Una proposta destinata a far discutere: Dario Franceschini (Pd) ha annunciato l’intenzione di presentare al Senato una legge che assegni ai figli esclusivamente il cognome della madre. L’ex ministro definisce l’iniziativa un “risarcimento per un’ingiustizia secolare”, riferendosi alla tradizione patriarcale che per secoli ha imposto il cognome paterno.
La proposta punta a semplificare il nodo dei doppi cognomi e a lanciare un segnale culturale forte contro la disuguaglianza di genere.
Non sono mancate le reazioni. Dalla destra, Federico Mollicone (FdI) parla di “provocazione irricevibile”, temendo un ribaltamento che porterebbe al matriarcato. Ironico Matteo Salvini: “Cancelliamo i papà dalla faccia della Terra?”.
Tra le voci favorevoli, Luana Zanella (Avs) giudica l’idea “interessante e potente dal punto di vista simbolico”.
Nel mezzo, la Commissione Giustizia, con Giulia Bongiorno, riflette sulla necessità di non rendere “nessun genitore invisibile”.
Il dibattito è aperto: si tratta di una battaglia di civiltà o di una provocazione fuori tempo? Intanto, la proposta Franceschini divide l’opinione pubblica ma apre uno spiraglio per rivedere, finalmente, la trasmissione dei cognomi in chiave di equità di genere.