Le proiezioni dei principali modelli meteo indicano che all’inizio di febbraio 2026 potrebbe verificarsi un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW), un evento capace di indebolire o deformare il vortice polare. Quando il vortice resta compatto, il freddo rimane confinato alle alte latitudini; se invece si altera, masse d’aria artica possono scendere verso sud, aumentando la probabilità di gelo e nevicate su parte dell’Europa.
Tra gli scenari possibili figura anche uno “split”, cioè una frammentazione del vortice in più lobi, che potrebbe favorire discese fredde verso Europa centrale e settentrionale e, in alcuni casi, verso il Mediterraneo. L’impatto sull’Italia, però, resta incerto: dipenderà da come il disturbo in stratosfera riuscirà a propagarsi negli strati più bassi dell’atmosfera e dalla traiettoria effettiva delle masse d’aria fredda. In questa fase si tratta quindi di tendenze a lungo termine, suscettibili di revisioni nei prossimi aggiornamenti modellistici.

