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	<title>Veneto &#8211; News Italy News | Agenzia di stampa internazionale</title>
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	<description>Le ultime notizie in Italia ed Estero</description>
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		<title>Spritz “tarocco” a Venezia, bottiglie manomesse: sequestrati anche 250 alimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il controllo della Polizia locale in un esercizio di Cannaregio fa emergere un quadro più ampio: circa 250 alimenti senza tracciabilità, 2.000 euro di sanzione e sette chili di dolci da smaltire per la presenza di formiche. VENEZIA, 29 settembre 2026 – Fuori la bottiglia di un marchio conosciuto, dentro il sospetto di un prodotto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il controllo della Polizia locale in un esercizio di Cannaregio fa emergere un quadro più ampio: circa 250 alimenti senza tracciabilità, 2.000 euro di sanzione e sette chili di dolci da smaltire per la presenza di formiche.</strong></p>
<p>VENEZIA, 29 settembre 2026 – Fuori la bottiglia di un marchio conosciuto, dentro il sospetto di un prodotto diverso e di qualità inferiore. È quanto emerso durante un controllo della Polizia locale di Venezia in un pubblico esercizio di Cannaregio, scattato dopo un esposto arrivato al Comando.</p>
<p>Il caso dello <strong>Spritz con bottiglie manomesse </strong>ha fatto rapidamente il giro d&#8217;Italia. Ma il verbale dell&#8217;operazione, reso noto dal Comune di Venezia, racconta una vicenda più ampia: oltre agli alcolici sono stati trovati circa <strong>250 prodotti alimentari senza tracciabilità</strong>, mentre sette chili di prodotti di pasticceria sono stati destinati allo smaltimento dopo il rinvenimento di formiche</p>
<p><strong>Le bottiglie dietro il bancone</strong></p>
<p>Il sopralluogo è stato effettuato dal Nucleo Attività produttive della Polizia locale.</p>
<p>Sul retro del banco di mescita gli agenti hanno trovato diverse bottiglie di noti alcolici completamente piene, nonostante presentassero il sigillo del tappo manomesso o rimosso e il contrassegno di Stato staccato.</p>
<p>Secondo il Comune, si tratta di una modalità che suggerisce il possibile riempimento abusivo delle bottiglie originali con prodotti di qualità inferiore. L&#8217;intero lotto è stato sequestrato. La fonte istituzionale parla infatti di **«presunta irregolare commercializzazione»**: un elemento importante, perché gli accertamenti devono essere distinti dalle conclusioni definitive.</p>
<p>Il punto non è quindi l&#8217;utilizzo di un bitter meno costoso al posto di un marchio famoso. Un esercente può scegliere i prodotti che intende servire. Il problema nasce quando al consumatore viene presentato un prodotto come se fosse quello indicato dalla bottiglia e dall&#8217;etichetta mentre il contenuto sarebbe differente.</p>
<p><strong>Non soltanto Spritz: 250 alimenti senza tracciabilità</strong></p>
<p>È questo l&#8217;aspetto dell&#8217;operazione rimasto in secondo piano in molti dei primi resoconti.</p>
<p>Nel banco frigo gli agenti hanno individuato circa 250 prodotti alimentari privi di tracciabilità, pronti per essere somministrati. La merce è stata sottoposta a sequestro amministrativo e per la mancata tracciabilità è stata applicata una sanzione di 2.000 euro.</p>
<p>Le verifiche hanno inoltre evidenziato, secondo quanto comunicato dall&#8217;amministrazione veneziana, sporcizia accumulata su pavimenti e arredi e parti della pavimentazione deteriorate.</p>
<p>Nel banco della pasticceria sono state rilevate anche formiche. Gli operatori hanno quindi disposto lo smaltimento di tutti i dolci esposti: circa <em>sette chilogrammi di prodotti.</em></p>
<p><strong>Il Comune annuncia nuovi controlli</strong></p>
<p>L&#8217;assessore al Commercio di Venezia Sebastiano Costalonga ha definito grave quanto riscontrato, richiamando sia la tutela della salute dei consumatori sia il rispetto delle regole da parte delle attività commerciali.</p>
<p><strong>Il Comune ha annunciato che i controlli proseguiranno.</strong></p>
<p>Il caso, dunque, va oltre l&#8217;immagine curiosa dello “Spritz tarocco”: riguarda la possibilità per il cliente di sapere che cosa sta realmente acquistando e consumando, insieme alla tracciabilità degli alimenti e alle condizioni igieniche dei locali.</p>
<p>Ed è proprio questo il dato più rilevante emerso dall&#8217;ispezione di Cannaregio: dietro alcune bottiglie sospette, gli agenti hanno trovato un quadro di irregolarità ben più esteso di un aperitivo venduto con un&#8217;etichetta che potrebbe non corrispondere al contenuto.</p>
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		<title>Evita un pedone per un soffio, poi la bestemmia davanti ai vigili: 102 euro di multa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 07:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lido di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[multa per bestemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un 22enne ha evitato per pochi centimetri un pedone mentre viaggiava in scooter al Lido di Venezia. Subito dopo lo spavento ha pronunciato una bestemmia davanti agli agenti della polizia locale ed è stato multato per 102 euro. L&#8217;episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 8 settembre, nei pressi del ponte delle Quattro Fontane, durante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un 22enne ha evitato per pochi centimetri un pedone mentre viaggiava in scooter al Lido di Venezia. Subito dopo lo spavento ha pronunciato una bestemmia davanti agli agenti della polizia locale ed è stato multato per 102 euro.</p>
<p>L&#8217;episodio è avvenuto nel pomeriggio di martedì 8 settembre, nei pressi del ponte delle Quattro Fontane, durante le giornate della Mostra del Cinema di Venezia.</p>
<p>Secondo la ricostruzione, il giovane è riuscito a fermare lo scooter prima di colpire il pedone. Dopo la brusca frenata, però, si è lasciato andare ad alcune espressioni pronunciate ad alta voce.</p>
<p>A poca distanza erano presenti gli agenti della polizia locale, che avevano assistito alla scena. Il motociclista è stato fermato per un controllo e i documenti sono risultati in regola.</p>
<p>Per lui è però arrivata una sanzione da 102 euro per la bestemmia pronunciata in presenza di altre persone. La contestazione fa riferimento all&#8217;articolo 724 del Codice penale, che prevede oggi una sanzione amministrativa pecuniaria per questo comportamento.</p>
<p>La vicenda è stata successivamente pubblicata sui social e in poche ore ha raccolto numerosi commenti, trasformando un incidente evitato per pochi centimetri in un episodio molto discusso sul web.</p>
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		<title>Schiavonia, paziente devasta il pronto soccorso: paura tra medici e infermieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 07:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[aggressioni sanitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un uomo in stato di agitazione ha danneggiato il bagno, lanciato oggetti e minacciato il personale degli Ospedali Riuniti Padova Sud. Nessun ferito, ma l&#8217;attività del reparto ha subito disagi per diverse ore. Un paziente ha devastato parte del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud di Schiavonia, nel Padovano, creando momenti di forte tensione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd"><strong>Un uomo in stato di agitazione ha danneggiato il bagno, lanciato oggetti e minacciato il personale degli Ospedali Riuniti Padova Sud. Nessun ferito, ma l&#8217;attività del reparto ha subito disagi per diverse ore.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Un paziente ha devastato parte del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud di Schiavonia, nel Padovano, creando momenti di forte tensione tra medici e infermieri. L&#8217;episodio è avvenuto nel pomeriggio di domenica 6 settembre e ha condizionato per ore l&#8217;attività del reparto.</p>
<p class="isSelectedEnd">L&#8217;uomo, arrivato in ospedale con il 118, si è mostrato poco collaborativo e contrario agli accertamenti. La situazione è poi peggiorata: il paziente ha iniziato a inveire contro gli operatori e a lanciare diversi oggetti, tra cui una barella.</p>
<p class="isSelectedEnd">Entrato in un bagno dell&#8217;area del pronto soccorso, ha danneggiato il lavabo e altri elementi presenti nella stanza. Il personale sanitario è riuscito a isolarlo fino all&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p class="isSelectedEnd">Nessuno è rimasto ferito. I danni e la necessità di riorganizzare l&#8217;assistenza hanno però avuto conseguenze sull&#8217;attività del pronto soccorso, tornato pienamente operativo intorno alle 22.</p>
<p>L&#8217;episodio arriva mentre resta alta l&#8217;attenzione sulle aggressioni negli ospedali. A Brindisi, il 4 settembre, un infermiere del Centro ustioni dell&#8217;ospedale Antonio Perrino è stato minacciato e schiaffeggiato da un paziente. Sul posto sono intervenuti prima gli addetti alla vigilanza e successivamente gli agenti di Polizia.</p>
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		<title>Incidenti stradali, i numeri non coincidono: nei guai il sindaco che voleva l’autovelox</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/09/04/incidenti-stradali-i-numeri-non-coincidono-nei-guai-il-sindaco-che-voleva-lautovelox/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 13:42:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[falso ideologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Procura contesta i dati sugli incidenti utilizzati per ottenere l’autorizzazione all’installazione di un autovelox. Il sindaco respinge le accuse. La Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di un Comune della provincia, accusato di falso ideologico per i dati sugli incidenti stradali utilizzati per ottenere l’installazione di un autovelox. Al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Procura contesta i dati sugli incidenti utilizzati per ottenere l’autorizzazione all’installazione di un autovelox. Il sindaco respinge le accuse.</strong></p>
<p>La Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di un Comune della provincia, accusato di falso ideologico per i dati sugli incidenti stradali utilizzati per ottenere l’installazione di un autovelox.</p>
<p>Al centro della vicenda c’è la strada regionale 104 Monselice-Mare. Il dispositivo era stato installato nell’agosto 2023 dopo l’autorizzazione della Prefettura.</p>
<p>Nei documenti trasmessi per dimostrare la pericolosità della strada risultavano, tra il 2016 e il 2020, 22 incidenti con 35 feriti. I dati dell’Ufficio statistica della Regione Veneto avrebbero invece indicato, nello stesso periodo, 10 incidenti e 19 feriti, senza vittime.</p>
<p>La differenza tra i numeri ha portato alla presentazione di un esposto e successivamente agli accertamenti della Procura.</p>
<p>Il sindaco respinge le contestazioni e sostiene di non aver compilato né trasmesso personalmente gli atti al centro dell’inchiesta. Ha inoltre ribadito di aver agito nel rispetto delle norme e con l’obiettivo di migliorare la sicurezza della strada.</p>
<p>L’autovelox ebbe comunque vita breve. Circa due mesi dopo l’installazione venne abbattuto nell’ambito delle azioni attribuite al cosiddetto “Fleximan” e non fu più rimesso in funzione.</p>
<p>Adesso la vicenda passa al giudice, che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura.</p>
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		<item>
		<title>Marghera, 37 licenziamenti nel settore tech: lavoratori sostituiti dall’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://newsitalynews.it/economia/2026/03/12/marghera-37-licenziamenti-nel-settore-tech-lavoratori-sostituiti-dallintelligenza-artificiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 10:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marghera torna al centro dell’attenzione per una vicenda che riapre il confronto tra innovazione e lavoro. Nella sede veneziana di una multinazionale americana del settore dei servizi finanziari digitali è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 37 dipendenti, tra ingegneri e informatici. Alla base della scelta ci sarebbe un nuovo modello organizzativo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="228" data-end="700"><strong data-start="255" data-end="267">Marghera</strong> torna al centro dell’attenzione per una vicenda che riapre il confronto tra innovazione e lavoro. Nella sede veneziana di una multinazionale americana del settore dei servizi finanziari digitali è stata avviata una procedura di licenziamento collettivo che riguarda 37 dipendenti, tra ingegneri e informatici. Alla base della scelta ci sarebbe un nuovo modello organizzativo fondato sull’uso crescente dell’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="702" data-end="1092">La comunicazione è arrivata ai sindacati e alle istituzioni nei giorni scorsi. Secondo quanto emerso, l’azienda considera superato il sistema costruito su team locali e soluzioni adattate ai diversi mercati nazionali. L’obiettivo sarebbe ora concentrare le attività in pochi poli globali, puntando su processi più standardizzati, replicabili e scalabili grazie all’intelligenza artificiale.</p>
<p data-start="1094" data-end="1502">I lavoratori coinvolti sono un dirigente, sette quadri e ventinove impiegati con profili altamente specializzati. La decisione, però, non viene letta soltanto come una riorganizzazione interna. Il caso di Marghera viene osservato con attenzione perché potrebbe rappresentare un segnale per tutto il comparto Ict, dove l’automazione sta assumendo un peso sempre più rilevante anche nelle mansioni qualificate.</p>
<p data-start="1504" data-end="2087">Sul territorio cresce la preoccupazione. I sindacati chiedono un confronto con l’azienda e sollecitano un tavolo istituzionale per affrontare una questione che tocca occupazione, sviluppo e regole del mercato del lavoro. I dipendenti, dal canto loro, mettono in guardia da una sostituzione totale del fattore umano: l’intelligenza artificiale accelera molti processi, ma non elimina la necessità di competenze tecniche e intervento diretto quando i sistemi si inceppano. È questo il punto che rende la vicenda di Marghera un caso destinato a far discutere ben oltre i confini locali.</p>
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		<title>Pordenone, il “colpo d’oro” finisce male: rubano pepite… erano calcoli renali</title>
		<link>https://newsitalynews.it/cronaca/2026/02/17/pordenone-il-colpo-doro-finisce-male-rubano-pepite-erano-calcoli-renali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avevano la certezza di aver trovato due pepite. Un piccolo tesoro da infilare in tasca e via. Invece erano calcoli renali. È il dettaglio più surreale di un furto avvenuto a Pordenone, dove i ladri, non trovando oggetti di valore, hanno deciso di portarsi via anche una scatolina con due frammenti scambiati per oro. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="127" data-end="443">Avevano la certezza di aver trovato due pepite. Un piccolo tesoro da infilare in tasca e via. Invece erano calcoli renali. È il dettaglio più surreale di un furto avvenuto a Pordenone, dove i ladri, non trovando oggetti di valore, hanno deciso di portarsi via anche una scatolina con due frammenti scambiati per oro.</p>
<p data-start="445" data-end="797">Il furto a Pordenone è stato messo a segno nella serata di lunedì 16 febbraio, poco dopo le 19, in un appartamento di via Istria. In casa non c’era nessuno. I malviventi sono entrati forzando una finestra che dà su un terrazzino e, una volta dentro, hanno rovistato ovunque, mettendo a soqquadro le stanze alla ricerca di denaro, gioielli e altri beni.</p>
<p data-start="799" data-end="995">Per guadagnare tempo in caso di rientro improvviso dei proprietari, avrebbero anche lasciato le chiavi inserite nella toppa della porta dall’interno, un accorgimento utile a rallentare l’apertura.</p>
<p data-start="997" data-end="1279">Il bottino, secondo il racconto del proprietario di casa Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del Messaggero Veneto, è stato magro: qualche moneta e banconote in valuta estera, dollari e sterline conservati dopo alcuni viaggi, per un valore complessivo che non supererebbe i 150 euro.</p>
<p data-start="1281" data-end="1568">A rendere la vicenda quasi grottesca è l’altro oggetto sparito: una piccola scatola con due frammenti superiori al centimetro. I ladri li avrebbero presi pensando fossero pepite o pietre preziose. In realtà erano calcoli renali, conservati dopo essere stati appena sottoposti ad analisi.</p>
<p data-start="1570" data-end="1915">Un errore che non cambia la sostanza di un appartamento violato e di una casa trovata sottosopra, ma che racconta bene come, nel caos di un furto, possa diventare “prezioso” anche ciò che non lo è affatto. E per chi pensava di aver fatto il colpo della vita, la scoperta rischia di essere decisamente amara: altro che oro, era tutt’altra “roba”.</p>
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		<title>Violenze in Questura di Verona: 12 poliziotti a giudizio, 4 rinviati per tortura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[cronaca giudiziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Questura di Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le violenze in Questura di Verona finiscono davanti al giudice con un nuovo passaggio dell’inchiesta: quattro poliziotti della Questura scaligera sono stati rinviati a giudizio per tortura nell’ambito del procedimento sulle presunte violenze avvenute nel corso del 2022. Il quadro complessivo, secondo quanto riportato, conta 12 rinvii a giudizio, tre condanne con rito abbreviato e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="132" data-end="558">Le <strong data-start="135" data-end="169">violenze in Questura di Verona</strong> finiscono davanti al giudice con un nuovo passaggio dell’inchiesta: <strong data-start="238" data-end="260">quattro poliziotti</strong> della Questura scaligera sono stati <strong data-start="297" data-end="332">rinviati a giudizio per tortura</strong> nell’ambito del procedimento sulle presunte violenze avvenute nel corso del <strong data-start="409" data-end="417">2022</strong>. Il quadro complessivo, secondo quanto riportato, conta <strong data-start="474" data-end="498">12 rinvii a giudizio</strong>, <strong data-start="500" data-end="536">tre condanne con rito abbreviato</strong> e <strong data-start="539" data-end="557">un’assoluzione</strong>.</p>
<p data-start="560" data-end="943">Al centro delle contestazioni ci sono <strong data-start="598" data-end="622">due episodi distinti</strong>, collocati tra <strong data-start="638" data-end="667">l’estate e l’autunno 2022</strong>, che riguardano <strong data-start="684" data-end="706">due uomini fermati</strong>. I quattro imputati, viene riferito, avrebbero “<strong data-start="755" data-end="785">cagionato acute sofferenze</strong>” alle persone coinvolte. Per uno dei due episodi risulta imputato <strong data-start="852" data-end="870">un solo agente</strong>, mentre per l’altro sono contestate responsabilità a <strong data-start="924" data-end="942">tre poliziotti</strong>.</p>
<h3 data-start="945" data-end="1008">Violenze in Questura di Verona: cosa contestano i giudici</h3>
<p data-start="1009" data-end="1366">L’inchiesta non si limita all’ipotesi di tortura. Tra le altre accuse riportate compaiono <strong data-start="1099" data-end="1130">omissione di atti d’ufficio</strong>, <strong data-start="1132" data-end="1160">omessa denuncia di reato</strong> e <strong data-start="1163" data-end="1172">falso</strong>. In particolare, viene citata l’<strong data-start="1205" data-end="1242">interruzione di una perquisizione</strong> finalizzata alla ricerca di armi da sparo, sospesa dopo aver appreso che si trattava dell’abitazione di un loro conoscente.</p>
<p data-start="1368" data-end="1628">Il procedimento include anche contestazioni di <strong data-start="1415" data-end="1427">peculato</strong>: si parla della <strong data-start="1444" data-end="1502">sottrazione di 40 euro e di due pacchetti di sigarette</strong> a una donna fermata durante un controllo. Un ulteriore filone riguarda un’ipotesi di <strong data-start="1588" data-end="1607">omessa denuncia</strong> legata a un collega.</p>
<p data-start="1630" data-end="1903">Nel frattempo, davanti al tribunale di Verona è già <strong data-start="1682" data-end="1706">in corso un processo</strong> a carico di <strong data-start="1719" data-end="1733">due agenti</strong> indicati come i maggiori responsabili delle violenze. Per questo <strong data-start="1799" data-end="1819">secondo stralcio</strong> dell’inchiesta, invece, l’apertura del processo è fissata all’<strong data-start="1882" data-end="1902">11 febbraio 2027</strong>.</p>
<p data-start="1905" data-end="2395">Il dossier giudiziario comprende anche contestazioni per <strong data-start="1962" data-end="1973">lesioni</strong>: <strong data-start="1975" data-end="1989">tre agenti</strong> sono stati rinviati a giudizio con questa imputazione, mentre un <strong data-start="2055" data-end="2065">quarto</strong> è stato già <strong data-start="2078" data-end="2107">condannato a quattro mesi</strong> con rito abbreviato per lo stesso reato. Sempre in abbreviato, altri due agenti hanno ottenuto una <strong data-start="2207" data-end="2226">pena pecuniaria</strong> per omissione e una pena di <strong data-start="2255" data-end="2277">5 mesi e 10 giorni</strong> per falso. Da quest’ultima accusa, una poliziotta è stata invece <strong data-start="2343" data-end="2354">assolta</strong> perché “il fatto non costituisce reato”.</p>
<p data-start="2397" data-end="2806">La vicenda, con i suoi diversi capi d’imputazione e le scadenze processuali già fissate, riporta l’attenzione su ciò che accade dentro gli uffici pubblici quando i controlli e le garanzie non funzionano come dovrebbero. Per i lettori, il punto è semplice: il procedimento va avanti e, con l’avvio del processo previsto nel 2027, si aprirà una fase in cui le responsabilità contestate saranno vagliate in aula.</p>
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		<title>Ritrovato a Milano il 14enne Diego: sta bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 15:26:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato ritrovato a Milano il 14enne Diego, il ragazzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) di cui non si avevano più notizie dal 12 gennaio. Il giovane, rintracciato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio, risulta in buone condizioni. La segnalazione che ha portato al suo ritrovamento è arrivata da una struttura sanitaria del capoluogo lombardo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="390" data-end="788">È stato <strong data-start="398" data-end="436">ritrovato a Milano il 14enne Diego</strong>, il ragazzo di San Giovanni Lupatoto (Verona) di cui non si avevano più notizie dal 12 gennaio. Il giovane, rintracciato nella mattinata di mercoledì 21 gennaio, risulta in buone condizioni. La segnalazione che ha portato al suo ritrovamento è arrivata da una struttura sanitaria del capoluogo lombardo, dove il ragazzo si è presentato spontaneamente.</p>
<p data-start="790" data-end="1141">Gli agenti, impegnati da giorni in controlli mirati anche in questo tipo di luoghi, lo hanno individuato all’interno di un poliambulatorio in zona via Livigno. Dopo l’identificazione, Diego è stato accompagnato negli uffici competenti, dove la situazione viene seguita dalle autorità. Il ragazzo avrebbe già sentito la madre, partita per raggiungerlo.</p>
<p data-start="1143" data-end="1539">A San Giovanni Lupatoto la notizia ha portato sollievo e il Comune ha espresso gratitudine alle forze dell’ordine e a tutti coloro che hanno contribuito alle ricerche, tra cittadini, volontari e associazioni. L’amministrazione ha inoltre manifestato vicinanza alla famiglia, sottolineando l’importanza della collaborazione e del senso di responsabilità dimostrati dalla comunità in questi giorni.</p>
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		<title>Treviso, risarcimento alla vittima: condannati anche i genitori del responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Jan 2026 06:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Treviso il Tribunale ha stabilito che, oltre al giovane autore della violenza, anche i suoi genitori dovranno contribuire al risarcimento destinato alla vittima. La decisione si fonda sul principio della cosiddetta culpa in educando, cioè la responsabilità dei genitori per non aver impartito al figlio un’educazione adeguata e per non aver esercitato una vigilanza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="98" data-end="525">A Treviso il Tribunale ha stabilito che, oltre al giovane autore della violenza, anche i suoi genitori dovranno contribuire al risarcimento destinato alla vittima. La decisione si fonda sul principio della cosiddetta <em data-start="315" data-end="334">culpa in educando</em>, cioè la responsabilità dei genitori per non aver impartito al figlio un’educazione adeguata e per non aver esercitato una vigilanza sufficiente a prevenire comportamenti lesivi verso terzi.</p>
<p data-start="527" data-end="907">La vicenda riguarda un episodio avvenuto nel 2012, quando la vittima aveva appena dieci anni. Il responsabile, all’epoca minorenne, è stato condannato in via definitiva in sede penale a un anno e due mesi di reclusione. Successivamente, una volta raggiunta la maggiore età, la giovane e la sua famiglia hanno avviato una causa civile per ottenere il risarcimento dei danni subiti.</p>
<p data-start="909" data-end="1312">Secondo quanto emerso dalla consulenza tecnica disposta dal giudice, la ragazza soffre di un disturbo post-traumatico da stress di grado moderato e ha riportato un danno biologico permanente stimato nel 19%. Sulla base di questi elementi, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento complessivo superiore a 130mila euro, che dovrà essere corrisposto congiuntamente dal responsabile e dai suoi genitori.</p>
<p data-start="1314" data-end="1713" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La pronuncia richiama un orientamento già consolidato dalla Corte di Cassazione, secondo cui i genitori hanno il dovere di educare i figli affinché non arrechino danni agli altri e di verificare che l’educazione impartita sia adeguata al carattere e alle attitudini del minore. In caso contrario, possono essere chiamati a rispondere civilmente per le conseguenze degli illeciti commessi dal figlio.</p>
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		<title>Misure cautelari per due sedicenni: smantellata la baby gang che agiva nel cuore di Padova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 06:13:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[baby gang]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le indagini della Squadra Mobile di Padova hanno portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di due ragazze di sedici anni, considerate le componenti più attive di una baby gang composta da quattro minorenni. Il gruppo si muoveva soprattutto tra il centro storico e l’area della Stazione, dove avrebbe compiuto ripetuti episodi di minacce, furti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="346" data-end="769">Le indagini della Squadra Mobile di Padova hanno portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di due ragazze di sedici anni, considerate le componenti più attive di una baby gang composta da quattro minorenni. Il gruppo si muoveva soprattutto tra il centro storico e l’area della Stazione, dove avrebbe compiuto ripetuti episodi di minacce, furti e rapine ai danni di giovani e persone ritenute più vulnerabili.</p>
<p data-start="771" data-end="1084">Le due adolescenti, una padovana e una originaria di Monselice, erano già note all’Autorità giudiziaria per precedenti segnalazioni. Gli investigatori hanno ricostruito una sequenza di comportamenti violenti ritenuta tutt’altro che episodica, evidenziando una dinamica di gruppo fondata sulla forza intimidatoria.</p>
<p data-start="1086" data-end="1503">Dopo essere state rintracciate, una delle sedicenni è stata trasferita all’Istituto Penitenziario Minorile di Pontremoli, mentre l’altra è stata collocata in una comunità in Calabria. Entrambe erano già destinatarie di misure di prevenzione disposte dal Questore di Padova. L’attività investigativa ha permesso di chiarire che le azioni del gruppo non erano improvvisate, ma parte di un modus operandi ormai abituale.</p>
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