Gianmarco Mazzi lascia il ruolo di sottosegretario alla Cultura e prende la guida del dicastero dopo l’interim di Giorgia Meloni.
Gianmarco Mazzi ministro del Turismo: da oggi il dicastero ha un nuovo titolare. La nomina è stata formalizzata al Quirinale, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ha firmato il decreto che affida a Mazzi la guida del ministero. Subito dopo è arrivato il giuramento nelle mani del Capo dello Stato.
Con questo passaggio si chiude la fase dell’interim assunto da Meloni il 26 marzo, dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. In quei giorni il Quirinale aveva reso noto il decreto con cui il Turismo era stato temporaneamente affidato alla premier, in attesa della scelta del nuovo ministro.
Mazzi arriva al vertice del ministero dopo l’esperienza da sottosegretario alla Cultura, incarico che ricopriva nel governo Meloni. La sua nomina segna una soluzione interna alla maggioranza e porta al Turismo una figura che, nelle ultime settimane, era già entrata nel confronto politico come uno dei nomi possibili per il dopo Santanchè.
Gianmarco Mazzi ministro del Turismo, il giuramento al Quirinale
La cerimonia si è svolta alla presenza della premier Giorgia Meloni, del sottosegretario Alfredo Mantovano, del segretario generale della Presidenza della Repubblica Ugo Zampetti e del consigliere militare del presidente, il generale Gianni Candotti. Dopo il giuramento, Mazzi ha parlato di un settore “ricco di fascino e grandi professionalità” che richiede “cura attenta” perché rappresenta “un pilastro dell’economia italiana”.
Nelle sue prime parole da ministro, Mazzi ha ringraziato il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio per la fiducia. Ha poi rivolto un passaggio anche al ministro della Cultura Alessandro Giuli, sottolineando il lavoro svolto finora insieme e la volontà di mantenere un collegamento stretto tra turismo e cultura.
Le priorità del ministero dopo l’interim
Il cambio al vertice arriva in una fase delicata per il Turismo, settore centrale per l’economia italiana e per la promozione del Paese. Il ministero è chiamato a seguire dossier che riguardano le imprese del comparto, la gestione delle strutture ricettive, le professioni turistiche e gli strumenti amministrativi già aperti sul fronte della regolazione e dei servizi.
La scelta di Mazzi sembra andare anche nella direzione di un raccordo più stretto con il mondo della cultura, un asse che lo stesso neo ministro ha richiamato subito dopo il giuramento. È un passaggio politico che punta a dare continuità all’azione del governo su un settore considerato strategico e che, dopo giorni di transizione, torna ad avere una guida pienamente operativa.
Per il governo si chiude così una casella rimasta aperta per una settimana. Per Mazzi si apre invece una fase nuova, con un incarico che lo porta da Palazzo Chigi e dal Ministero della Cultura a uno dei dicasteri più esposti sul piano economico e dell’immagine internazionale del Paese. Il primo banco di prova sarà trasformare le dichiarazioni di insediamento in una linea concreta, in un comparto che chiede stabilità, interlocuzione e scelte rapide.

