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giovedì, 3 Aprile 2025

Cappato sotto processo: l’Italia incrimina la libertà di scegliere

Marco Cappato, noto attivista per i diritti civili, andrà a processo con l’accusa di aver aiutato Massimiliano Scalas, 44enne affetto da sclerosi multipla, a ricorrere al suicidio assistito in Svizzera. Insieme a lui saranno giudicate Chiara Lalli e Felicetta Maltese, anche loro esponenti dell’Associazione Luca Coscioni.

La decisione della giudice fiorentina Agnese Di Girolamo arriva nonostante la Procura avesse chiesto l’archiviazione. Secondo il Tribunale, Scalas non rientrava nei criteri stabiliti dalla Corte costituzionale per il fine vita, poiché non dipendeva da trattamenti medici vitali. Inoltre, la valutazione delle sue condizioni fatta all’estero non è stata ritenuta equivalente a quella prevista in Italia.

Cappato ha definito l’azione come un atto di disobbedienza civile, ribadendo il diritto di ogni persona a decidere quando porre fine alle proprie sofferenze. Il caso riapre con forza il dibattito sulla legalizzazione dell’eutanasia in Italia, ancora bloccata da cavilli legali e scelte politiche mancate.

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