Un quadro poco incoraggiante emerge dal rapporto One Health, presentato al Senato dal Campus Bio-Medico di Roma e dall’Istituto Piepoli: solo l’11% degli italiani è pienamente soddisfatto della qualità della vita nella propria città. Il 39% ritiene che la situazione sia peggiorata negli ultimi anni, con criticità più marcate nei grandi centri urbani.
Tra i principali problemi segnalati ci sono la difficoltà di accesso ai servizi essenziali, la mobilità inefficiente e il degrado urbano. Tuttavia, le aspettative per il futuro sono chiare: gli italiani immaginano città più verdi, sicure e sostenibili, con una sanità accessibile e una migliore qualità abitativa.
Lo studio ipotizza due modelli di città per il futuro: le “città da usare”, centri di eccellenza economica e culturale frequentati soprattutto per lavoro, e le “città da vivere”, progettate per garantire inclusione sociale, spazi verdi e servizi di prossimità.
La sfida per i prossimi decenni sarà quella di migliorare la vivibilità urbana attraverso investimenti in trasporti pubblici, rigenerazione degli spazi e sostenibilità. Il modello della “città dei 15 minuti”, in cui ogni servizio essenziale sia raggiungibile con brevi spostamenti, potrebbe rappresentare la chiave per un futuro più equilibrato e vivibile.