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lunedì, 15 Luglio 2024

Febbre Oropouche, primo caso in Veneto

La febbre Oropouche è arrivata in Veneto, segnando il primo caso europeo di questa malattia virale. Identificato dal Dipartimento di Malattie Infettive Tropicali e Microbiologia dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, il virus è stato diagnosticato a una paziente di ritorno da un viaggio nella regione tropicale caraibica. Le autorità sanitarie e l’ASL della Regione Veneto sono state prontamente informate, così come i servizi di monitoraggio internazionali.

La febbre Oropouche è causata dall’omonimo virus (Oropouche virus – OROV), scoperto nel 1955 a Trinidad e Tobago. Il virus si trasmette principalmente attraverso punture di insetti, come moscerini e zanzare. Secondo Federico Giovanni Gobbi, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell’IRCCS di Negrar, la febbre Oropouche è una delle arbovirosi più diffuse in Sudamerica, con oltre 500.000 casi diagnosticati dal 1955 ad oggi.

La trasmissione della febbre Oropouche avviene principalmente attraverso le punture di moscerini infetti. Il virus, una volta entrato nel corpo umano, può causare sintomi simili ad altre febbri virali tropicali come la Dengue e la Zika.

I sintomi della febbre Oropouche compaiono generalmente tra 3 e 8 giorni dopo la puntura dell’insetto vettore. Concetta Castilletti, responsabile dell’Unità di Virologia e Patogeni Emergenti dell’IRCCS, descrive i sintomi principali: febbre alta (oltre i 39 °C), mal di testa, dolore retrorbitale, malessere generale, mialgia, artralgia, nausea, vomito e fotofobia. In rari casi, il virus può causare meningite ed encefalite. Circa il 60% dei pazienti può sperimentare una ricomparsa dei sintomi, meno gravi, dopo la fase acuta, in un periodo che va da due a dieci giorni, ma anche fino a un mese dopo la prima comparsa.

Il primo caso di febbre Oropouche in Europa, identificato in Veneto, rappresenta una novità preoccupante. Le autorità sanitarie sono già al lavoro per monitorare la situazione e prevenire ulteriori contagi. La vigilanza e la prontezza nel riconoscere i sintomi e le modalità di trasmissione sono essenziali per contenere il virus.

La febbre Oropouche è una nuova sfida per il sistema sanitario europeo, che deve ora affrontare un virus fino ad ora confinato al Sudamerica. La rapida risposta delle autorità venete dimostra l’importanza della preparazione e della collaborazione internazionale nella gestione delle malattie infettive emergenti.

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