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lunedì, 22 Luglio 2024

Pace contributiva 2024: guida pratica al riscatto contributivo

La Pace Contributiva 2024 è diventata un argomento di grande interesse per i lavoratori italiani. Questo strumento, introdotto dal governo nel contesto delle politiche pensionistiche, offre una possibilità concreta per chi desidera anticipare il momento del pensionamento. Ma come funziona e chi può realmente beneficiarne?

La Pace Contributiva 2024 è indirizzata principalmente a chi rientra nel sistema “contributivo puro”. Questo significa che sono idonei coloro che hanno iniziato a versare contributi non prima del 1° gennaio 1996. I lavoratori con contribuzione mista o retributiva non rientrano in questa categoria.

Per essere considerati “contributivi puri”, i lavoratori non devono aver iniziato l’attività lavorativa regolamentata prima del 31 dicembre 1995. È importante sottolineare che, nel calcolare i “buchi” contributivi da riscattare, si devono escludere i periodi in cui, nonostante il contratto di lavoro, non sono stati versati contributi.

Il processo di riscatto richiede ai lavoratori di coprire completamente il costo dei periodi senza contributi. Le aliquote applicate variano in base alla categoria lavorativa:

  • Lavoratori dipendenti: aliquota del 33%
  • Lavoratori autonomi: circa il 24%
  • Gestione Separata Inps: 25,72%

Il costo del riscatto si basa sulla media della retribuzione degli ultimi 12 mesi precedenti la richiesta. Questa somma viene poi moltiplicata per il numero degli anni da riscattare, fino a un massimo di 5 anni. Inoltre, è possibile diluire il pagamento in un massimo di 120 rate mensili.

La Pace Contributiva 2024 rappresenta un’opportunità per molti lavoratori di anticipare l’età pensionabile. Tuttavia, è essenziale considerare attentamente i costi e le proprie condizioni lavorative prima di adottare questa strategia.

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