Un trentenne è morto a Pescara dopo essere stato colpito con un taser durante un fermo in Questura. Il giovane, affetto da disturbi psichiatrici e seguito dai servizi di salute mentale, ha avuto un arresto cardiocircolatorio pochi minuti dopo la scarica elettrica. Il padre, affranto, ha raccontato la fragilità del figlio e sollevato dubbi sull’intervento delle forze dell’ordine, chiedendosi se non fosse stato più opportuno un ricovero d’urgenza piuttosto che un arresto. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso cordoglio e assicurato che saranno effettuati accertamenti approfonditi. La vicenda riaccende il dibattito sull’utilizzo del taser e sulla gestione delle persone con patologie psichiche in situazioni di crisi.

