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sabato, 15 Giugno 2024

Addio a Giorgio Napolitano, il presidente che ha fatto la storia

Addio a Giorgio Napolitano, il presidente che ha fatto la storia

Si è spento oggi, a 98 anni, Giorgio Napolitano, il presidente emerito della Repubblica che ha segnato la storia del nostro Paese. La sua lunga e intensa carriera politica lo ha visto protagonista in diverse fasi cruciali della vita nazionale e internazionale.

Dalle origini antifasciste alla guida del Pci

Nato a Napoli nel 1925, Napolitano si avvicina alla politica durante la Resistenza, quando aderisce al Partito Comunista Italiano. Laureato in giurisprudenza, diventa dirigente del Pci e viene eletto deputato per la prima volta nel 1953. Ricopre vari incarichi di rilievo all’interno del partito, tra cui quello di responsabile della politica estera e di segretario della federazione di Napoli. Nel 1989, dopo la caduta del muro di Berlino, è tra i promotori della svolta della Bolognina, che porta alla trasformazione del Pci in Partito Democratico della Sinistra.

L’esperienza europea e il ruolo istituzionale

Nel 1992, Napolitano lascia il Parlamento italiano per entrare nel Parlamento europeo, dove resta fino al 1999. In quegli anni, si occupa soprattutto di questioni relative all’allargamento dell’Unione Europea e alla politica di sicurezza e difesa comune. Tornato in Italia, viene nominato ministro dell’Interno nel governo D’Alema II e successivamente presidente della Camera dei deputati. Nel 2006, viene eletto presidente della Repubblica al quarto scrutinio, diventando il primo ex comunista a ricoprire tale carica. Nel 2013, accetta di essere rieletto per un secondo mandato, ma si dimette nel 2015 per motivi di salute.

L’eredità di un uomo di Stato

Giorgio Napolitano è stato un uomo di Stato che ha saputo interpretare con saggezza e equilibrio il suo ruolo di garante delle istituzioni e della Costituzione. Ha affrontato con coraggio e determinazione le sfide poste dalla crisi economica, dalla transizione politica e dalle tensioni sociali. Ha contribuito al rafforzamento dell’integrazione europea e al dialogo tra le forze politiche. Ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro Paese.

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