Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che il governo sta lavorando a una riforma della custodia cautelare, con l’obiettivo di ridurre il numero di detenuti in attesa di giudizio. Attualmente, circa un quarto della popolazione carceraria è composta da persone senza condanna definitiva, un problema che il ministro considera una distorsione del sistema giudiziario.
I criteri che regolano la detenzione preventiva – pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove – secondo Nordio sono diventati formule applicate meccanicamente dai magistrati, senza una reale valutazione caso per caso. Il governo sta quindi studiando alternative, tra cui il possibile utilizzo di caserme dismesse per ospitare i detenuti in attesa di giudizio, garantendo una detenzione più proporzionata e meno afflittiva.
La riforma della custodia cautelare si inserisce in un quadro più ampio di revisione del codice di procedura penale, che potrebbe passare attraverso un referendum popolare. Tuttavia, il percorso non sarà privo di ostacoli, considerando le resistenze della magistratura e i timori dell’opinione pubblica riguardo a un possibile indebolimento delle misure di sicurezza.
Il dibattito è aperto, ma una cosa è chiara: il governo intende cambiare le regole del gioco, con un approccio che potrebbe riscrivere profondamente la giustizia penale in Italia.