Il Consiglio dei ministri approva l’estensione della misura per contenere i rincari di benzina e gasolio. Stanziati 500 milioni, con nuovi interventi anche per agricoltura ed export.
Il governo ha deciso di prolungare fino al 1° maggio il taglio delle accise sui carburanti. Il via libera è arrivato venerdì 3 aprile dal Consiglio dei ministri, che ha approvato un nuovo decreto per estendere una misura già introdotta a metà marzo e in scadenza il 7 aprile. L’obiettivo resta lo stesso: limitare gli effetti del rialzo dei prezzi di benzina e gasolio su famiglie, imprese e trasporti.
A spiegare la copertura del provvedimento è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al termine della riunione a Palazzo Chigi. Le risorse messe sul tavolo ammontano a 500 milioni di euro. Di questi, 200 milioni derivano dall’aumento del gettito Iva legato proprio alla crescita dei prezzi, mentre altri 300 milioni arrivano da fondi Ets non ancora utilizzati. Il ministro ha anche precisato che il decreto contiene un intervento mirato per le aziende agricole, un sostegno tramite Simest per le imprese che lavorano con l’export e il recepimento dell’accordo raggiunto con associazioni e categorie su Transizione 5.0.
Il primo decreto carburanti, approvato dal governo il 18 marzo, aveva previsto per venti giorni una riduzione della tassazione su benzina, gasolio e Gpl. Secondo il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, l’effetto atteso era un calo di circa 25 centesimi al litro per benzina e diesel e di circa 12 centesimi al chilo per il Gpl. La nuova decisione prolunga quindi una misura tampone, adottata in una fase in cui l’esecutivo continua a collegare i rincari alle tensioni internazionali e all’instabilità sui mercati energetici.
Decreto carburanti, perché il governo ha scelto la proroga
La scelta dell’esecutivo arriva mentre i prezzi alla pompa restano elevati. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Mimit il 3 aprile, il prezzo medio nazionale in modalità self service è di 1,763 euro al litro per la benzina e di 2,096 euro al litro per il gasolio. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 1,822 e 2,137 euro al litro. Numeri che spiegano perché il governo abbia deciso di non interrompere subito il taglio delle accise.
Giorgetti ha collegato la proroga anche al quadro geopolitico. Durante la conferenza stampa ha parlato delle possibili ricadute economiche della guerra in Iran, osservando che gli sviluppi internazionali potrebbero avere effetti sia sulla politica monetaria sia su quella fiscale. In sostanza, il messaggio dell’esecutivo è che il decreto serve a coprire l’emergenza immediata, ma che eventuali altre misure dipenderanno dall’andamento della crisi e dai prezzi dell’energia nelle prossime settimane.
Le reazioni politiche e i prossimi passaggi
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la proroga una misura necessaria in una fase delicata, sottolineando che il governo continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del quadro internazionale per difendere famiglie, imprese e lavoro. La linea dell’esecutivo, quindi, è quella di mantenere aperta la possibilità di nuovi interventi se la pressione sui costi energetici dovesse continuare.
Resta da capire quale sarà l’effetto reale della proroga sui prezzi finali. Negli ultimi giorni il mercato ha già assorbito parte del beneficio fiscale e il calo teorico alla pompa non sempre si è trasferito in modo pieno sui listini. Per questo il decreto conserva anche una funzione politica: dare un segnale immediato di intervento, in attesa di capire se il rincaro dei carburanti sarà temporaneo o se costringerà il governo a misure più strutturali dopo il 1° maggio.

