Negli ultimi dieci anni, il congedo di paternità in Italia ha registrato una crescita significativa: dal 19,2% degli aventi diritto nel 2013 al 64,5% nel 2022. Tuttavia, resta un dato che fa riflettere: oltre il 35% dei padri continua a non usufruirne.
Secondo l’INPS e Save the Children, chi ha un contratto stabile e lavora nel Nord Italia è più propenso a richiederlo, mentre i lavoratori precari e quelli delle piccole aziende lo sfruttano meno. Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, sottolinea l’importanza di questa misura non solo per il legame tra padre e figlio, ma anche per una maggiore equità nella gestione familiare.
In Trentino-Alto Adige si registra un approccio più avanzato, con un aumento del congedo facoltativo e del sostegno economico ai padri. Cristiana Scelza di Valore D rilancia il dibattito: estendere il congedo oltre i 10 giorni attuali potrebbe essere la chiave per un vero cambiamento culturale.
Un diritto ancora poco sfruttato, che necessita di maggiore sensibilizzazione per essere considerato la normalità, e non un’eccezione.