniche rilasciate a maggiorenni, le dichiarazioni raccolte sono state 3.769.941. In quel caso i consensi si sono fermati al 59,9%, con opposizioni al 40,1%.</p>
<h3 data-section-id="25l3yp" data-start="2588" data-end="2635">Il nodo dell’informazione prima del rinnovo</h3>
<p data-start="2637" data-end="3044">Secondo Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti, il problema principale è proprio la scarsa informazione che precede il rinnovo del documento. Molti cittadini, ha spiegato, non sanno che quella allo sportello è un’occasione utile per esprimersi sulla donazione di organi e tessuti. E spesso ignorano anche un altro aspetto importante: la scelta può essere modificata in qualsiasi momento.</p>
<p data-start="3046" data-end="3379">È un passaggio che pesa sulla qualità della decisione. Sapere in anticipo di dover affrontare questa domanda potrebbe aiutare i cittadini a parlarne in famiglia, a informarsi meglio e ad arrivare preparati. Al contrario, scegliere in pochi secondi davanti a uno sportello rischia di trasformare un diritto in una risposta frettolosa.</p>
<p data-start="3381" data-end="3657">Il tema torna al centro anche in occasione della campagna promossa dal ministero della Salute per sensibilizzare sulla donazione. L’obiettivo è chiaro: aumentare la consapevolezza e ridurre l’effetto sorpresa che, oggi, continua a influenzare una quota rilevante di cittadini.</p>
<p data-start="3659" data-end="3869">La fotografia scattata dal Cnt suggerisce quindi una necessità precisa: informare prima, e meglio. Perché su un tema così delicato la libertà di scegliere conta davvero solo quando è accompagnata da conoscenza.</p>
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		<title>Monopattini, boom di incidenti tra i giovani: senza casco e distratti dal cellulare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 09:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="234" data-end="715">Gli incidenti in monopattino continuano a crescere e colpiscono soprattutto i giovani uomini. Il dato più preoccupante riguarda le cause: nella maggior parte dei casi si tratta di cadute senza coinvolgimento di altri veicoli, spesso legate a distrazioni o condizioni del manto stradale. A fare il punto è uno studio dell’associazione degli Ortopedici e Traumatologi ospedalieri d’Italia (Otodi), che evidenzia criticità diffuse e un impatto sempre più evidente sui Pronto soccorso.</p>
<p data-start="717" data-end="1055">Secondo la ricerca, il 78% degli infortuni in monopattino deriva da cadute autonome. Tra i fattori più frequenti ci sono pavimentazioni irregolari, superfici scivolose e l’uso dello smartphone durante la guida. Un comportamento rischioso, confermato anche dal fatto che quasi un giovane su due utilizza il cellulare mentre è in movimento.</p>
<h3 data-section-id="1nm6tst" data-start="1057" data-end="1116">Incidenti monopattino giovani: chi sono i più coinvolti</h3>
<p data-start="1118" data-end="1375">Il profilo più esposto è chiaro: uomini nel 70% dei casi, con un’età media intorno ai 30 anni. I dati raccolti nei due trauma center di Roma analizzati coprono il periodo dal 2018 al 2024 e riguardano 441 pazienti. Di questi, il 70% ha tra i 15 e i 35 anni.</p>
<p data-start="1377" data-end="1592">Gli incidenti si concentrano soprattutto nei mesi estivi, con il 63% dei casi registrati tra giugno e settembre. Il giorno più critico è il venerdì, quando aumenta l’utilizzo dei monopattini, anche nelle ore serali.</p>
<p data-start="1594" data-end="1794">A preoccupare è soprattutto il mancato utilizzo del casco: solo 36 persone su 441 lo indossavano al momento dell’incidente, meno dell’8%. Un dato che pesa sulle conseguenze cliniche, spesso rilevanti.</p>
<h3 data-section-id="1k0wvuu" data-start="1796" data-end="1848">Traumi frequenti e impatto sul sistema sanitario</h3>
<p data-start="1850" data-end="2113">Le lesioni più comuni riguardano testa e volto nel 24% dei casi. Non mancano fratture e lussazioni, in particolare a polso, radio, clavicola, caviglia e tibia. Il 79% dei pazienti ha richiesto una valutazione specialistica e, in molti casi, interventi chirurgici.</p>
<p data-start="2115" data-end="2294">Secondo i ricercatori, il fenomeno comporta un carico crescente per il servizio sanitario nazionale, sia in termini di accessi ai Pronto soccorso sia per i costi legati alle cure.</p>
<p data-start="2296" data-end="2482">Gli esperti sottolineano la necessità di interventi su più fronti: maggiore manutenzione delle strade, corsie dedicate e soprattutto comportamenti più responsabili da parte degli utenti.</p>
<h3 data-section-id="ox1goc" data-start="2484" data-end="2546">Nuove regole in arrivo: targa e assicurazione obbligatorie</h3>
<p data-start="2548" data-end="2738">Per contenere il fenomeno, il nuovo Codice della Strada introduce misure più rigide. Tra queste, l’obbligo di casco, limiti di velocità più stringenti e il divieto di trasportare passeggeri.</p>
<p data-start="2740" data-end="2962">Dal 16 maggio entra in vigore anche l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici. Sarà necessaria una copertura RC, come per gli altri veicoli a motore. Chi circola senza rischia sanzioni fino a 400 euro.</p>
<p data-start="2964" data-end="3181">Restano però alcune criticità operative: in diverse zone d’Italia i tempi per ottenere il contrassegno potrebbero rallentare la messa in regola dei mezzi, con il rischio di lasciare temporaneamente fermi molti utenti.</p>
<p data-start="3183" data-end="3327">Il quadro che emerge è netto: l’uso dei monopattini è ormai diffuso, ma senza regole rispettate e infrastrutture adeguate il rischio resta alto.</p>
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