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mercoledì, 11 Febbraio 2026

Sant’Agata, il Sovrano Ordine O.S.J. Malta offre il cero in Duomo: nuovo incarico a Burlò

A Catania si è rinnovato il rito dell’offerta dei ceri votivi per Sant’Agata, uno dei momenti più attesi che apre ufficialmente le celebrazioni dedicate alla patrona. La parola chiave della giornata è stata proprio l’offerta del cero votivo, gesto antico che unisce devozione personale e identità collettiva.

Il 3 febbraio la città ha vissuto l’avvio della festa con una processione solenne, seguita dalle candelore, le grandi strutture decorate che richiamano le antiche corporazioni artigiane e professionali. Lungo Via Etnea e fino a Piazza Duomo, il passaggio del corteo ha scandito un rito che è insieme religioso, culturale e popolare, capace di raccogliere la comunità attorno a un segno condiviso.

Nel solco della tradizione, alla processione del dono dei ceri hanno preso parte anche i Cavalieri e le Dame del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme O.S.J. Malta. A guidarli è stato il Gran Maestro S.A.S. Principe don Basilio Calì di San Lorenzo, Principe di Rodez. La partecipazione dell’Ordine si è inserita nel corteo partito dalla chiesa di San Biagio in piazza Stesicoro e diretto verso la Cattedrale: un sfilare composto, preceduto dal labaro, nel rispetto della solennità del momento.

Offerta del cero votivo a Sant’Agata, il significato del gesto

In Duomo si è svolta la consegna del cero votivo in offerta a Sant’Agata. È un gesto semplice, ma profondamente sentito: la cera che si consuma richiama una preghiera che resta accesa, l’offerta del proprio tempo e della propria vita alla Santa e la luce della fede che accompagna il cammino del credente. Nella tradizione agatina l’offerta del cero votivo assume anche un valore comunitario, perché lega il singolo devoto all’intera città.

Per il Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme O.S.J. Malta, l’offerta del cero ha anche un significato cavalleresco: è espressione di fedeltà ai principi cristiani, di servizio e di testimonianza pubblica. In quel momento, rito e vocazione si incontrano e l’offerta diventa anche una dichiarazione di responsabilità verso la comunità e i valori che Sant’Agata incarna.

Dopo la celebrazione, nel pomeriggio, durante un incontro con i dignitari dell’Ordine, il Gran Maestro ha conferito l’incarico di Gran Cancelliere dell’Ordine al Ministro dell’Economia Mario Burlò. Un riconoscimento presentato come segno di stima istituzionale e di attenzione alla dimensione umana della sua vicenda personale.

Burlò è stato detenuto per oltre 14 mesi in Venezuela, dopo essere stato arrestato nel novembre 2024 durante un soggiorno nel Paese. È stato trattenuto in una prigione di Caracas insieme ad altre circa cinquecento persone, prima della liberazione e del trasferimento presso l’ambasciata italiana all’inizio di gennaio 2026, grazie a un intervento diplomatico.

Nel suo intervento, Burlò ha collegato l’incarico ricevuto a un impegno che guarda avanti e che richiama la responsabilità verso chi è rimasto in condizioni di detenzione. Ha spiegato di non voler dimenticare chi è ancora privato della libertà e di voler orientare il proprio impegno personale, insieme a quello dell’Ordine, a fare quanto possibile per contribuire alla loro liberazione.

La Festa di Sant’Agata, ancora una volta, si conferma non solo come espressione di una devozione radicata, ma anche come occasione in cui i gesti pubblici della tradizione diventano spazio di riflessione su persona, solidarietà e responsabilità collettiva.

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