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sabato, 25 Maggio 2024

Italia scintilla nel ranking globale dell’attrattività lavorativa

Attrattività lavorativa posiziona l’Italia al 12esimo posto mondiale, una notizia che riflette tanto l’ambizione quanto la realtà di un paese sempre più focalizzato sulla mobilità internazionale dei suoi talenti. Secondo l’ultimo rapporto di Boston Consulting Group e The Network, il Bel Paese brilla per le sue offerte, ma anche per la tendenza dei suoi professionisti a guardare oltre i confini nazionali.

In Italia, un quarto dei professionisti esplora attivamente opportunità lavorative all’estero, spinti non solo da migliori condizioni economiche ma anche dalla ricerca di una qualità di vita superiore e opportunità di crescita personale. Tra le mete più desiderate, spiccano Paesi di lingua inglese come Australia, Stati Uniti, Canada e Regno Unito, con Londra che mantiene un forte appeal nonostante la Brexit.

Aspetti chiave dell’attrattività lavorativa italiana

La ricerca svela che il 67% degli italiani è motivato da offerte di lavoro concrete, mentre il 66% è influenzato da fattori economici. Il miglioramento della qualità della vita (62%) e la crescita personale (55%) giocano ruoli cruciali nelle decisioni di trasloco internazionale. La comprensione di questi dati è essenziale per le aziende che cercano di attrarre e mantenere i migliori talenti.

Supporto necessario per i professionisti in trasferta

I lavoratori in cerca di opportunità all’estero si aspettano supporti concreti dai futuri datori di lavoro, inclusi assistenza abitativa (78%), supporto per visti e permessi di lavoro (63%) e aiuto con la lingua (59%). Queste aspettative sono indicative dell’importanza di un pacchetto di relocation completo per attrarre i migliori talenti globali.

Il futuro dell’attrattività lavorativa

Le scelte dei professionisti sono sempre più guidate da aspetti della “employer value proposition” che rispondono a bisogni più emozionali, come un ambiente di lavoro positivo, buoni rapporti con i colleghi, sviluppo delle competenze e flessibilità lavorativa. Questi elementi, secondo Matteo Radice di Bcg, hanno acquisito un’importanza crescente negli ultimi dieci anni, riflettendo un cambiamento profondo nei criteri di scelta del luogo di lavoro ideale.

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