La sanità italiana è a rischio collasso. Entro il 2027, saranno necessari almeno 125mila medici e 60mila infermieri per colmare una carenza già drammatica. A peggiorare la situazione, tra il 2026 e il 2030, andranno in pensione 35.600 medici e 66.670 infermieri, lasciando un vuoto che rischia di paralizzare il Servizio Sanitario Nazionale.
La crisi è aggravata dalla fuga dei giovani specializzandi: il 70% dichiara di voler cercare lavoro all’estero, mentre i medici stranieri formati in Italia trovano ostacoli burocratici insormontabili per accedere ai concorsi pubblici. Ospedali con reparti chiusi, turni insostenibili e stipendi poco competitivi stanno portando il sistema sanitario sull’orlo del baratro.
AMSI, UMEM e altre associazioni sanitarie propongono soluzioni urgenti: eliminare le barriere per i medici stranieri, aumentare le borse di specializzazione e migliorare le condizioni lavorative. Se non si interviene subito, il rischio è quello di un crollo definitivo del sistema sanitario nazionale, con gravi conseguenze per i cittadini.