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giovedì, 5 Marzo 2026

Meloni sul conflitto Iran-Israele: “L’Italia non è in guerra”, difese aeree rafforzate

Il conflitto Iran-Israele entra nel sesto giorno e cresce la tensione internazionale. L’Italia segue con attenzione l’evoluzione della crisi mentre il governo ribadisce che il Paese non è coinvolto direttamente nel conflitto. “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando la linea di prudenza dell’esecutivo.

Il governo italiano e la linea sulla crisi

Durante le comunicazioni alla Camera sul conflitto Iran-Israele, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che l’obiettivo prioritario dell’Italia resta la de-escalation. La diplomazia, ha spiegato, rappresenta la “stella polare” dell’azione del governo in una fase in cui il rischio di allargamento della guerra preoccupa diversi Paesi.

Parallelamente il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato misure di sicurezza rafforzate. L’Italia ha deciso il dispiegamento di sistemi di difesa aerea anti-drone e anti-missilistici nelle aree di presenza militare italiana in Medio Oriente, oltre all’innalzamento al massimo livello della protezione dello spazio aereo nazionale. Sono previsti anche aiuti a Cipro nell’ambito delle attività di sicurezza regionale.

La Camera ha inoltre approvato la risoluzione della maggioranza che sostiene la linea del governo sulla crisi.

Gli sviluppi militari in Medio Oriente

Sul terreno, il conflitto Iran-Israele continua a intensificarsi. Nella notte Teheran è stata colpita da nuovi attacchi mentre forti esplosioni sono state segnalate anche a Gerusalemme. Le forze di difesa israeliane hanno parlato di missili lanciati dall’Iran verso il territorio israeliano.

Nel frattempo sono circolate notizie, rilanciate da alcuni media statunitensi e israeliani, su un possibile attacco di terra di milizie curde nell’Iran occidentale. Tuttavia fonti del Kurdistan iracheno hanno smentito che combattenti curdi provenienti dall’Iraq siano entrati nel territorio iraniano.

La tensione si riflette anche sul piano diplomatico e militare internazionale. Teheran ha minacciato gli Stati Uniti dopo l’affondamento di una propria nave, affermando che Washington “si pentirà amaramente”. Dalla Corea del Nord il leader Kim Jong-un ha dichiarato che Pyongyang sarebbe pronta a fornire missili all’Iran.

Un conflitto che preoccupa l’Europa

La crisi resta quindi in evoluzione e continua a preoccupare la comunità internazionale. Per l’Italia la priorità resta evitare un’escalation che possa coinvolgere nuovi Paesi o destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente.

Il governo italiano ribadisce la linea della prudenza: monitorare la situazione, rafforzare le misure di sicurezza e sostenere ogni iniziativa diplomatica utile a fermare il conflitto.

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