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sabato, 17 Gennaio 2026

Una nuova mappa delle argille su Marte chiarisce il ruolo dell’acqua nel passato del pianeta

Uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica ha prodotto la ricostruzione più dettagliata finora disponibile della distribuzione e della composizione delle argille sulla superficie di Marte. L’analisi, basata su quasi 1.500 osservazioni globali raccolte dallo spettrometro CRISM a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, permette di leggere con maggiore precisione la storia geologica del Pianeta Rosso e, soprattutto, di capire dove l’acqua ha lasciato tracce più evidenti.

Le argille sono considerate un indicatore diretto di ambienti antichi formati in presenza di acqua, quindi particolarmente interessanti anche in ottica astrobiologica: alcuni contesti potrebbero aver favorito la conservazione di eventuali biofirme. La nuova mappa distingue con maggiore accuratezza diverse famiglie mineralogiche, dalle argille ricche di ferro a quelle ricche di magnesio, fino a composizioni intermedie. Questa varietà suggerisce condizioni di formazione differenti, legate a processi di alterazione avvenuti in epoche e contesti diversi.

I dati mostrano differenze regionali marcate: alcune aree risultano dominate da argille ferrose, altre da argille magnesiache, mentre in zone ritenute strategiche per le missioni future compaiono miscele più complesse. Il lavoro è rilevante anche per la selezione dei siti di atterraggio e per la pianificazione delle prossime esplorazioni, perché aiuta a individuare i luoghi più promettenti per ricostruire gli antichi ambienti acquosi di Marte.

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