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giovedì, 3 Aprile 2025

Lampedusa, naufragio migranti: disperse 40 persone nel Canale di Sicilia

Lampedusa naufragio migranti, un binomio che si ripete tragicamente nel Mediterraneo, questa volta con un bilancio che lascia sgomenti: 40 dispersi, sei cadaveri recuperati e appena dieci superstiti. Ancora una volta, il mare tra Tunisia e Italia si trasforma in una trappola mortale per chi tenta la traversata in cerca di un futuro migliore.

La Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, instancabili protagonisti di questi scenari drammatici, stanno proseguendo le ricerche nella speranza di trovare superstiti. Ma il tempo scorre inesorabile e il Canale di Sicilia, con le sue correnti e i suoi venti, non lascia molto spazio alla speranza.

I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti nella notte tra domenica e lunedì da Sfax, in Tunisia. A bordo di un gommone, erano 56. Il mare, però, ha deciso diversamente. Dopo meno di 24 ore di navigazione, l’imbarcazione è stata sorpresa dal maltempo e molti dei passeggeri sono finiti in acqua. Il gommone, semiaffondato, è stato poi intercettato nei pressi dell’isolotto di Lampione, ma per molti era già troppo tardi.

Martedì pomeriggio le motovedette hanno sbarcato a Lampedusa dieci superstiti – sei uomini e quattro donne – e sei corpi senza vita, tutti uomini. I cadaveri sono stati portati nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, dove verranno sottoposti a ispezione cadaverica. Nel frattempo, la polizia raccoglierà le testimonianze dei sopravvissuti, nel tentativo di ricostruire l’esatta dinamica del naufragio.

Il Mediterraneo continua a essere un cimitero senza lapidi. La rotta tunisina si conferma una delle più pericolose, con gommoni fatiscenti affidati alle onde da trafficanti senza scrupoli. E mentre l’Europa discute su quote e respingimenti, il mare si prende altre vite.

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