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giovedì, 18 Luglio 2024

Migranti, stop alle motovedette italiane per la Tunisia

Il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare di un gruppo di ong e associazioni, sospendendo il trasferimento delle motovedette italiane alla Tunisia. La decisione, che ribalta la precedente sentenza del Tar del Lazio, riflette preoccupazioni sui diritti umani e impone un’attesa fino all’udienza dell’11 luglio.

Nel grande teatro della politica internazionale, l’ultima rappresentazione vede protagonisti i migranti e le motovedette italiane dirette in Tunisia. Il Consiglio di Stato ha deciso di mettere in scena un colpo di scena degno di un thriller, sospendendo il trasferimento delle motovedette fino a nuove indicazioni. Il tutto è avvenuto dopo che un gruppo di ong e associazioni ha presentato un’istanza cautelare, accolta con entusiasmo dal massimo giudice amministrativo.

Le ong, tra cui Asgi, Arci, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, Spazi Circolari e Le Carbet, hanno contestato il finanziamento di 4,8 milioni di euro destinato alla rimessa in efficienza e al trasferimento di sei motovedette alla Tunisia. “Siamo preoccupati per le violazioni dei diritti umani in Tunisia”, spiegano Maria Teresa Brocchetto, Luce Bonzano e Cristina Laura Cecchini, avvocate del pool che segue il caso. E così, la commedia burocratica ha avuto inizio, con il Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso iniziale, solo per essere ribaltato dal Consiglio di Stato, che ha fissato l’udienza in Camera di consiglio per l’11 luglio.

Le organizzazioni avevano presentato il ricorso al Tar del Lazio contestando il finanziamento multimilionario per le motovedette. Il Tar, con un atto che sembrava scritto da un autore di drammi legali, aveva rigettato il ricorso, ritenendo legittimo l’accordo contestato. Il trasferimento delle prime tre motovedette era previsto per giugno, ma le associazioni hanno deciso di fare appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione cautelare. E, in un colpo di scena degno di nota, il massimo giudice amministrativo ha accolto l’istanza, sospendendo il trasferimento.

Il Consiglio di Stato, con un gesto da protagonista della giustizia, ha ritenuto prevalenti le esigenze di tutela rappresentate dalle ong. “Fornire motovedette alle autorità tunisine vuol dire aumentare il rischio che le persone migranti siano sottoposte a deportazioni illegali”, affermano le avvocate del caso. Alla luce delle possibili violazioni dei diritti umani, il trasferimento è stato sospeso.

Le ong sono in festa, o quasi. “La Tunisia non è un luogo sicuro per i migranti“, dichiara Filippo Miraglia di Arci, con l’entusiasmo di un attore che finalmente ha ottenuto il ruolo principale. Lorenzo Figoni di ActionAid Italia aggiunge: “Le deportazioni di massa e le violenze dimostrano che la Tunisia non può essere considerata un porto sicuro“. Laura Marmorale di Mediterranea Saving Humans conclude: “La sospensione è estremamente importante per i diritti umani. La documentazione dimostra che la Tunisia è un porto non sicuro”.

In attesa dell’udienza dell’11 luglio, lo spettacolo continua. Le motovedette rimangono in stand-by, pronte a entrare in scena solo quando il sipario della giustizia lo permetterà.

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