L’Ucraina ha lanciato un chiaro segnale alla Russia con il nuovo missile Long Neptune, un’arma interamente prodotta a livello nazionale con una portata di 1.000 chilometri. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Volodymyr Zelensky, che ha confermato il successo dei test e il suo utilizzo in combattimento.
Si tratta di un’evoluzione del Neptune, il missile da crociera che nel 2022 affondò l’incrociatore russo Moskva nel Mar Nero. Questa nuova versione è stata progettata per colpire obiettivi terrestri con maggiore precisione e velocità, aumentando così il potenziale militare di Kiev.
Secondo fonti ucraine, il Long Neptune potrebbe già essere stato impiegato nell’attacco del 14 marzo alla raffineria russa di Tuapse, situata a 450 km dal fronte. Sebbene l’uso del nuovo missile non sia stato ufficialmente confermato, l’episodio suggerisce che l’Ucraina stia iniziando a sfruttare appieno le sue capacità di attacco a lungo raggio.
L’aspetto strategico di questa innovazione è evidente: una maggiore autonomia nella produzione di armi rafforza l’indipendenza ucraina, riducendo la dipendenza dagli aiuti esteri. Tuttavia, l’introduzione del Long Neptune solleva interrogativi sulle possibili reazioni della Russia, che potrebbe intensificare la sua risposta militare.
In ogni caso, questa nuova arma segna un punto di svolta nella guerra, offrendo a Kiev un’opzione offensiva senza precedenti. Resta da vedere come Mosca reagirà a questa nuova minaccia e quali saranno le prossime mosse sul campo di battaglia.