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mercoledì, 12 Giugno 2024

Festa di fine Ramadan: studenti del Politecnico chiedono sosta didattica

La festa di fine Ramadan si trasforma in un campo di battaglia ideologico al Politecnico di Milano, dove gli studenti musulmani avanzano una richiesta tanto semplice quanto significativa: una pausa didattica per celebrare adeguatamente questa giornata sacra. In un mondo che si muove velocemente verso l’inclusività e il riconoscimento delle diversità, questa richiesta mette in luce non solo il desiderio di una pausa nel calendario accademico, ma anche l’importanza di riconoscere e valorizzare ogni cultura all’interno dell’ecosistema universitario.

Sulla scia di decisioni simili prese da istituzioni educative in varie parti d’Italia, come l’Istituto Iqbal Masih di Pioltello e l’Università per stranieri di Siena, gli studenti del Politecnico sollevano un punto fondamentale: il rispetto per la diversità culturale e religiosa non è solo un gesto di cortesia, ma un pilastro su cui costruire una comunità accademica veramente inclusiva.

Nonostante l’inequivocabile richiesta degli studenti, la risposta da parte di alcune correnti politiche non si è fatta attendere. La Lega, per bocca dell’eurodeputata Silvia Sardone, ha chiarito la sua posizione, dichiarando l’appello “irricevibile”. Un confronto che mette in evidenza la tensione tra il desiderio di inclusività degli studenti e la resistenza di chi vede nella richiesta una minaccia alla tradizione accademica o, peggio, alla coesione sociale.

L’Associazione degli Studenti Musulmani del Politecnico di Milano (ASM Polimi) argomenta che la sospensione delle lezioni per la festa di fine Ramadan non è solo un gesto di rispetto verso la loro fede, ma anche un incentivo per la coesione sociale e il rispetto reciproco. Affermano che una tale decisione promuoverebbe una migliore comprensione interculturale, un obiettivo che, secondo loro, dovrebbe essere al centro della missione educativa di ogni istituto di istruzione superiore.

Questo episodio al Politecnico di Milano solleva domande importanti sul ruolo delle università nella promozione della diversità e dell’inclusione. Non si tratta solo di riconoscere la festa di fine Ramadan, ma di come le istituzioni educative possono adattarsi per accogliere e celebrare la molteplicità delle identità culturali e religiose che compongono il loro corpo studentesco.

La richiesta degli studenti musulmani del Politecnico diventa, quindi, un simbolo di una sfida più ampia: quella di costruire spazi accademici che siano veramente aperti e inclusivi, dove ogni studente possa sentirsi valorizzato e rispettato.

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