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domenica, 19 Maggio 2024

Domenica in cantina, il vino parla la lingua di chi lo beve

L’enoturismo è una particolare forma di turismo che si è sviluppato in Italia nel 1993 e deve il proprio significato alla parola greca “Oinos” (vino) che indica quella tipologia di turismo il cui interesse è focalizzato verso la cultura del vino.

Dalle visite in cantina e ai vigneti, alle degustazioni guidate, l’enoturismo rappresenta oggi la piena valorizzazione delle risorse vinicole del luogo, ma anche l’abbinamento di altri settori strategici quali l’enologia, la gastronomia e il turismo; un importante connubio teso sempre più alla rivalutazione del territorio e delle sue specificità.

Nel mercato globale vince chi riesce ad offrire qualcosa di diverso, meglio se è unico ed inimitabile. Portare avanti la tradizione e innovarsi continuamente. Sperimentare mescolando il vecchio al nuovo, vitigni autoctoni con varietà internazionali.

Il mondo vinicolo italiano  è in notevole crescita, annuncia un rinascimento enologico per molti versi già in fase avanzata e le Domeniche in cantina, accendono le luci giuste, sono i luoghi privilegiati di una valorizzazione autentica e consapevole della qualità raggiunta, che ha consacrato il Nero di Troia come alcuni dei vini più intriganti.

Poche cose sanno identificarsi in un territorio come il vino. Cultura, tradizioni, costumi, storia, diventano un tutt’uno e, sorso dopo sorso, si aprono al racconto per chi è pronto ad ascoltare e a meditare, magari socchiudendo gli occhi.

Di questo sono testimoni i vini pugliesi, insieme all’impegno faticoso del contadino, alla passione del viticultore, alla mano attenta dell’enologo ed alle cure premurose in cantina fino al momento della maturazione.

Il settore vitivinicolo è infatti impegnato a risolvere il binomio “produzione-consumo” che ha portato, da un lato, alla ricerca della maggiore qualificazione di prodotti tradizionali e, dall’altro, alla ricerca di prodotti nuovi, capaci di conquistare nuove fasce di consumatori e di soddisfare le nuove esigenze di consumo.

La riscoperta e la valorizzazione dei vitigni autoctoni può garantire all’enologia italiana grandi soddisfazioni ed il raggiungimento di traguardi internazionali altrimenti non immaginabili.

Un turista italiano su 3 posiziona la Puglia sul podio delle 3 migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, con percorsi innovativi dell’enoturismo esperienziale, che nei premi mesi del  2024, hanno preso d’assalto strutture agrituristiche, bed&breakfast e case vacanza, con l’obiettivo di vivere esperienze nel mondo del vino con le esperienze del turismo in cantina, al fine di valorizzare le esperienze Made in Italy di turismo autentico e sostenibile.

Un mondo che è sostenuto da una interessante e significativa storia, la storia millenaria della nostra terra che aspettava di essere narrata e quindi conosciuta.

Storie di uomini, di luoghi e di uve. Casi di unione indissolubile, felice ed aperta al futuro, una carta d’identità del territorio, una presa di coscienza del patrimonio italiano in tema di vitivinicoltura, di ricchezza di esperienze positive che potrebbero dare valore aggiunto alla nostra terra.

Si è concluso domenica 28 aprile l’evento “Domenica in cantina” che ha visto la San Michele Vitivinicola diventare “città” del buon vino pugliese e di tutto quello che ruota intorno a questa eccezionale bevanda legata, come nessun’altra, alla cultura e al territorio con le sue peculiari identità.

Calici e bottiglie, brindisi, degustazioni ma anche confronti per le eccellenze enologiche pugliesi, con un fuoriprogramma d’eccezione: il presidente della Cooperativa San Michele, ha presentato le nuove tendenze enoiche pugliesi ed i suoi protagonisti: i vini, gli uomini che lavorano nei vigneti e in cantina.

La Cooperativa san Michele si estende per circa 550 ettari di vigneti disposti su declivi dolci ed esposti così da poter ricevere l’irraggiamento solare tutto il giorno tutti i giorni. I vigneti lavorati dai  soci sono principalmente di due tipi: a spalliera e ad alberello, caratteristici del territorio di Minervino Murge, che si adagia su due colline dell’Alta Murgia, a circa 450 metri slm, per la sua posizione geografica è chiamata il “balcone delle Puglie”.

La San Michele Vitivinicola nasce nel 1957 con l’impegno di decine di viticoltori di Minervino Murge, nella trasformazione delle uve dei soci con l’obiettivo di valorizzare i vitigni autoctoni, in un territorio che si estende ai piedi del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, a pochi chilometri dal meraviglioso Castel del Monte.

Oggi la Cantina Sociale San Michele è un’azienda che si è rinnovata e ampliata tecnologicamente, adeguandosi alle specifiche igienico-sanitarie fino alla conservazione del vino e all’imbottigliamento del prodotto raccolto e successivamente lavorato dai soci.

Il Presidente della Cooperativa San Michele e la dott.ssa  Francesca Maria Cardone, ricercatrice CREA Viticoltura ed Enologia, hanno condiviso con impegno la promozione, la tutela e l’informazione ai wine lovers, dell’opportunità che si vuole cogliere con la proposta progettuale della valorizzazione della vitivinicoltura dell’areale Centro-Settentrionale della Puglia, attraverso la diversificazione delle produzioni (spumanti, frizzanti e altre bevande a base di vino) delle aziende viti-vinicole, con conseguente ampliamento dei mercati ed aumento della redditività e competitività delle aziende di questi territori.

La mission come ha asserito la stessa  dott.ssa Cardone, è quello di  applicare le tecnologie di evoluzione assistita alla viticoltura, da vino, da tavola per migliorare la competitività dell’intero settore affrontando le moderne sfide che la ricerca in viticoltura si trova oggi ad affrontare.

Ogni regione del paese ha le sue gemme uniche da offrire. Il Sud Italia non è particolarmente noto per i vini spumanti per il semplice fatto che essendoci un clima mediamente più mite rispetto alle regioni del nord, le acidità e le freschezze necessarie a dare grandi bollicine fanno fatica a costruirsi. Ciò non toglie che in certe zone, specialmente nelle Murge, si stia producendo spumanti molto interessanti grazie all’uso di vitigni autoctoni particolarmente versatili.

La crescita dei consumi sta promuovendo e realizzando vini spumanti che, consentiranno al settore viticolo pugliese di fare quanto hanno già saputo fare altre regioni italiane, cogliendo un’opportunità, quella degli spumanti, cha ha visto l’Italia leader mondiale nell’export, mentre la produzione di bevande frizzanti a basso grado alcolico a base di vino e/o mosto d’uva, intercetterà l’interesse di una nuova fetta di consumatori sempre più attenti all’assunzione moderata di alcol.

La rivoluzione delle bollicine degli ultimi vent’anni, ha portato ad una vera e propria esplosione del consumo dei vini spumanti non solo all’aperitivo, ma a tutto pasto. Merito di due fattori: livello qualitativo in netto aumento anche con bottiglie meno costose,
internalizzazione della cucina, con nuovi cibi che hanno fatto breccia nel gusto dei consumatori.

Questi due fattori hanno permesso alle bollicine di abbinarsi con tantissimi cibi. Il successo delle bollicine è imputabile  a due caratteristiche salienti: effervescenza e freschezza (acidità). Le diverse regioni italiane offrono una vasta gamma di spumanti che esprimono il carattere unico dei loro territori.

Ogni regione presenta una storia, un territorio e una tradizione vinicola che si riflettono nella produzione di spumanti di qualità superiore. Le “bollicine” sono di gran moda. Quello che molti non sanno è che dietro ad ogni bottiglia di spumante, c’è un processo di produzione complesso, la cui messa a punto ha richiesto moltissimi anni e le cui origini risalgono agli albori della storia del vino.

La spumantizzazione, detta anche elaborazione, è la trasformazione di un vino base in uno spumante, creando l’effervescenza, mediante una fermentazione secondaria (o rifermentazione) ad opera degli zuccheri  residui o di miscele zuccherine addizionate  al vino, che può avvenire in recipienti sotto pressione, autoclavi,  o direttamente in bottiglia.

Gli obiettivi operativi della dott.ssa Cardone e della Cooperativa San Michele come Capofila, sono quelli  di individuare e trasformare le  tecniche agronomiche ecosostenibili per la gestione dei vigneti; impiegare la biodiversità microbica isolata le uve, mosti e vini dell’areale Centro-Nord Pugliese per migliorare il tenore acidico di mosti/vini; valorizzare le  due varietà tipiche dell’areale Centro-Nord Pugliese (Nero di Troia e Bombino bianco), mediante la messa a punto di spumanti bianchi e rosati e nuovi prodotti frizzanti a basso grado alcolico; valutazione enologica di vitigni autoctoni e realizzazione di campi di trasferimento varietale; dell’impatto ambientale ed economico delle diverse innovazioni messe a punto. Analisi di mercato, che valuterà i potenziali mercati di destinazione dei nuovi vini messi a punto nel progetto stesso, per massimizzare il valore dei nuovi prodotti con benefici ripartibili su tutta la filiera produttiva.

L’identità di un territorio passa dalle proprie risorse, con particolare riferimento ai prodotti locali e caratteristici di cui il comprensorio di Minervino Murge è ricco. Oggi il turismo enogastronomico, culturale ed ambientale attira i flussi turistici principali, i quali si orientano proprio in virtù dell’offerta che un territorio propone e della sua corretta promozione.

La mission dell’evento Domenica in Cantina, è stata  quella di promuovere il territorio, riscoprirlo e recuperarlo attraverso il riconoscimento dei prodotti identitari della regione con l’ausilio diverse attività: degustazione dei prodotti tipici, show cooking e momenti di incontro curati dagli specialisti del settore, trasmettendo  la competenza ed eleganza spumantistica italiana,  per celebrare ogni momento di quotidianità con qualità ed equilibrio, esaltando con eleganza e brio i vitigni italiani grazie all’innovazione continua, all’audacia interpretativa, al rispetto per gli ingredienti e all’attenzione ai gusti contemporanei.

Competenza, affidabilità e attitudine per l’innovazione sono gli elementi che contraddistinguono San Michele Vitivinicola, un saper fare affinato nel tempo, laboriosità, attenzione alla qualità e amore per la propria terra. Un paradigma che fa della passione e amore per il proprio territorio, il motore e anima della cantina.

L’Italia è leader mondiale del turismo enogastronomico potendo contare sull’agricoltura più green.

Domenica in cantina una  giornata tutta da degustare, dunque, ma anche occasione per un confronto sui risultati delle attività intraprese e sui nuovi progetti nati dalla collaborazione con la ricerca, sulla qualità raggiunta dall’enologia regionale, sugli affascinanti percorsi enologici e gastronomici.

Un differente angolo visuale attraverso il quale imparare a conoscere ed apprezzare una Nazione che ha voglia di riscatto, guardando in maniera orgogliosa e consapevole nel meglio della propria tradizione millenaria.

Un evento che ha dato  l’opportunità di conoscere da vicino un vero e proprio universo fatto di territorio, rete e conoscenze maturate nei campi agroalimentare, enogastronomico e della trasformazione alimentare.

Per i visitatori, inoltre, è stato pensato un programma ricco di appuntamenti, tra momenti di riflessione e confronto di assoluto spessore, degustazioni, musica e visite nei luoghi storici e monumentali di Minervino Murge.

Ha partecipato un pubblico selezionato e qualificato, la Cantina  ha aperto le sue porte a tutti gli appassionati e wine lovers innamorati dei vini del sud. Una visione d’assieme di un sistema meritevole di essere conosciuto per qualità, eccellenza della produzione, varietà e completezza di offerta.

Ai wine lovers, è stato presentato un patrimonio rappresentato dai  vini del territorio, la qualità espressa, le caratteristiche proprie, catapultando gli ospiti in un mondo affascinante, complesso, in cui più elementi si sono intrecciati.

Lo sguardo d’assieme che è venuto  fuori dall’evento, è una foto nitida e completa di quanto gli italiani di buona volontà e di passione genuina abbiano fatto e stiano facendo da qualche anno per valorizzare la loro terra onorando il dio per eccellenza, quello che ci regala un bel bicchiere di rosso frizzante,  che soddisfa i nostri cinque sensi e ci rende felici, specie se lo beviamo in compagnia.

Un evento che ha esaltato  il rapporto meraviglioso tra territorio e vini, che ha celebrato  la bellezza in sé delle vigne e dei nostri paesaggi.

Il tutto è stato allestito alla perfezione per vivere una giornata ricca di colori e gusto, all’insegna della grande cultura rurale e contadina della Puglia e in particolare di Minervino Murge.

Tutti hanno trascorso una piacevole giornata assaporando i valori autentici di un vitigno il Nero di Troia, alla scoperta dei tesori della terra e degustando i prodotti delle aziende locali.

Un incontro di anime, wine lovers e non, di amici, di persone che riescono a fermare il tempo in diversi istanti che non siano mai perduti, dove l’arte ha abbracciato  la strada della cultura viva e gastronomica.

In questi anni la Cantina Sociale San Michele si è rinnovata e ampliata tecnologicamente, adeguandosi alle specifiche igienico-sanitarie fino alla conservazione del vino e all’imbottigliamento del prodotto raccolto e successivamente lavorato dai soci, puntando moltissimo sulle produzioni enologiche pugliesi  e sulle sue tipicità, investendo notevoli risorse e coinvolgendo i vari settori, ottenendo risultati concreti mai visti prima, grazie ad un coinvolgimento incessante delle imprese e del territorio.

Questo è stato un evento che ha  coronato  l’incessante attività della Tutela della Cooperativa dedicata alla valorizzazione del territorio e delle produzioni identitarie.

Il Nero di Troia è la punta di diamante del paniere dei prodotti di qualità di Minervino Murge.

L’arte enologica espressa sotto varie forme, ha consentito di percepire e quindi di apprezzare le sfumature del vino da assaggiare, le sfumature del vino che diventa colore per un quadro unico nel suo genere.

Domenica in cantina  ha rappresentato una forte occasione di coinvolgimento per la cantina e i produttori/soci della Cooperativa, che hanno  parlato al grande pubblico di wine lovers e turisti, promuovendo un evento diffuso sul territorio, aprendo l’azienda alle visite e alle degustazioni,  territorio  che ha saputo  esprimere il carattere dell’accoglienza e della forza produttiva dei vini del Sud.

Un evento che esalta il rapporto meraviglioso tra territorio e vini, che celebra la bellezza in sé delle vigne e dei nostri paesaggi. Di questo sono testimoni i vini pugliesi, insieme all’impegno faticoso del produttore, alla passione del viticultore, alla mano attenta dell’enologo ed alle cure premurose in cantina fino al momento della maturazione.

La riscoperta e la valorizzazione dei vitigni autoctoni può garantire all’enologia italiana grandi soddisfazioni ed il raggiungimento di traguardi internazionali altrimenti non immaginabili.

 

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