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	<title>Regioni &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Gratta e Vinci, conoscevano i biglietti vincenti: sequestrati oltre 25 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 14:59:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque ex dipendenti avrebbero scoperto in anticipo quattro biglietti con premi milionari, facendoli acquistare a parenti e amici. La Guardia di Finanza ha sequestrato immobili, veicoli e denaro. ROMA, 23 ottobre 2026 – Una presunta truffa sui Gratta e Vinci ha portato al sequestro di beni per oltre 25 milioni di euro. Cinque ex dipendenti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinque ex dipendenti avrebbero scoperto in anticipo quattro biglietti con premi milionari, facendoli acquistare a parenti e amici. La Guardia di Finanza ha sequestrato immobili, veicoli e denaro.</em></p>
<p><strong>ROMA, 23 ottobre 2026</strong> – Una presunta truffa sui Gratta e Vinci ha portato al sequestro di beni per oltre 25 milioni di euro. Cinque ex dipendenti di una società che gestisce il gioco per conto dello Stato avrebbero scoperto in anticipo quali biglietti erano vincenti, facendo poi acquistare i tagliandi a parenti e conoscenti.</p>
<p>L&#8217;operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Roma su disposizione della Corte dei conti del Lazio.</p>
<h2>Come scoprivano i Gratta e Vinci vincenti</h2>
<p>Secondo gli investigatori, i cinque avrebbero utilizzato le proprie password aziendali per entrare nei sistemi informatici della società e individuare i biglietti con i premi più alti.</p>
<p>In questo modo avrebbero scoperto anche in quali ricevitorie sarebbero arrivati i tagliandi.</p>
<p>A quel punto, parenti e amici si sarebbero recati nei punti vendita per comprarli.</p>
<p>I biglietti individuati erano quattro: due con premi da 7 milioni di euro e altri due da 5 milioni. In totale, 24 milioni di euro di vincite.</p>
<p>La società concessionaria del gioco risulta estranea ai fatti contestati.</p>
<h2>Sequestrati 25 immobili, veicoli e conti</h2>
<p>La Guardia di Finanza ha sequestrato 25 immobili, tra appartamenti, villette, garage e cantine, distribuiti in diverse province italiane.</p>
<p>Il provvedimento ha interessato anche cinque tra automobili e moto, oltre a somme di denaro e altre disponibilità finanziarie.</p>
<p>Il valore complessivo dei beni bloccati supera i 25 milioni di euro.</p>
<h2>Cosa succede adesso</h2>
<p>I cinque ex dipendenti dovranno rispondere davanti alla Corte dei conti del Lazio per il presunto danno causato allo Stato.</p>
<p>Il sequestro serve a garantire il possibile recupero del denaro. Sarà il giudice a decidere se confermare, modificare o revocare il provvedimento.</p>
<p>Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nel corso del procedimento.</p>
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		<title>Detenuti e volontari ripuliscono 24 città italiane: il 24 ottobre l&#8217;ambiente diventa occasione di reinserimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 10:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
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		<category><![CDATA[Plastic Free]]></category>
		<category><![CDATA[Reinserimento sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda Chance]]></category>
		<category><![CDATA[tutela ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Plastic Free e Seconda Chance promuovono una mobilitazione in dieci regioni. È il primo appuntamento nazionale dopo il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Coinvolti anche giovani degli istituti penali minorili. Sabato 24 ottobre 2026, detenuti, persone in esecuzione penale esterna e volontari saranno impegnati insieme nella pulizia di 24 città italiane, distribuite in dieci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Plastic Free e Seconda Chance promuovono una mobilitazione in dieci regioni. È il primo appuntamento nazionale dopo il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria. Coinvolti anche giovani degli istituti penali minorili.</strong></p>
<p>Sabato 24 ottobre 2026, detenuti, persone in esecuzione penale esterna e volontari saranno impegnati insieme nella pulizia di 24 città italiane, distribuite in dieci regioni. Una mobilitazione che unisce tutela dell&#8217;ambiente e reinserimento sociale, offrendo a chi sta affrontando un percorso penale la possibilità di contribuire concretamente alla cura degli spazi pubblici.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è promossa da Plastic Free Onlus e Seconda Chance APS e rappresenta il primo appuntamento nazionale successivo alla sottoscrizione del protocollo d&#8217;intesa con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia.</p>
<h2>Un accordo per rendere continuative le iniziative</h2>
<p>La novità riguarda soprattutto la prospettiva del progetto. Il protocollo prevede almeno due mobilitazioni annuali, con l&#8217;obiettivo di trasformare le giornate di volontariato in appuntamenti continuativi dedicati alla responsabilizzazione e all&#8217;inclusione sociale.</p>
<p>La collaborazione tra le due associazioni, infatti, non nasce oggi. Nel marzo 2026 una precedente mobilitazione aveva coinvolto oltre 100 detenuti e centinaia di volontari in più di quindici località italiane, secondo i dati diffusi da Plastic Free.</p>
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<p>Il nuovo accordo punta a dare maggiore stabilità a queste esperienze attraverso il coinvolgimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria.</p>
<h2>Da Nord a Sud: le 24 città coinvolte</h2>
<p>Il programma interessa Campania, Calabria, Lazio, Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Sicilia.</p>
<p>Tra le località coinvolte figurano Napoli, Salerno, Bacoli, Castel Volturno e Mondragone in Campania; Crotone, Palmi e Corigliano-Rossano in Calabria; Pofi, Sermoneta e Viterbo nel Lazio.</p>
<p>In Emilia-Romagna parteciperanno Castelfranco Emilia, Reggio Emilia, Parma e Ferrara. Sono inoltre previsti interventi a Monza, Varese, Livorno, Prato, Padova, Venezia, Trieste, Bari e Catania.</p>
<p>Le attività interesseranno aree urbane, strade e altri spazi pubblici individuati dagli organizzatori.</p>
<h2>Coinvolti anche detenuti minorenni e persone in affidamento</h2>
<p>Uno degli aspetti più significativi della mobilitazione è la partecipazione di persone inserite in percorsi penali differenti.</p>
<p>A Sermoneta saranno coinvolti 21 detenuti della Casa circondariale di Frosinone, impegnati nella pulizia delle strade attorno al borgo medievale. La giornata proseguirà con un pranzo e una visita guidata organizzati in collaborazione con il Comune.</p>
<p>A Palmi parteciperanno cinque detenuti provenienti da diversi istituti calabresi e dieci persone affidate all&#8217;Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria.</p>
<p>A Bari e Catania è prevista anche la partecipazione di giovani degli istituti penali per minorenni, mentre a Trieste le attività di pulizia si svolgeranno sia a terra sia in mare.</p>
<p>A Venezia è stato sottoscritto un ulteriore protocollo con l&#8217;UEPE per favorire il coinvolgimento delle persone in affidamento in prova. L&#8217;appuntamento del 24 ottobre si terrà a Mestre, nell&#8217;area commerciale di via Maderna, dalle 9.30 alle 12.30.</p>
<p>A Ferrara le attività inizieranno alle 14.30 da Porta Paola, con interventi nelle aree delle mura cittadine.</p>
<h2>Il reinserimento attraverso un impegno utile alla comunità</h2>
<p>«<em>Il reinserimento passa anche dalla possibilità di tornare a sentirsi parte attiva della comunità, di contribuire concretamente a qualcosa che ha valore per tutti</em>», dichiara Margherita Maiani, segretario generale di Plastic Free Onlus.</p>
<p>Secondo Maiani, la cura dell&#8217;ambiente può diventare un&#8217;occasione per esercitare responsabilità, recuperare fiducia nelle proprie capacità e costruire relazioni al di fuori del contesto detentivo.</p>
<p>Anche Flavia Filippi, presidente e fondatrice di Seconda Chance APS, sottolinea l&#8217;importanza della continuità: «Il protocollo con il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria ci permette di dare maggiore continuità a queste esperienze e di coinvolgere progressivamente altri istituti».</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato è affiancare alle attività ambientali occasioni di partecipazione sociale che possano accompagnare il percorso di reinserimento.</p>
<h2>La sfida dopo il 24 ottobre: misurare i risultati</h2>
<p>L&#8217;efficacia dell&#8217;iniziativa non dipenderà soltanto dalla quantità di rifiuti raccolti.</p>
<p>Per comprendere il valore del progetto sarà importante conoscere anche il numero complessivo dei partecipanti, gli istituti coinvolti e soprattutto la possibilità di proseguire con nuove esperienze di volontariato.</p>
<p>Il protocollo nazionale costituisce un impegno organizzativo, ma i risultati concreti potranno essere valutati soltanto attraverso le attività effettivamente realizzate.</p>
<p>Il calendario è ancora in aggiornamento e gli organizzatori non escludono l&#8217;aggiunta di altre località. Le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Plastic Free.</p>
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		<title>Castel Volturno, 14enne accoltella un compagno a scuola: arrestato dopo la lite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 14:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ragazzo colpito all&#8217;addome con un coltello a serramanico è stato ricoverato in ospedale. La polizia ha sequestrato l&#8217;arma e sta ricostruendo i motivi dell&#8217;aggressione. CASTEL VOLTURNO (CASERTA), 20 ottobre 2026 – Una lite tra due ragazzi di 14 anni all&#8217;interno di una scuola si è trasformata in un&#8217;aggressione con un coltello. È accaduto a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un ragazzo colpito all&#8217;addome con un coltello a serramanico è stato ricoverato in ospedale. La polizia ha sequestrato l&#8217;arma e sta ricostruendo i motivi dell&#8217;aggressione.</em></p>
<p><strong>CASTEL VOLTURNO (CASERTA), 20 ottobre 2026</strong> – Una lite tra due ragazzi di 14 anni all&#8217;interno di una scuola si è trasformata in un&#8217;aggressione con un coltello. È accaduto a Castel Volturno, in provincia di Caserta. Uno dei due studenti è stato ferito all&#8217;addome e trasportato in ospedale. L&#8217;altro è stato arrestato dalla polizia.</p>
<p>Secondo la ricostruzione degli investigatori riportata da Tgcom24, i due minorenni avrebbero iniziato a discutere per ragioni ancora da chiarire. Durante il litigio, uno dei ragazzi avrebbe estratto un coltello a serramanico, colpendo il coetaneo all&#8217;addome.</p>
<h2>Il ragazzo ferito ricoverato in ospedale</h2>
<p>Dopo l&#8217;aggressione è stato richiesto l&#8217;intervento dei soccorsi. Il personale sanitario del 118 ha prestato le prime cure al quattordicenne ferito, disponendone il trasferimento in ospedale.</p>
<p>Il giovane è stato ricoverato in osservazione e, secondo le prime informazioni, sarebbe in prognosi riservata.</p>
<p>Non sono stati comunicati ulteriori dettagli sulle sue condizioni cliniche.</p>
<h2>La polizia sequestra il coltello: arrestato il 14enne</h2>
<p>Gli agenti del commissariato di Castel Volturno sono intervenuti nell&#8217;istituto dopo una segnalazione alla centrale operativa.</p>
<p>Durante gli accertamenti hanno rinvenuto e sequestrato un coltello a serramanico, ritenuto compatibile con l&#8217;arma utilizzata nell&#8217;aggressione.</p>
<p>Le testimonianze raccolte e gli elementi acquisiti dagli investigatori hanno contribuito alla ricostruzione dell&#8217;episodio.</p>
<p>Il quattordicenne accusato dell&#8217;accoltellamento è stato arrestato e accompagnato al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, a Napoli.</p>
<p>L&#8217;arresto rappresenta una misura adottata nella fase iniziale del procedimento e non costituisce un accertamento definitivo di responsabilità.</p>
<h2>Un coltello portato a scuola: le domande ancora aperte</h2>
<p>L&#8217;episodio pone un interrogativo che va oltre il litigio tra i due adolescenti: come è stato possibile introdurre un coltello all&#8217;interno dell&#8217;istituto scolastico?</p>
<p>Al momento non è stato chiarito se l&#8217;arma fosse stata portata a scuola prima dell&#8217;inizio delle lezioni, né se tra i due ragazzi ci fossero stati precedenti contrasti.</p>
<p>Resta inoltre da accertare che cosa abbia provocato la discussione e quali siano state le circostanze immediatamente precedenti al ferimento.</p>
<p>Saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire questi aspetti, mentre resta prioritaria l&#8217;evoluzione delle condizioni del ragazzo ricoverato.</p>
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		<title>Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere: era nella sezione per detenuti a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:48:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere Sant’Anna]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
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		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[Salim El Koudri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31enne accusato per l’attacco del 16 maggio era detenuto nella sezione riservata alle persone a rischio autolesionistico. È fuori pericolo. Da chiarire come abbia potuto accumulare i medicinali. Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto otto persone nel centro di Modena il 16 maggio scorso, provocando la morte di una donna, ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []">Il 31enne accusato per l’attacco del 16 maggio era detenuto nella sezione riservata alle persone a rischio autolesionistico. È fuori pericolo. Da chiarire come abbia potuto accumulare i medicinali.</p>
<p>Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver travolto otto persone nel centro di Modena il 16 maggio scorso, provocando la morte di una donna, ha tentato il suicidio nel carcere Sant’Anna. Ha ingerito una quantità di farmaci ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Dopo le cure si è ripreso e non sarebbe in pericolo di vita.</p>
<p>Sul caso resta però una questione da chiarire: <strong>El Koudri si trovava nella sezione “I Care”, destinata proprio ai detenuti considerati a rischio di atti autolesionistici</strong>. Sono state avviate verifiche per ricostruire come sia riuscito a procurarsi e ad accumulare i medicinali ingeriti.</p>
<h2>La perizia sulla capacità di intendere e di volere</h2>
<p>Il tentato suicidio arriva pochi giorni dopo un passaggio importante dell&#8217;inchiesta sull&#8217;attacco del 16 maggio.</p>
<p>La perizia discussa nell&#8217;incidente probatorio ha concluso che El Koudri era capace di intendere e di volere al momento dei fatti e che può sostenere il processo. Il 31enne era stato seguito in passato per problemi di natura psichica.</p>
<p>Quel giorno l&#8217;auto guidata da El Koudri travolse diversi pedoni nel centro di Modena. Otto persone rimasero coinvolte e Monica Esposito, 55 anni, morì in ospedale due mesi dopo per le conseguenze delle gravissime ferite riportate.</p>
<h2>Il Garante: «Ogni 33 ore un tentativo di suicidio»</h2>
<p>Dopo quanto accaduto è intervenuto Roberto Cavalieri, Garante regionale delle persone private della libertà personale dell&#8217;Emilia-Romagna. Secondo il dato da lui riferito, nella regione <strong>ogni 33 ore un detenuto tenta di togliersi la vita</strong>.</p>
<p>Cavalieri ha richiamato la necessità di tutelare le persone detenute nei momenti di maggiore fragilità, sottolineando come questo non cancelli né le responsabilità penali né il dolore delle vittime.</p>
<p>Il problema delle condizioni nelle carceri emiliano-romagnole è più ampio: nella relazione sull&#8217;attività 2025 il Garante ha segnalato 1.322 episodi di autolesionismo, tre suicidi e una carenza del 19% nell&#8217;organico della Polizia penitenziaria.</p>
<p>Nel caso El Koudri, intanto, resta aperta una domanda precisa: <strong>come ha potuto avere accesso e accumulare una quantità di farmaci sufficiente a tentare il suicidio mentre si trovava proprio in un reparto destinato alla prevenzione del rischio autolesionistico?</strong> Le verifiche dovranno chiarirlo.</p>
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		<title>Catania, fugge in scooter e viene fermato: poi il malore fatale negli uffici della polizia</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/10/05/catania-fugge-in-scooter-e-viene-fermato-poi-il-malore-fatale-negli-uffici-della-polizia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[catania]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[polizia di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Procura di Catania]]></category>
		<category><![CDATA[questura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA, 5 ottobre 2026 – Un uomo di 40 anni è morto negli uffici delle Volanti della Questura di Catania, dove era stato condotto dopo un inseguimento in scooter. Secondo la ricostruzione della Questura, durante gli accertamenti avrebbe accusato un malore. La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, chiamata ora a chiarire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CATANIA, 5 ottobre 2026 –</strong> Un uomo di 40 anni è morto negli uffici delle Volanti della Questura di Catania, dove era stato condotto dopo un inseguimento in scooter. Secondo la ricostruzione della Questura, durante gli accertamenti avrebbe accusato un malore. La <strong>Procura di Catania ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia</strong>, chiamata ora a chiarire le cause della morte.</p>
<p>È questo il punto centrale di una vicenda sulla quale, al momento, è necessario distinguere quanto ricostruito dagli investigatori da ciò che dovrà essere accertato dagli esami medico-legali.</p>
<h3>Dall&#8217;alt della polizia all&#8217;inseguimento</h3>
<p>Secondo quanto comunicato dalla Questura e riportato da ANSA e RaiNews, il quarantenne viaggiava a bordo di uno scooter e non si sarebbe fermato all&#8217;alt intimato da una pattuglia della polizia durante un controllo. Ne sarebbe nato un inseguimento, concluso con il fermo dell&#8217;uomo.</p>
<p>Ricostruzioni giornalistiche locali aggiungono ulteriori particolari: la pattuglia avrebbe notato due scooter procedere velocemente dopo essere stata richiamata dal suono di un allarme e la fuga sarebbe proseguita anche contromano per alcune strade di Catania. Questi dettagli, tuttavia, non compaiono nella più essenziale ricostruzione diffusa da ANSA sulla base delle informazioni della Questura.</p>
<p>Dopo essere stato fermato, il quarantenne è stato accompagnato negli uffici delle Volanti per l&#8217;identificazione e gli accertamenti di rito.</p>
<h3>Il malore e i tentativi di soccorso</h3>
<p>È all&#8217;interno degli uffici che, <strong>secondo la ricostruzione della Questura</strong>, l&#8217;uomo avrebbe accusato il malore.</p>
<p>Gli agenti hanno prestato i primi soccorsi e successivamente è intervenuto il personale del 118. I tentativi di salvarlo non sono però riusciti e il quarantenne è deceduto.</p>
<h3>L&#8217;autopsia dovrà chiarire la causa della morte</h3>
<p>La Procura di Catania ha quindi aperto un&#8217;inchiesta sull&#8217;accaduto e disposto l&#8217;autopsia.</p>
<p>Ed è proprio questo l&#8217;accertamento decisivo. <strong>Al momento le fonti consultate non consentono di stabilire quale sia stata la causa del malore fatale</strong>, né quindi di attribuire il decesso a una specifica circostanza.</p>
<p>L&#8217;esame medico-legale dovrà fornire elementi sulla causa della morte; parallelamente l&#8217;inchiesta dovrà ricostruire con precisione la sequenza temporale che va dall&#8217;inseguimento al fermo, dal trasferimento negli uffici della polizia fino al malore e al decesso.</p>
<p>Fino ai risultati degli accertamenti, ogni conclusione sulle cause della morte sarebbe prematura.</p>
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		<title>Neonata muore dopo il parto in casa a Mugnano: tre punti ancora da chiarire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:21:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Giugliano]]></category>
		<category><![CDATA[Mugnano di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[neonata]]></category>
		<category><![CDATA[parto in casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La donna, 31 anni, è stata soccorsa dal 118 e trasferita all’ospedale San Giuliano di Giugliano. Da chiarire se la bambina sia nata già senza vita e se durante il parto fosse presente personale sanitario. Una neonata è morta dopo un parto avvenuto in casa a Mugnano di Napoli, mentre la madre, 31 anni, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La donna, 31 anni, è stata soccorsa dal 118 e trasferita all’ospedale San Giuliano di Giugliano. Da chiarire se la bambina sia nata già senza vita e se durante il parto fosse presente personale sanitario.</strong></p>
<p>Una <strong>neonata è morta dopo un parto avvenuto in casa a Mugnano di Napoli</strong>, mentre la madre, 31 anni, è stata soccorsa e trasportata d’urgenza all’ospedale San Giuliano di Giugliano. Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti dei carabinieri di Mugnano e Marano. La dinamica, allo stato delle informazioni disponibili, non è stata ancora completamente ricostruita. <a href="https://www.fanpage.it/napoli/partorisce-in-casa-ma-la-bimba-muore-la-mamma-ricoverata-e-grave-tragedia-a-mugnano-di-napoli/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener">Fanpage</a></p>
<p>La vicenda risale al fine settimana appena trascorso. Diverse fonti collocano l&#8217;episodio <strong>domenica 27 settembre</strong>, in un&#8217;abitazione di via dei Fiori, nei pressi dello stadio Vallefuoco. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe partorito nel bagno di casa. <a href="https://www.cronachedellacampania.it/2026/09/mugnano-partorisce-nel-bagno-di-casa-la-neonata-muore-indagine-dei-carabinieri/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener">Cronache della Campania</a></p>
<p>Dopo l&#8217;allarme sono intervenuti i sanitari del 118. La 31enne, in condizioni molto gravi, è stata trasferita al <strong>San Giuliano di Giugliano</strong>, dove i medici sono riusciti a stabilizzarla. Le informazioni più recenti confermano che la donna è ancora ricoverata. <a href="https://www.fanpage.it/napoli/bimba-partorita-in-bagno-e-morta-a-mugnano-di-napoli-la-mamma-si-era-sentita-male-e-ancora-ricoverata/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noopener">Fanpage</a></p>
<p>Per la bambina, invece, non c&#8217;è stato nulla da fare.</p>
<h2>I punti ancora da chiarire</h2>
<p>È proprio sulle circostanze della morte della neonata che si concentra ora l&#8217;attenzione degli investigatori.</p>
<p>Un elemento fondamentale non risulta ancora chiarito: <strong>la bambina era già priva di vita al momento della nascita oppure è morta successivamente?</strong> Non è stato inoltre accertato pubblicamente se il parto nell&#8217;abitazione fosse programmato e se in quel momento fosse presente personale sanitario specializzato.</p>
<p>Sono aspetti decisivi per ricostruire correttamente una vicenda sulla quale, proprio per la delicatezza del caso, è necessario distinguere ciò che è stato verificato dalle ipotesi ancora al vaglio.</p>
<h2>Gli accertamenti dei Carabinieri</h2>
<p>I carabinieri di Mugnano e Marano hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto nell&#8217;abitazione e le fasi immediatamente successive al parto. I militari hanno raccolto elementi anche in ospedale.</p>
<p>Al momento <strong>non risultano pubblicamente definite le cause della morte della neonata</strong>. Saranno gli approfondimenti investigativi e medico-legali a dover fornire risposte sui passaggi ancora oscuri della vicenda.</p>
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		<title>Spritz “tarocco” a Venezia, bottiglie manomesse: sequestrati anche 250 alimenti</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/09/29/spritz-tarocco-a-venezia-bottiglie-manomesse-sequestrati-anche-250-alimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[controlli alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[polizia locale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Spritz]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il controllo della Polizia locale in un esercizio di Cannaregio fa emergere un quadro più ampio: circa 250 alimenti senza tracciabilità, 2.000 euro di sanzione e sette chili di dolci da smaltire per la presenza di formiche. VENEZIA, 29 settembre 2026 – Fuori la bottiglia di un marchio conosciuto, dentro il sospetto di un prodotto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il controllo della Polizia locale in un esercizio di Cannaregio fa emergere un quadro più ampio: circa 250 alimenti senza tracciabilità, 2.000 euro di sanzione e sette chili di dolci da smaltire per la presenza di formiche.</strong></p>
<p>VENEZIA, 29 settembre 2026 – Fuori la bottiglia di un marchio conosciuto, dentro il sospetto di un prodotto diverso e di qualità inferiore. È quanto emerso durante un controllo della Polizia locale di Venezia in un pubblico esercizio di Cannaregio, scattato dopo un esposto arrivato al Comando.</p>
<p>Il caso dello <strong>Spritz con bottiglie manomesse </strong>ha fatto rapidamente il giro d&#8217;Italia. Ma il verbale dell&#8217;operazione, reso noto dal Comune di Venezia, racconta una vicenda più ampia: oltre agli alcolici sono stati trovati circa <strong>250 prodotti alimentari senza tracciabilità</strong>, mentre sette chili di prodotti di pasticceria sono stati destinati allo smaltimento dopo il rinvenimento di formiche</p>
<p><strong>Le bottiglie dietro il bancone</strong></p>
<p>Il sopralluogo è stato effettuato dal Nucleo Attività produttive della Polizia locale.</p>
<p>Sul retro del banco di mescita gli agenti hanno trovato diverse bottiglie di noti alcolici completamente piene, nonostante presentassero il sigillo del tappo manomesso o rimosso e il contrassegno di Stato staccato.</p>
<p>Secondo il Comune, si tratta di una modalità che suggerisce il possibile riempimento abusivo delle bottiglie originali con prodotti di qualità inferiore. L&#8217;intero lotto è stato sequestrato. La fonte istituzionale parla infatti di **«presunta irregolare commercializzazione»**: un elemento importante, perché gli accertamenti devono essere distinti dalle conclusioni definitive.</p>
<p>Il punto non è quindi l&#8217;utilizzo di un bitter meno costoso al posto di un marchio famoso. Un esercente può scegliere i prodotti che intende servire. Il problema nasce quando al consumatore viene presentato un prodotto come se fosse quello indicato dalla bottiglia e dall&#8217;etichetta mentre il contenuto sarebbe differente.</p>
<p><strong>Non soltanto Spritz: 250 alimenti senza tracciabilità</strong></p>
<p>È questo l&#8217;aspetto dell&#8217;operazione rimasto in secondo piano in molti dei primi resoconti.</p>
<p>Nel banco frigo gli agenti hanno individuato circa 250 prodotti alimentari privi di tracciabilità, pronti per essere somministrati. La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo e per la mancata tracciabilità è stata applicata una sanzione di 2.000 euro.</p>
<p>Le verifiche hanno inoltre evidenziato, secondo quanto comunicato dall&#8217;amministrazione veneziana, sporcizia accumulata su pavimenti e arredi e parti della pavimentazione deteriorate.</p>
<p>Nel banco della pasticceria sono state rilevate anche formiche. Gli operatori hanno quindi disposto lo smaltimento di tutti i dolci esposti: circa <em>sette chilogrammi di prodotti.</em></p>
<p><strong>Il Comune annuncia nuovi controlli</strong></p>
<p>L&#8217;assessore al Commercio di Venezia Sebastiano Costalonga ha definito grave quanto riscontrato, richiamando sia la tutela della salute dei consumatori sia il rispetto delle regole da parte delle attività commerciali.</p>
<p><strong>Il Comune ha annunciato che i controlli proseguiranno.</strong></p>
<p>Il caso, dunque, va oltre l&#8217;immagine curiosa dello “Spritz tarocco”: riguarda la possibilità per il cliente di sapere che cosa sta realmente acquistando e consumando, insieme alla tracciabilità degli alimenti e alle condizioni igieniche dei locali.</p>
<p>Ed è proprio questo il dato più rilevante emerso dall&#8217;ispezione di Cannaregio: dietro alcune bottiglie sospette, gli agenti hanno trovato un quadro di irregolarità ben più esteso di un aperitivo venduto con un&#8217;etichetta che potrebbe non corrispondere al contenuto.</p>
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		<item>
		<title>Rifiuta di sposare un connazionale, padre denunciato ad Arezzo: aggredite figlia e moglie</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/09/23/rifiuta-di-sposare-un-connazionale-padre-denunciato-ad-arezzo-aggredite-figlia-e-moglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
		<category><![CDATA[arezzo]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio forzato]]></category>
		<category><![CDATA[polizia di stato]]></category>
		<category><![CDATA[violenza in famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La giovane maggiorenne non voleva sposare un connazionale. La Polizia è intervenuta dopo una chiamata al 112: denunciato il padre per maltrattamenti e costrizione o induzione al matrimonio. Una giovane maggiorenne si oppone al matrimonio voluto dal padre. La tensione in famiglia degenera e, secondo la ricostruzione della Polizia, l&#8217;uomo colpisce a schiaffi sia la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="131" data-end="324"><strong data-start="131" data-end="324">La giovane maggiorenne non voleva sposare un connazionale. La Polizia è intervenuta dopo una chiamata al 112: denunciato il padre per maltrattamenti e costrizione o induzione al matrimonio.</strong></p>
<p dir="auto" data-start="326" data-end="702">Una giovane maggiorenne si oppone al matrimonio voluto dal padre. La tensione in famiglia degenera e, secondo la ricostruzione della Polizia, l&#8217;uomo colpisce a schiaffi sia la figlia sia la moglie, intervenuta a sostenerla. È accaduto ad <strong data-start="564" data-end="596">Arezzo domenica 20 settembre</strong>, davanti agli altri figli della coppia, alcuni dei quali minorenni.</p>
<p dir="auto" data-start="704" data-end="1039">L&#8217;uomo, di origine pakistana, è stato <strong data-start="742" data-end="851">denunciato in stato di libertà per maltrattamenti in famiglia e per costrizione o induzione al matrimonio</strong>. Dopo essere stata informata la Procura della Repubblica di Arezzo, la Polizia ha proceduto al suo <strong data-start="951" data-end="1000">allontanamento d&#8217;urgenza dalla casa familiare</strong>.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1jg7pgp" data-start="1041" data-end="1091">La chiamata al 112 e l&#8217;intervento della Polizia</h2>
<p dir="auto" data-start="1093" data-end="1255">L&#8217;allarme è scattato intorno alle <strong data-start="1127" data-end="1153">12.30 del 20 settembre</strong>, quando al Numero unico di emergenza 112 è arrivata la segnalazione di una lite familiare degenerata.</p>
<p dir="auto" data-start="1257" data-end="1577">Le Volanti della Questura di Arezzo, raggiunta l&#8217;abitazione, hanno accertato che durante la discussione l&#8217;uomo avrebbe colpito con alcuni schiaffi la moglie e la figlia maggiorenne. La scena si sarebbe svolta alla presenza degli altri figli della famiglia, tra i quali anche minori.</p>
<p dir="auto" data-start="1579" data-end="1746">È da quel momento che gli accertamenti hanno fatto emergere un quadro che, secondo la prima ricostruzione investigativa, non sarebbe limitato all&#8217;episodio di domenica.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="ncduz6" data-start="1748" data-end="1801">Il rifiuto delle nozze e le precedenti aggressioni</h2>
<p dir="auto" data-start="1803" data-end="1928">Al centro dei contrasti familiari ci sarebbe infatti la volontà del padre di <strong data-start="1880" data-end="1927">indurre la figlia a sposare un connazionale</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="1930" data-end="2227">La giovane si sarebbe opposta al matrimonio e le condotte aggressive, riferisce la ricostruzione diffusa dalla Questura, si sarebbero verificate anche in precedenza. Episodi che, tuttavia, <strong data-start="2119" data-end="2188">non erano mai stati denunciati o segnalati alle forze dell&#8217;ordine</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2229" data-end="2439">Un elemento rilevante perché l&#8217;intervento del 20 settembre non ha portato soltanto alla contestazione dei maltrattamenti in famiglia: l&#8217;uomo è stato deferito anche per <strong data-start="2397" data-end="2438">costrizione o induzione al matrimonio</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2441" data-end="2559">Informata la Procura, gli agenti hanno quindi eseguito l&#8217;allontanamento d&#8217;urgenza dell&#8217;uomo dall&#8217;abitazione familiare.</p>
<p dir="auto" data-start="2561" data-end="2834">Il procedimento si trova nella fase delle indagini. Come precisato anche nella comunicazione che ricostruisce l&#8217;intervento, <strong data-start="2685" data-end="2795">l&#8217;indagato deve essere considerato innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di responsabilità</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Testimoni di Geova, cambia la regola sulle trasfusioni: cosa potranno scegliere i fedeli</title>
		<link>https://newsitalynews.it/regioni/2026/09/22/testimoni-di-geova-cambia-la-regola-sulle-trasfusioni-cosa-potranno-scegliere-i-fedeli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 14:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[ultimissime]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
		<category><![CDATA[Testimoni di Geova]]></category>
		<category><![CDATA[Trasfusioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Corpo direttivo modifica una posizione seguita per decenni: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine diventano una decisione personale. Resta il rifiuto del sangue intero da un altro donatore. Una delle posizioni religiose più note dei Testimoni di Geova cambia in maniera sostanziale. I singoli fedeli potranno decidere personalmente se accettare o meno, nell&#8217;ambito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it/regioni/2026/09/22/testimoni-di-geova-cambia-la-regola-sulle-trasfusioni-cosa-potranno-scegliere-i-fedeli/">Testimoni di Geova, cambia la regola sulle trasfusioni: cosa potranno scegliere i fedeli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://newsitalynews.it">News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="1057" data-end="1266"><strong data-start="1057" data-end="1266">Il Corpo direttivo modifica una posizione seguita per decenni: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine diventano una decisione personale. Resta il rifiuto del sangue intero da un altro donatore.</strong></p>
<p dir="auto" data-start="1268" data-end="1566">Una delle posizioni religiose più note dei <strong data-start="1311" data-end="1333">Testimoni di Geova</strong> cambia in maniera sostanziale. I singoli fedeli potranno decidere personalmente se accettare o meno, nell&#8217;ambito delle cure mediche, i quattro principali componenti del sangue: <strong data-start="1511" data-end="1565">globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="1568" data-end="1881">La novità è stata annunciata il <strong data-start="1600" data-end="1621">18 settembre 2026</strong> dal Corpo direttivo attraverso il “2026 Governing Body Update #6”. Sul sito ufficiale JW.org l&#8217;organizzazione parla espressamente di un «adjustment», cioè di una modifica della propria posizione sui componenti del sangue.</p>
<p dir="auto" data-start="1883" data-end="2209">Non significa, però, che sia stato eliminato ogni limite relativo alle trasfusioni. La nuova impostazione riguarda i quattro componenti principali derivati dal sangue di un&#8217;altra persona; resta invece diversa la posizione sulla trasfusione di <strong data-start="2126" data-end="2143">sangue intero</strong> proveniente da un donatore.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1g507kt" data-start="2211" data-end="2250">Cosa cambia per i Testimoni di Geova</h2>
<p dir="auto" data-start="2252" data-end="2323">Il passaggio centrale riguarda soprattutto <strong data-start="2295" data-end="2322">chi prende la decisione</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2325" data-end="2717">Secondo il nuovo orientamento, spetta a ciascun cristiano valutare secondo coscienza l&#8217;impiego nelle cure mediche dei prodotti derivati dal sangue. L&#8217;articolo ufficiale pubblicato dai Testimoni di Geova sottolinea infatti la responsabilità personale nelle decisioni mediche e invita i fedeli a valutare i diversi fattori relativi alla propria situazione.</p>
<p dir="auto" data-start="2719" data-end="2910">La conseguenza è rilevante: globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine non vengono più trattati allo stesso modo del sangue intero, ma diventano oggetto di una <strong data-start="2887" data-end="2909">scelta individuale</strong>.</p>
<p dir="auto" data-start="2912" data-end="3156">Il cambiamento riguarda anche la donazione: secondo quanto riportato da Sky TG24, il fedele può decidere se donare sangue destinato alla separazione dei componenti utilizzabili per le cure di altre persone.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="qdz04c" data-start="3158" data-end="3194">Una posizione seguita per decenni</h2>
<p dir="auto" data-start="3196" data-end="3424">Il tema delle trasfusioni ha rappresentato per decenni uno degli aspetti maggiormente conosciuti della dottrina dei Testimoni di Geova e ha avuto conseguenze concrete nel rapporto tra convinzioni religiose e decisioni sanitarie.</p>
<p dir="auto" data-start="3426" data-end="3689">Proprio per questo la comunicazione del Corpo direttivo assume una portata che va ben oltre un semplice aggiornamento organizzativo: interviene direttamente sulle possibilità a disposizione del fedele quando deve affrontare una terapia o un intervento chirurgico.</p>
<p dir="auto" data-start="3691" data-end="3848">La modifica arriva inoltre dopo un altro cambiamento avvenuto nel corso del 2026 riguardante alcune procedure che utilizzano il sangue dello stesso paziente.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1bopfht" data-start="3850" data-end="3868">Cosa non cambia</h2>
<p dir="auto" data-start="3870" data-end="3962">È essenziale distinguere la nuova possibilità dal via libera generalizzato alle trasfusioni.</p>
<p dir="auto" data-start="3964" data-end="4216"><strong data-start="3964" data-end="4052">Non è stato cancellato il rifiuto del sangue intero proveniente da un&#8217;altra persona.</strong> Il cambiamento riguarda invece i suoi quattro principali componenti, sui quali la decisione viene lasciata al singolo fedele.</p>
<p dir="auto" data-start="4218" data-end="4324">È proprio questa distinzione a rappresentare il punto centrale della svolta annunciata nel settembre 2026.</p>
<p dir="auto" data-start="4326" data-end="4676">Per medici, strutture sanitarie e famiglie si apre così uno scenario diverso rispetto al passato: davanti all&#8217;eventuale utilizzo di globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine non sarà più sufficiente presumere un rifiuto sulla base dell&#8217;appartenenza religiosa. La decisione, secondo il nuovo orientamento, appartiene alla persona interessata.</p>
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		<title>Prof accoltellata, si torna in classe alla Verga. I genitori: «Come ha fatto a portare i coltelli a scuola?»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Centocelle]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Marsilio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Giovanni Verga di Centocelle riprendono le lezioni dopo l’aggressione a Isabella Marsilio. Si valuta un sostegno psicologico per gli alunni, mentre le indagini cercano di ricostruire contatti online e preparazione del tredicenne. ROMA, 21 settembre 2026 – Gli studenti sono tornati questa mattina tra i banchi della scuola media Giovanni Verga di Centocelle, tre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alla Giovanni Verga di Centocelle riprendono le lezioni dopo l’aggressione a Isabella Marsilio. Si valuta un sostegno psicologico per gli alunni, mentre le indagini cercano di ricostruire contatti online e preparazione del tredicenne.</strong></p>
<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" dir="auto" data-start="379" data-end="813">ROMA, 21 settembre 2026 – Gli studenti sono tornati questa mattina tra i banchi della scuola media Giovanni Verga di Centocelle, tre giorni dopo l’aggressione alla professoressa Isabella Marsilio. Un rientro segnato dalla preoccupazione delle famiglie e da una domanda che va oltre il singolo episodio: come ha fatto un ragazzo di 13 anni a entrare a scuola con coltelli e spray urticante e a preparare l’attacco senza essere fermato?</p>
<p dir="auto" data-start="815" data-end="1106">Il tredicenne resta ricoverato nel reparto di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I. Per gli studenti dell&#8217;istituto, riferisce RaiNews, si valuta invece l&#8217;attivazione di un&#8217;assistenza psicologica dopo quanto accaduto venerdì 18 settembre.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="17om823" data-start="1108" data-end="1160">Il racconto dei minuti successivi all&#8217;aggressione</h2>
<p dir="auto" data-start="1162" data-end="1324">A fornire un elemento ulteriore sulla condizione del ragazzo subito dopo l&#8217;attacco è Corrado Ruffini, assistente educativo dell&#8217;istituto, intervistato da Tgcom24.</p>
<p dir="auto" data-start="1326" data-end="1645">Ruffini racconta di essere entrato nell&#8217;aula immediatamente dopo l&#8217;aggressione e di aver trovato il tredicenne sotto shock. Secondo la sua testimonianza, il ragazzo continuava a chiedere scusa e gli avrebbe spiegato di avere pianificato di colpire una sola persona, senza fare del male ai compagni, per poi consegnarsi.</p>
<p dir="auto" data-start="1647" data-end="1828">Si tratta del racconto dell&#8217;assistente e non di una conclusione investigativa: sarà il lavoro degli inquirenti a ricostruire intenzioni, preparazione ed eventuali influenze esterne.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="knup16" data-start="1830" data-end="1894">Il video della preparazione e le indagini sui contatti online</h2>
<p dir="auto" data-start="1896" data-end="2165">La preparazione dell&#8217;aggressione è uno degli aspetti più inquietanti della vicenda. Un video mostra il tredicenne mentre, nel bagno della scuola, prende dallo zaino due coltelli e lo spray urticante prima di dirigersi verso l&#8217;aula.</p>
<p dir="auto" data-start="2167" data-end="2625">Gli investigatori stanno inoltre esaminando i dispositivi sequestrati per ricostruire i contatti avuti dal ragazzo nelle settimane precedenti. Tra le piste sottoposte a verifica c&#8217;è quella di possibili influenze provenienti da ambienti estremisti online. È, allo stato, un&#8217;ipotesi investigativa e non un fatto accertato. Gli inquirenti cercano anche di identificare le persone che avrebbero seguito online l&#8217;aggressione.</p>
<h2 dir="auto" data-section-id="1tfg52r" data-start="2627" data-end="2691">Tre coltellate alla docente, poi l&#8217;intervento di uno studente</h2>
<p dir="auto" data-start="2693" data-end="2915">Isabella Marsilio, 66 anni, è stata raggiunta da tre fendenti al fianco. Gli accertamenti sanitari hanno escluso lesioni agli organi interni e la docente è stata dimessa dall&#8217;ospedale.</p>
<p dir="auto" data-start="2917" data-end="3086">Determinante è stato l&#8217;intervento di un altro studente, che ha affrontato il tredicenne e contribuito a interrompere l&#8217;aggressione.</p>
<p dir="auto" data-start="3088" data-end="3340">Ora l&#8217;attenzione torna anche sui ragazzi che erano nella scuola. Le lezioni riprendono, ma il banco del tredicenne resta vuoto e per gli altri alunni potrebbe essere predisposto un percorso di sostegno psicologico.</p>
<p dir="auto" data-start="3342" data-end="3597">La vicenda lascia soprattutto due fronti aperti: quello investigativo, per capire se qualcuno abbia incoraggiato o guidato il tredicenne attraverso la rete, e quello della sicurezza scolastica, rilanciato dalle domande dei genitori al momento del rientro.</p>
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